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Oltre i timori della sostituzione del lavoro dell’uomo da parte dell’intelligenza artificiale, OpenAI ha svelato Frontier. Si tratta di una piattaforma pensata per le aziende, con cui coordinare le attività degli agenti IA, i piccoli software specializzati usati per svolgere in automatico alcune operazioni. In una nota sul proprio blog, OpenAI afferma che l’intelligenza artificiale “agentica” è già una realtà per oltre 1 milione di imprese, ma spesso queste perdono il filo dei modelli utilizzati, di quali reparti si affidano ai software di IA e per quali compiti. Frontier è un modo per mettere ordine, una sorta di ufficio delle risorse umane in cui persone e agenti sono colleghi.
“Ciò che rallenta le aziende non è l’intelligenza dei modelli, ma il modo in cui gli agenti vengono progettati e gestiti nelle organizzazioni”, si legge sul blog di OpenAI.
Nella pratica, Frontier si presenta come un’interfaccia informatica in cui sono presenti i chatbot del gruppo, come ChatGpt, e anche gli agenti che già lavorano per la propria impresa, con l’opportunità di ‘assumerne’ degli altri. “I team dell’intera organizzazione, tecnici e non, possono utilizzare Frontier per assumere collaboratori IA che svolgano molte delle attività che le persone già eseguono al computer”, dice OpenAI.
Basta digitare nel menu degli agenti cosa si cerca, in quanto a capacità e competenze, e Frontier mostrerà i moduli disponibili, non solo quelli dell’ecosistema OpenAI ma anche sviluppati da altre compagnie, se supportati.
OpenAI Frontier non è l’unico centro di controllo degli agenti professionali. Lo scorso novembre, Microsoft ha presentato Agent 365 alla conferenza Ignite.
FP


