A metร giugno lโha fatto di nuovo. Ogni tanto lโEtna โborbottaโ, piรน o meno sommessamente. Tutti lo vedono mentre disperde le sue ceneri da oltre 3.000 metri sopra il livello del mare, ma quasi nessuno sa cosa avviene nel suo perimetro di oltre 160 chilometri. Per ora, perchรฉ sarร proprio lโEtna il primo vulcano al mondo ad avere un gemello digitale che ne svelerร le dinamiche piรน intime. Lo stanno realizzando i ricercatori dellโIngv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) come “site demonstrator” del progetto europeo Horizon Dt-Geo (Digital Twin for Geophysical Extremes), a sua volta parte di Destination Earth, il gemello digitale della Terra pensato per simulare gli effetti della crisi climatica e trovare โa tavolinoโ possibili soluzioni per mitigarli.
Eventi estremi virtuali
Con un budget totale di 15 milioni di euro, Dt-Geo dovrร riuscire a riprodurre virtualmente ogni genere di eventi estremi geofisici, tra cui terremoti, eruzioni, tsunami e fenomeni di origine antropica. Quello dellโEtna รจ infatti uno dei suoi 12 Digital twin components (Dtc) ed รจ da settembre 2022 che lโIngv โsi fa in quattroโ per replicare virtualmente le complessitร di questo vulcano, lavorandoci contemporaneamente nelle sue quattro sedi di Catania, Pisa, Napoli e Bologna e analizzandone quattro diversi aspetti: magma sotterraneo, ceneri disperse, gas emesso e lava eruttata.
Dal primo si vuol dedurre il meccanismo di โunrestโ del vulcano: il passaggio dallo stato di quiete a quello di una possibile eruzione. โLโobiettivo รจ scoprire la distribuzione delle forze allโinterno del vulcano e dove saranno le bocche eruttive, misurando la deformazione e la variazione di pendenza del suolo attraverso Gps, dati satellitari e sensoriโ spiega Flavio Cannavรฒ, ricercatore dellโIngv di Catania. Per raggiungerlo, i team di Pisa e Catania stanno insegnando a un modello di intelligenza artificiale il meccanismo di individuazione della posizione del magma partendo da dati simulati, per poi inserirlo al posto delle attuali equazioni. Quello che descrive ciรฒ che avviene nelle viscere del vulcano “non si puรฒ definire un โproblema ben postoโ – precisa Cannavรฒ – si tratta quindi di una sfida non banaleโ.
Lava, cenere e gas: cosa va dove
Per simulare la fase post-eruzione, algoritmi e modelli matematici possono bastare, ma serve studiare anidride solforosa (SO2), cenere e lava separatamente. Proprio di questโultima si mira a prevedere in real time quantitร e tipologia, direzione e movimenti, mitigando i rischi per la popolazione locale. โPer calcolarlo incrociamo le informazioni a disposizione sul flusso in uscita dal vulcano con quelle sulle dimensioni della bocca eruttiva e sulla topografia dellโarea, ricavate dai dati satellitariโ, spiega Cannavรฒ.
Quanto alle ceneri, sia a grana grossa sia a grana fine, prosegue il ricercatore, โlโidea รจ di capire dove, quando e con che dimensioni si disperderanno, soprattutto per allertare gli aeroporti. Vogliamo perรฒ studiare anche il collegamento tra questo fenomeno e la posizione e il movimento del magma all’interno del vulcano, prima del suo arrivo in superficie, per individuare eventuali pattern che possano aiutarci a individuare eventuali segnali pre-eruzioneโ. Anche lo studio del gas emesso, in tal senso, puรฒ dare soddisfazioni. Concentrandosi sullโanidride solforosa, i ricercatori stanno infatti studiando se la sua presenza incolore in aria possa essere un indizio di come il magma si muove sotto terra.
Il grande gemello dellโEtna
La tentazione di โunire i puntiniโ, ma per collegare i quattro aspetti dellโEtna che si stanno studiando uno a uno servirebbe un altro progetto, un altro finanziamento e un altro paio di anni (almeno). Ma lโobiettivo finale รจ quello, e non potrebbe essere altrimenti. Non solo per non cancellare lโEtna dalla Terra, partendo dalla sua copia digitale Destination Earth, ma perchรฉ, per parlare di digital twin, serve simulare come tutti gli aspetti interagiscono tra loro, che si tratti di un vulcano, di un pianeta, o di qualsiasi altro โoggettoโ.
Cannavรฒ lo conferma, giร pregustando le opportunitร offerte dal gemello etneo completo e connesso a cui sta dedicando le sue giornate assieme a una ventina di altri colleghi. Poi torna al presente e alle 4 componenti, ciascuna ora in fase di sviluppo sui potenti sistemi di calcolo di Cineca. โOra lโobiettivo รจ quello di mostrare che si puรฒ fare. Entro il 2025 dobbiamo sviluppare e validare un flusso di lavoro replicabile – spiega -. Vogliamo finalizzare un metodo standard, con codici di simulazione, strati di intelligenza artificiale, flussi di dati in tempo reale e metodologie di assimilazione dei dati. Cosรฌ lโapproccio sarร giร pronto e solo da โpersonalizzareโ, per chiunque voglia creare il gemello digitale di qualsiasi altro vulcanoโ. Ciรฒ significa che lโEtna non sarร piรน lโunico ad averne uno, ma resterร comunque nella storia per essere stato il primo a lasciarci violare la sua privacy, in nome della ricerca.

