Fin dai tempi della Guerra Fredda, gli Stati Uniti hanno rivestito un ruolo di guida nell’esplorazione spaziale, così come in altri settori della scienza e della tecnica. Ma negli ultimi decenni questo ruolo ha iniziato a vacillare. L’amministrazione Trump spinge per riduzioni del budget della NASA, soprattutto per le missioni scientifiche, mettendo a repentaglio moltissime missioni spaziali anche in collaborazione con partner strategici come l’Agenzia Spaziale Europea. Agli antipodi, in Cina, la storia è molto diversa, con investimenti sempre più forti e decisi nel settore spaziale, in uno dei programmi più ambiziosi di sempre.
VCG/Getty Images
La roadmap interplanetaria
Per esempio a marzo 2025, in occasione di un congresso del Deep Space Exploration Laboratory, che afferisce all’agenzia spaziale cinese, è stata mostrata al pubblico una tabella di marcia che indica gli obiettivi cinesi per i prossimi anni per quanto riguarda le sonde interplanetarie. La Tianwen-3 verso Marte nel 2028, seguita dalla Tianwen-4 nel 2029 verso Giove e Callisto. 2033 esplorazione di Venere, 2038 stazione di ricerca su Marte e 2039 missione verso Nettuno e Tritone. L’obiettivo della Cina è chiaro: assumere una posizione di rilievo nel panorama delle missioni di esplorazione spaziale.


