[ad_1] Tra le persone che nel 2025 sono diventate alcune delle figure più potenti del pianeta, ce ne sono diverse che hanno costruito la propria fortuna anche grazie a una presenza costante su internet.In cima alla lista, come prevedibile, c’è…
Tra le persone che nel 2025 sono diventate alcune delle figure più potenti del pianeta, ce ne sono diverse che hanno costruito la propria fortuna anche grazie a una presenza costante su internet.
In cima alla lista, come prevedibile, c’è Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti, 79 anni, governa letteralmente a colpi di decreti pubblicati sul suo social network, Truth. Nel mentre, il governo americano è gestito da un gruppetto raffazzonato di ex podcaster complottisti, conduttori televisivi, scettici dei vaccini e magnati dell’intrattenimento.
Oltre ai membri dell’amministrazione Trump, nel nostro elenco delle persone più pericolose di internet di quest’anno compaiono anche alcuni dei soliti sospetti: cybercriminali cinesi, i seminatori di caos provenienti dal sottobosco online noto come “the com”, prolifici truffatori digitali e, naturalmente, Elon Musk. Questa è la nostra lista per il 2025.
Donald Trump
Nel 2025 Donald Trump sembra aver raggiunto quella che potrebbe essere la sua forma finale. Svincolata da norme, decoro o pesi e contrappesi, la sua seconda amministrazione è stata fin qui segnata da un’incessante rincorsa verso la versione del Maga (Make America Great Again, lo slogan di Trump) immaginata da personaggi come Stephen Miller e Russell Vought. Ma Trump resta soprattutto il poster-in-chief, che su Truth riversa un flusso continuo di attacchi, insulti, teorie del complotto e AI slop, come vengono definiti i contenuti generati dall’intelligenza artificiale di scarsa qualità.
In una notte particolarmente prolifica, all’inizio di dicembre, il presidente degli Stati Uniti ha pubblicato 169 post tra le 19 circa e la mezzanotte locale, direttamente dalla Casa Bianca. Tra questi c’erano appelli al Congresso e interventi sulle elezioni presidenziali in Honduras. Qualche settimana prima, si è scagliato contro un video che ricordava ai militari statunitensi il dovere di disobbedire a ordini illegali, bollandolo come “COMPORTAMENTO EVERSIVO, punibile con la MORTE”. Qualsiasi cosa pubblichi il presidente, insomma, diventa una notizia: e questo significa che quasi tutti negli Stati Uniti finiscono per assorbire il caos che Trump genera online.
Ma nell’armatura social del presidente hanno iniziato a emergere le prime crepe: diversi Repubblicani, in particolare, hanno preso le distanze dai suoi commenti sprezzanti dopo la morte del regista Rob Reiner, accoltellato insieme alla moglie a metà dicembre.
