LinkTree non è più un servizio sicuro per chi lavora nel sesso



Da Wired.it :

È stato prima il turno di Tumblr, trasformato da porto di mare colmo di gif esplicite a piattaforma che vieta migliaia di tag anche innocui, da “selfie” a “barba”. Poi c’è stata la stretta di Facebook, e addirittura il tentativo di stravolgere OnlyFans, mettendo al bando i contenuti sessualmente espliciti. Ora, l’ultimo attacco alla presenza di utenti che si guadagnano da vivere lavorando con il sesso sulle piattaforme online arriva da un servizio insospettabile: LinkTree.

Fondato nel 2016, LinkTree è il più famoso tra i tanti servizi online creati per risolvere il problema delle piattaforme social, come Instagram, Facebook, TikTok o Twitter, che permettono di inserire un solo link esterno alla piattaforma nella descrizione del proprio profilo. Chi usa LinkTree può raccogliere in un’unica pagina tutti i link che vuole rendere facilmente accessibili ai propri follower: normalmente, i content creator vi inseriscono i collegamenti ai propri negozi online, ai podcast e le newsletter su cui lavorano, o ai propri profili su altri social network. Il servizio è gratis, ma chi acquista la versione Pro può accedere a una serie di dati che dicono loro, ad esempio, quante persone cliccano sui loro link.

I sex worker, tendenzialmente, usano LinkTree per rimandare i propri follower alle piattaforme su cui pubblicano contenuti più espliciti, come il già citato OnlyFans. Il servizio è particolarmente utile perché, su piattaforme come Instagram, i sex worker possono pubblicare soltanto foto e video pesantemente censurati, ma sono un’ottima vetrina per farsi conoscere da un pubblico più ampio. Linkare direttamente ad OnlyFans e siti simili sul proprio profilo Instagram, però, ha portato moltissimi ad essere banditi dal social network in passato. Chi usa LinkTree o servizi simili non corre questo rischio.

Inoltre, il fatto che sempre più spazi digitali stiano chiudendo loro le porte – come aveva minacciato di fare OnlyFans, d’altronde – porta sempre più sex worker a diversificare le piattaforme su cui pubblicano i propri contenuti per non rischiare di perdere, dall’oggi al domani, le proprie fonti di sostentamento.

Tutto questo è più o meno permesso dagli standard della comunità di LinkTree: secondo le regole del servizio, gli utenti non possono “includere alcun materiale sessualmente esplicito (incluse immagini e linguaggio) nel proprio account o sulla propria pagina”. Non è mai stato chiaro, però, se i link a pagine terze che contengono materiali espliciti fossero effettivamente vietati. In ogni caso, comunque, le regole non sono state cambiate di recente. Eppure, il 14 gennaio dozzine di sex worker si sono ritrovate improvvisamente bandite dal servizio senza spiegazione.

Cos’è successo?

Dalla sera alla mattina, decine di persone hanno cominciato ad accorgersi che i loro account erano stati eliminati “per uso inappropriato”. Il messaggio di LinkTree “diceva solo che il mio account era stato bloccato a causa di contenuti inappropriati e che era stato rimossoha raccontato a Motherboard la modella ed escort newyorchese Lauren -. Non c’erano e-mail da parte loro che mi avvertissero o mi dicessero cosa fosse specificamente inappropriato in modo che avessi forse la possibilità di rimuoverlo. Niente di niente”.



[Fonte Wired.it]