Il sistema punta a creare uno āscudoā che protegge una fascia di cielo e terra larga tra i 10 e i 15 chilometri e profonda 25. Questāarea si chiama āzona mortaā, oltre la quale ānon passa neanche una moscaā, dice Cingolani. Per funzionare, Michelangelo si serve dei satelliti del Gruppo, che registrano le informazioni relative allāattacco (da dove e quando un ordigno viene lanciato) e le trasmette ai vari radar situati a terra o in mare e che hanno capacitĆ di copertura fino a mille chilometri.
La rapida analisi dei dati scambiati ĆØ affidata allāintelligenza artificiale (AI) che, sottolinea Cingolani, non viene utilizzata come unāarma ma come un acceleratore del processo di identificazione della minaccia, quindi āuno strumento che serve per difendersiā. Questi passaggi dovrebbero agevolare la rapida scelta della strategia giusta da utilizzare per contrastare lāoffensiva aerea.
Cingolani rivela poi che la prima implementazione della āzona mortaā dovrebbe aver luogo in Ucraina entro la fine del 2026. Attraverso Michelangelo, però, Leonardo vorrebbe creare una catena di protezione che tuteli più paesi, da impegnare in un rapido scambio di informazioni di alto livello. Ad esempio, la Germania segnala un attacco missilistico verso lāEuropa e lāItalia attiva lo scudo. Dal Gruppo fanno quindi sapere che sono giĆ iniziate le interlocuzioni con 23 paesi (probabilmente europei) potenzialmente interessati ad adottare il sistema.
Secondo le stime, Michelangelo potrebbe sbloccare in favore di Leonardo nuove opportunitĆ di business per 21 miliardi entro il 2035: 6 miliardi nei prossimi cinque anni, 15 nel quinquennio seguente.
Accelerazione spaziale
Leonardo spinge anche sulle tecnologie spaziali, dove Stati Uniti e Cina giocano da protagonisti.
In questo settore, di fondamentale importanza anche in vista di un ipotetico scudo di difesa europea targato Michelangelo, gli ordini e i ricavi del 2025 hanno superato il miliardo di euro.
Lo scorso ottobre Leonardo ha firmato con le compagnie Airbus e Thales il memorandum d’intesa sulla joint venture da dieci miliardi per costruire il sistema satellitare europeo (Project Bromo), lanciando cosƬ la sfida a Starlink.
La stretta attualitĆ , però, richiede di tornare sulla Terra. Almeno per ora. Per guardare a uno dei conflitti in corso, basti pensare che, nel 2025, Leonardo ha consegnato sei Eurofighter (tra i più avanzati aerei di combattimento esistenti) al Kuwait. Nel 2024, le consegne erano state due. A causa degli attacchi subiti dai paesi del Golfo Persico da parte dell’Iran, forse anche questi numeri sono destinati a crescere. Anche perchĆ©, secondo il Gruppo, oggi ci muoviamo in āun contesto di mercato nel quale la domanda di sicurezza resta elevataā.
Il capitolo sostenibilitĆ
Tra le cifre rilevate dal Gruppo, inoltre, ci sono quelle che riguardano il percorso di Leonardo verso una produzione più sostenibile. Emissioni in atmosfera, consumo di acqua e produzione di rifiuti sono tutti parametri in calo nel 2025, rispetto all’anno precedente. In particolare, l’emissione di anidride carbonica ĆØ data come in calo dello 0,7% (238mila tonnellate di CO2 contro le 240mila del 2024); i prelievi idrici scendono del 2,3%; i rifiuti prodotti toccano quota -7,6%.


