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Da Wired.it :

Solo 92 scuole, sulle quasi 900 che avrebbero potuto farlo, hanno scelto di introdurre il liceo del made in Italy: il nuovo indirizzo di studi fortemente voluto dal governo Meloni che sostituisce il già esistente liceo delle scienze umane. Chi vorrà, potrà iscriversi fino al 10 febbraio 2024 e i corsi dovrebbero partire con l’avvio del prossimo anno scolastico 2024/2025.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso

La sta scrivendo il governo Meloni. Prevede la celebrazione di una giornata del made in Italy, un fondo di investimento dedicato, sussidi per alcuni filiere e un liceo orientato ai prodotti nazionali

Come riporta il comunicato del ministero dell’Istruzione, il liceo del made in Italy sarà attivato in 92 scuole di 16 regioni italiane: 17 istituti della Sicilia, 12 della Lombardia e del Lazio, 9 della Puglia, 8 delle Marche e della Calabria, 6 dell’Abruzzo, 5 della Toscana, 3 della Liguria, del Piemonte e del Veneto, 2 del Molise e 1 della Basilicata, dell’Emilia Romagna, della Sardegna e dell’Umbria. Altre 22 scuole hanno presentato domanda in Campania, ma la Regione non ha ancora dato l’autorizzazione a farlo partire, mentre ad altri 6 istituti è stato negato l’accesso perché privi dei requisiti necessari per attivarlo. Si tratta, quindi, di altre 28 scuole che, sommate a quelle in cui i corsi inizieranno a settembre 2024, portano il totale degli istituti richiedenti a 120. Una cifra molto bassa rispetto al totale dei licei delle scienze umane che avrebbero potuto introdurre il nuovo indirizzo.

Bisognerà aspettare l’autunno per sapere se la risposta delle famiglie avrà premiato o meno la direzione del governo Meloni, quando si potrà verificare l’effettivo numero di studentesse e studenti iscritti al liceo del made in Italy. Per adesso il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha accolto i dati positivamente considerandoli un “risultato importante”, anche se si sa davvero poco del piano di studi e questo potrebbe scoraggiare le iscrizioni.

Il ministero non ha nemmeno stabilito il quadro orario degli insegnamenti, i risultati dell’apprendimento, e manca anche il programma completo, mentre è stato diffuso solo quello provvisorio relativo ai primi due anni di studio. Inoltre, non sono nemmeno state chiarite quali debbano essere le competenze richieste ai docenti per insegnare le nuove materie, né se verranno attivati corsi di aggiornamento, lasciando studenti e insegnanti nel dubbio e nell’incertezza.



[Fonte Wired.it]