da Hardware Upgrade :

Cosa rende diverso un PC? Negli ultimi anni abbiamo visto approcci molto diversi per rispondere a questa domanda. Da un certo punto di vista, l’evoluzione a cui abbiamo assistito sul mercato dei PC è stata simile a quanto avvenuto nel settore delle auto. Per un lungo periodo di tempo la competizione è stata sulle prestazioni e il ruolo dei diversi OEM consisteva nell’essere i più veloci, efficienti ed efficaci a integrare le ultime tecnologie, processore in primis. Allo stesso modo, più o meno nello stesso arco di tempo, i produttori di auto promuovevano i cavalli o l’accelerazione dei loro modelli di punta. In modo anche piuttosto brusco, la comunicazione per le auto si è spostata su cosa voglia dire scegliere un modello o un altro, per ogni utente, nel mettere in mostra la propria personalità e il proprio stile di vita. Solo recentemente i temi della sostenibilità sono diventati preponderanti nella definizione dei prodotti e nel modo in cui vengono comunicati.

Il mondo dell’informatica si è mosso invece in modo diverso, perché se da un lato ha in parte seguito il tema di cosa comunica di noi il prodotto che usiamo, il proliferare di diversi form factor ha coinciso, per fortuna, con modi sensibilmente diversi di utilizzare il PC. In particolare, per quanto riguarda i notebook, sono nati quindi prodotti pensati per i gamer, con schermi a bassissima latenza e l’integrazione di schede video top di gamma, o per chi invece lavora sempre in mobilità ed è quindi più attento all’autonomia del PC.

Questi sono solo due esempi, in parte antitetici, di come si è evoluto il concetto stesso di personal computer, con una forte enfasi sul significato del termine “personal”, con l’obiettivo di realizzare prodotti che fossero davvero adatti alle esigenze del singolo utente.

Il cloud (e i computer) secondo Lenovo

Protagonista nell’evoluzione del concetto stesso di PC, negli ultimi anni, è stata sicuramente Lenovo, che nell’arrivare a essere il primo produttore mondiale ha intrapreso un percorso che ha portato a proporre sul mercato un’offerta quanto mai variegata. Questa proliferazione di form factor è stata confermata al CES di Las Vegas, dove Hardware Upgrade ha toccato con mano le ultime novità della multinazionale.

Sempre a Las Vegas abbiamo avuto anche l’occasione di intervistare Igor Bergman, VP, Cloud & Software for PCs and Smart Devices di Lenovo e abbiamo scoperto che oggi è il cloud uno dei nuovi elementi differenzianti dei PC di ultima generazione. Ma come e perché il cloud, da diversi punti di vista concetto antitetico a tutto quello che è on premise, incide sul modo in cui utilizziamo un personal computer, che fino a oggi è in parte diventato un “terminale” per accedere alle risorse in cloud?

La risposta a questa domanda parte dal descrivere che lavoro fa Igor Bergman in Lenovo, il quale è a capo di una divisione che offre servizi a tutte le componenti organizzative dell’azienda. Servizi che fanno leva su una piattaforma cloud proprietaria, che lavora dietro le quinte, creata da zero proprio per sviluppare ed erogare questi servizi.

Nella definizione di Lenovo, la divisione CSW (Cloud & Software) è focalizzata su cinque distinti segmenti: lavoro ibrido, smart home, SMB, AI gaming e digital learning. La piattaforma cloud proprietaria viene utilizzata per sviluppare soluzioni software che aiutano a rendere più sicura, a differenziare e a supportare l’esperienza d’uso degli utenti con i prodotti Lenovo, ma non solo. Vengono sviluppate soluzioni per sfruttare al meglio l’hardware Lenovo, ma anche software stand-alone per andare incontro alle esigenze di qualsiasi utente.

