Libra, ecco le monete nel paniere: dollaro, euro, yen e sterlina


C’è anche il dollaro di Singapore. Resta escluso lo yuan cinese, che indica come Facebook per ora si tenga alla larga dal Dragone

(Photo by Chesnot/Getty Images)

Sebbene non si possa formalmente considerare solo come la criptovaluta di Facebook, perché gestita dalle diverse aziende riunitesi attorno alla Libra Association con sede in Svizzera, Libra sembra comunque esprimere anche nei numeri un legame diretto con il colosso dei social network. In particolare, la geografia economico-istituzionale su cui potrebbe poggiare il progetto globale della valuta sembra seguire la distribuzione degli utenti nei mercati di riferimento per l’azienda di Mark Zuckerberg.

Diversamente da altre monete elettroniche, quando e se mai vedrà la luce, Libra sarà concepita come uno stablecoin, cioè una valuta digitale sostenuta però da infrastrutture più tradizionali e reali, come le monete tradizionali, titoli di stato a breve termine e le riserve auree. Ciò dovrebbe garantire appunto una sua maggiore stabilità e ridurre la volatilità che invece caratterizza altre criptovalute come il bitcoin, per esempio, che proprio nelle ultime ore ha perso quasi il 15% del suo valore, come riporta Cnbc.

Ma quali sono le monete che potrebbero rendere “stabile” Libra? Nel paniere delle valute che sostengono il conio digitale c’è soprattutto il dollaro americano, che da solo vale il 50% della criptovaluta, mentre l’altra metà sarà composta dall’euro per il 18%, dallo yen giapponese per il 14%, dalla sterlina per l’11% e dal dollaro di Singapore per il 7%, come segnala Reuters in base ai dati comunicati dallo stesso Facebook in una lettera indirizzata al parlamentare tedesco Fabio De Masi.

Fuori da questa lista resterebbe quindi lo yuan cinese, da una parte forse per non compromettere troppo la già delicata posizione di Libra rispetto alle autorità economiche americane e dall’altra perché di fatto in Cina Facebook è bloccato. Per altro, la stessa People’s Bank of China, la banca centrale cinese, sarebbe prossima al lancio di una propria criptovaluta sostenuta dalle sue riserve, come riportava Bloomberg il mese scorso.

Soltanto qualche settimana fa, invece, il governatore della Banca d’Inghilterra Mike Carney, aveva suggerito l’idea di creare una criptovaluta globale proprio sul modello di Libra, per superare l’egemonia del dollaro come moneta di riferimento internazionale.

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