Chi ha viaggiato nelle regioni aride della Terra potrebbe aver notato che le piante si organizzano seguendo motivi davvero sorprendenti, come il Tiger Bush in Africa occidentale e i cerchi delle fate in Namibia, che hanno da sempre suscitato meraviglia e curiositĆ anche dal punto di vista scientifico. Una disposizione, quella delle piante, che da vicino appare casuale e disorganizzata, ma che da lontano segue uno schema ben chiaro, in ciò che viene definito dagli esperti come iperuniformitĆ disordinata. A raccontarlo ĆØ stato un team di ricerca guidato dall’UniversitĆ di Nanchino, in Cina, che, in un recente studio pubblicato su Pnas, hanno appunto scoperto come le piante si organizzano seguendo un āordine nascostoā per far fronte alla siccitĆ e per adattarsi alle condizioni più ostili.
L’iperuniformitĆ disordinata
Per comprendere meglio queste particolari distribuzioni delle piante, i ricercatori del nuovo studio hanno esaminato le immagini satellitari di oltre 400 aree aride in tutto il mondo, focalizzandosi sugli schemi spaziali delle piante. Utilizzando modelli matematici, il team ha scoperto che, sebbene la distribuzione delle piante possa apparire disordinata da vicino, circa uno su 10 dei siti presi in esame mostra dall’alto chiari segni di iperuniformitĆ disordinata, dimostrando che questo fenomeno, giĆ identificato in sistemi microscopici, ĆØ una caratteristica diffusa di molti ecosistemi aridi. “‘Disordine’ significa che se ci si trova in un campo e si osservano le piante a pochi metri di distanza, la loro posizione sembra completamente casuale, non c’ĆØ un ordine evidenteā, ha spiegato l’autore Wensi Hu. āMa se si allarga lo sguardo, ad esempio con un drone che sorvola centinaia di metri di paesaggio, si scopre che la densitĆ delle piante ĆØ sorprendentemente uniforme in tutta l’area. Questa ĆØ l’iperuniformitĆ ”. L’iperuniformitĆ disordinata āĆØ una sorta di ‘ordine nascosto’, perchĆ© ĆØ invisibile a occhio nudo”, ha chiarito Lijuan Cui, coautore dello studio.
PerchƩ le piante si organizzano cosƬ
Secondo i ricercatori, le piante si organizzano spontaneamente seguendo questi schemi apparentemente disordinati per fronteggiare le siccitĆ prolungate e consentire cosƬ agli ecosistemi di persistere e funzionare bene anche in ambienti estremi. In altre parole, disponendosi in questo modo iperuniforme aumentano la loro sopravvivenza in condizioni idriche limitate: se fossero troppo vicine tra loro, le singole piante competerebbero per l’acqua, ma se fossero troppo distanti lascerebbero spazi vuoti che potrebbero essere invasi da altri tipi di piante. Questo schema, quindi, garantisce il giusto equilibrio. “Ć una strategia brillante ed emergente per massimizzare l’uso delle risorse e ridurre al minimo i conflitti competitivi per l’intera comunitĆ ”, ha commentato a Live Science il co-autore Quan-Xing Liu.
Dalla natura fino allo Spazio
I risultati del nuovo studio mostrano, inoltre, come discipline diverse siano in realtĆ tutte interconnesse. “La cosa più affascinante”, ha commentato il co-autore Chi Xu, “ĆØ che gli stessi principi fisici che governano la disposizione di particelle o cellule modellano anche interi ecosistemiā. Il prossimo passo dei ricercatori sarĆ ora quello di cercare ordini nascosti in altri ecosistemi estremi, compresi quelli oltre il nostro pianeta. Come riporta LiveScience, analizzando le immagini di Marte scattate dal rover Curiosity della Nasa, hanno scoperto che gli ammassi di ciottoli sulla superficie del pianeta mostrerebbero la stessa iperuniformitĆ disordinata delle piante delle zone aride sulla Terra. “Il fatto che lo stesso principio geometrico appaia in sistemi cosƬ diversi suggerisce che l’iperuniformitĆ disordinata sia una soluzione universale alla sfida dell’efficienza in condizioni ostili, indipendentemente dal fatto che si tratti di piante, ciottoli o cellule”, ha concluso Liu.


