[ad_1] Quello dell’horror religioso è un sentiero molto battuto nella cinematografia dell’orrore. Leviticus fa parte, per alcuni versi, di questo filone ma si intreccia con altre componenti in modo inquietante e originale: è anche un social horror, un teen horror…
Quello dell’horror religioso è un sentiero molto battuto nella cinematografia dell’orrore. Leviticus fa parte, per alcuni versi, di questo filone ma si intreccia con altre componenti in modo inquietante e originale: è anche un social horror, un teen horror e un queer horror. La pellicola australiana – concisa, di meno di novanta minuti – ha debuttato nella sezione Midnight dell’ultimo Sundance Film Festival. Diretta dall’esordiente (nel lungometraggio di fiction) Adrian Chiarella, ha ricevuto riscontri estremamente positivi, dopo la proiezione, da parte di pubblico e critica per la sua capacità di affrontare i pregiudizi subiti dalla comunità Lgbtq+ in modo visivamente disturbante, con un stile diretto e intenso, tenacemente rivolto alla critica nei confronti di bigotti e ipocriti. Il titolo della pellicola, anche scritta da Chiarella, si rifà al libro dell’Antico testamento che recita, più o meno, “Non avrai con maschi relazioni come si hanno con donna: è un abominio”.
Leviticus: di cosa parla
Il film affronta la violenza (sia esplicita che interiorizzata) inflitta dalle frange più conservatrici e bigotte delle comunità religiose nei confronti delle persone queer, ma esasperata dalla lente dell’orrore soprannaturale. Leviticus segue Naim, un ragazzo introverso che si trasferisce con la madre in una piccola comunità rurale dove tutti seguono in modi ligio gli insegnamenti impartiti dal parroco della chiesa cristiana. Naim incontra Ryan, un compagno di scuola più disinvolto e intraprendente con il quale esplora un’attrazione fisica ed emotiva. Scoperti, vengono costretti a sottoporsi a un rituale volto a “restituirgli” l’eterosessualità sotto forma di “terapia di conversione”. Il concetto di un campo dove gli adolescenti subiscono il lavaggio del cervello e vengono costretti a perseguire un orientamento sessuale diverso dal loro è di per sé obbrobrioso, ma in Leviticus questo processo prende una piega soprannaturale spaventosa di terrore, dannazione e inganno che passa per la trasformazione del desiderio in minaccia fisica.
Cast, regia e…
Nei panni del protagonista Naim c’è Joe Bird, che aveva già partecipato a uno dei migliori horror australiani recenti, Talk to Me dei gemelli Philippou. Secondo le prime critiche, Bird offre un’interpretazione che trasmette empatia, basata sulla vulnerabilità, mentre Stacy Clausen (Ryan) offre una performance complementare, piena di tensione e di una carica emotiva inquietante. La madre di Naim è interpretata da Mia Wasikowska, attrice australiana vista in Jane Eyre e in Alice in Wonderland che incarna la fede rigida e intransigente, anche nei confronti del proprio figlio. La colonna sonora è firmata da Jed Kurzel, lo stesso di The Babadook, The Order e Overlord. Adrian Chiarella è anche l’autore della sceneggiatura; il suo scopo era coniugare l’orrore con la critica sociale, passando per la reinterpretazione delle caratteristiche del genere: “Volevo vedere come questo film influiva sui giovani queer mentre crescono fino all’età adulta” ha dichiarato durante la presentazione del film al Sundance.
Altri horror queer
Leviticus è l’ultimo di una lista di horror queer più o meno recenti (non torneremo indietro fino all’elegante vampire movie Miriam si sveglia a mezzanotte), da They/Them a Hellbent passando per B&B. In quest’ultimo Tom Bateman torna nello stesso bed&breakfast che aveva discriminato lui e il partner un anno prima, gestito da un cristiano fondamentalista, ma se la deve vedere con un giovane russo gay psicopatico. Hellbent è considerato il capostipite degli slasher gay e si svolge tutto nell’arco in una singola notte di Halloween durante la quale cinque uomini vengono braccati da un killer mascherato. They/Them (They Slash Them), con Kevin Bacon, è il film che più si avvicina a Leviticus per spunto: scritto e diretto da John Logan (qui all’esordio come regista) e prodotto dalla Blumhouse, è infatti incentrato su gruppo di adolescenti queer costretti a frequentare un campo estivo di rieducazione che finiscono nel mirino di un killer.
Cosa ne dicono e cosa sappiamo della distribuzione
Leviticus è stato definito un incrocio tra Heated Rivalry e It Follows declinato in horror psicologico, radicato nella cultura queer e nella critica alla repressione religiosa. Chiarella mira a dimostrare che il vero orrore non viene mai superato dalla fantasia: la follia e la crudeltà umana, reali ed espressi dalla pratica della conversion therapy, vincono sempre. Tuttavia, non è detto che le angherie e gli orrori a cui sono sottoposti i protagonisti nella storia trionfino sul loro amore genuino ma ripetutamente messo alla prova. La prima mondiale di Leviticus al Sundance Film Festival ha portato all’acquisizione della pellicola prodotta da Causeway Films – la stessa di Talk to Me e Bring Her Back – Torna da me – da parte di Neon (quella di Together) che lo distribuirà entro la fine dell’anno negli Stati Uniti. Non ci sono ancora informazione circa la distribuzione italiana, ma… siamo sicuri di vederlo: le recensioni della pellicola sono per lo più stellari.