Per Igor Bergman, il cloud è centrale nelle attività e per il modello organizzativo della divisione CSW e questa convinzione arriva da un punto di vista privilegiato sull’evoluzione del cloud stesso, maturato nelle sue esperienze precedenti in BMC Software, Fujitsu e Juniper. Bergman è convinto che l’evoluzione del cloud passa necessariamente attraverso l’edge: in un numero di scenari sempre più variegati, non ha senso spostare tutti i dati centralmente verso il cloud pubblico e una parte sempre più considerevole dell’elaborazione avviene, e avverrà sempre di più in futuro nell’edge. È partendo da questa prospettiva che Lenovo, con la potenza dell’edge computing, ha creato l’approccio con cui la divisione CSW sviluppa il software, indicato da Bergman come “user device service” e basato su un’architettura su tre livelli: cloud/edge, microservizi e container.

lenovo thinkbook

È grazie alla piattaforma cloud sviluppata da Bergman e dal suo team, anche se il collegamento può non sembrare così ovvio, che Lenovo sta sviluppando un IT moderno e basato su cloud, consentendo ai suoi PC di essere i più “puliti” sul mercato. A differenza di quanto accadeva anni fa, quando era prassi del settore pre-installare innumerevoli software sui PC, inclusi quelli di terze parti, Lenovo segue uno standard di precaricamento rigoroso, dotando i propri PC solo di un piccolo sottoinsieme di programmi rilevanti per gli utenti. Utilizzando poi l’intelligenza artificiale, il sistema può consigliare applicazioni specifiche in base alle esigenze rilevate che l’utente può scegliere e che possono essere scaricate attraverso il cloud, in post-produzione, al fine di personalizzare al meglio il dispositivo secondo le specifiche dell’utente. Tutto questo è abilitato dal fatto che, dietro le quinte, c’è la piattaforma cloud gestita dalla divisione CSW.

A livello di sviluppo di codice vero e proprio viene utilizzato un approccio DevSecOps, che permette di realizzare nuove applicazioni ed evoluzioni di quelle esistenti con cicli di “continuous improvement” e di poter coordinare risorse numericamente significative e sparse per tutto il mondo. Il team è anche aperto alla collaborazione con partner esterni, anche in ottica open source, ma è indispensabile che seguano lo stesso approccio.

Un altro aspetto del modello organizzativo a cui Bergman tiene molto è che, per quanto possibile, tutto venga riutilizzato, per cui se un determinato servizio, che magari serve per lo sviluppo di un nuovo software, è già stato realizzato è imperativo che non venga sviluppato nuovamente, sempre per massimizzare l’efficienza e permettere di applicare al meglio il modello organizzativo selezionato.

Il passo successivo è andare nella direzione dello sviluppo low-code/no-code per permettere a ogni divisione di Lenovo di ottimizzare o personalizzare le soluzioni sviluppate dalla divisione CSW. In funzione del fatto che la divisione CSW lavora seguendo due direzioni diverse, da una parte andando incontro alle specifiche richieste delle singole divisioni di Lenovo che richiedono lo sviluppo di una specifica applicazione e, dall’altra, realizzando proattivamente delle soluzioni che sono necessarie a prescindere, lo sviluppo in ottica low-code/no-code permetterà di ottenere nuovi livelli di efficienza ed efficacia in entrambi i casi.

Lenovo Vantage

Chiudiamo con un esempio concreto. La divisione CSW ha realizzato l’applicazione Lenovo Vantage, il software utilizzato su tutti i PC Lenovo per gestire le impostazioni di sistema, gli aggiornamenti e, più in generale, ottimizzare l’esperienza d’uso dell’utente. Il software è anche in grado di anticipare i problemi e avvertire l’utente su potenziali complicazioni con l’obiettivo di prevenirli. Per quanto Lenovo Vantage sia presente sui PC Lenovo, ci sono poi delle funzionalità specifiche, in base ai differenti scenari d’uso, quindi per i PC aziendali sono presenti delle funzioni di gestione centralizzata, per permettere agli amministratori di sistema di intervenire, mentre sui PC gaming, ad esempio, si possono regolare i colori delle luci RGB.

Dopo aver incontrato Igor Bergman al CES di Las Vegas abbiamo quindi scoperto che i PC Lenovo sono diversi anche grazie al cloud e che lo sviluppo di applicazioni e servizi software è sempre di più un elemento chiave nello sviluppo dei moderni PC.

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