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L’iPad che aveva immaginato Steve Jobs non esiste più, ed era ora

di webmaster | Ago 19, 2025 | Tecnologia


Ma un gruppo rumoroso di persone che volevano lavorare su un iPad e che potevano preferire un tablet a un computer portatile era frustrata. L’iPad si era costruito una reputazione. A volte era ottimo per fare una cosa alla volta. Era utile quando ci si voleva concentrare. Ma c’era bisogno di altro, crollava tutto.

La risposta di Apple ĆØ stata l’iPad Pro, che aveva più potenza di quanta gli utenti potessero usare. L’iPad originale aveva debuttato a 499 dollari, un prezzo che secondo Jobs si sarebbe rivelato accessibile per molti. Il Pro aveva un prezzo simile a quello di un Mac, ma era comunque abbinato a un sistema operativo progettato per navigare sul web, sfogliare foto e dipingere con le dita. Insieme ad esso ĆØ arrivata la Apple Pencil. Il colosso quindi aveva “sbagliato tutto“? No, perchĆ© l’iPad non richiedeva un pennino per essere utilizzato, ma aveva solo introdotto una soluzione per gli utenti che necessitavano di input più precisi.

Ma si trattava comunque di un chiaro allontanamento dalla visione originale, che Apple ha continuato a ritoccare nel corso degli anni, ammettendo che forse gli utenti volevano qualcosa di più di un iPhone sovradimensionato. Allo stesso tempo però l’azienda si ĆØ anche trattenuta, restia a rischiare di cannibalizzare le vendite dei Mac. CosƬ, invece di permettere all’iPad di diventare il dispositivo che voleva essere, ha preferito rendere più fluida la transizione tra i dispositivi, lasciando gli utenti occasionali e quelli esperti in uno strano limbo.

Anno dopo anno l’iPad si ĆØ discostato sempre di più dalla visione di Jobs, continuando però a lasciare alcune persone insoddisfatte. Apple ha aggiunto complessitĆ  e cercato di reinventare la ruota in modi che hanno sempre lasciato gli utenti più esperti con l’amaro in bocca. Il focus ĆØ stato sostituito dalla confusione.

Il gigante ha insistito sul fatto che l’iPad non fosse un rimpiazzo del computer portatile, ma ha poi aggiunto una tastiera magnetica e il supporto per il mouse, seguiti da chip M1 su dispositivi che non erano ancora in grado di ottimizzare l’output sul secondo schermo.

Poi, nel 2022, ĆØ stata la volta di Stage Manager, una funzione per raggruppare le finestre che nessuno aveva chiesto e quasi nessuno ha apprezzato. Era una risposta eccessiva a un problema che Apple si ĆØ rifiutata di affrontare completamente: perchĆ© non rendere l’iPad più simile a un Mac?

La fine del sogno di Steve Jobs

Ora Apple ha fatto quello che aveva giurato di non fare mai: iPadOS 26 trasforma l’iPad in un vero e proprio computer Apple multitasking, che permette di gestire le finestre e cliccare sui pulsanti a semaforo, supporta i display esterni e abbandona i compromessi. Le finestre si possono sovrapporre, il cursore ĆØ appuntito e c’ĆØ persino una barra dei menu. Il sistema operativo ĆØ fluido, capace e familiare. Anche se non ĆØ proprio un Mac, non ĆØ nemmeno un iPad dell’era Jobs. Finalmente l’idea originale ĆØ stata abbandonata.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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