L’Islanda posa una lapide in memoria di un ghiacciaio scomparso


L’isola ha celebrato una commemorazione per mettere in guardia i futuri abitanti dai rischi correlati al riscaldamento globale

Il ghiacciaio Okjökull, nel 1986 (a sinistra) e oggi (a destra) in un’immagine scattata dalla Nasa

Commemorare il passato per mettere in guardia dal futuro. Domenica 18 agosto l’Islanda ha reso omaggio a quello che è considerato il primo ghiacciaio scomparso nella piccola repubblica scandinava per effetto dei cambiamenti climatici, ricordandolo con una targa che è al tempo stesso un monito, intitolata A letter to the future.

La targa in bronzo è stata apposta nello spazio di terra dove un tempo si ergeva l’Okjökull, il ghiacciaio (jökull, in islandese) posto sulla cima del vulcano Ok, scomparso nel 2014 e dichiarato morto all’età di 700 anni dal geologo Oddur Sigurosson.

Ok è il primo ghiacciaio islandese a perdere il suo status di ghiacciaio. Nei prossimi 200 anni si prevede che tutti i nostri ghiacciai facciano la stessa fine”, recita il messaggio in islandese e inglese inciso sulla lastra: “Questo monumento serve a confessare che noi sappiamo cosa sta succedendo e cosa dev’essere fatto. Solo tu puoi sapere se ci saremo riusciti”.

Gli effetti del riscaldamento globale

Sulla targa è riportata anche l’iscrizione “415 ppm CO2”, la concentrazione record di anidride carbonica raggiunta per la prima volta nella storia umana lo scorso mese di maggio. Quella dei cambiamenti climatici è una dinamica che abbiamo tristemente imparato a conoscere e che ha tra i suoi effetti immediati e più concreti proprio lo scioglimento dei ghiacciai, ma che sul medio e lungo termine rischia di pregiudicare la vita sulla Terra per come la conosciamo.

Secondo quanto riporta il sito della Nasa, nel 1901 Okjökull occupava un’area di 38 chilometri quadrati, mentre già nel 1978 la sua estensione era limitata ad appena 3 chilometri quadrati. Oggi il ghiacciaio Ok ha smesso di essere un ghiacciaio e si estende per meno di un chilometri quadrato complessivo.

L’Islanda è particolarmente sensibile al tema dell’emergenza climatica, soprattutto dal momento che il 10% del suo territorio è composto da ghiaccio. Lo scioglimento dei ghiacci può provocare una vasta serie di ripercussioni, la maggior parte delle quali molto concrete come la riduzione delle risorse idriche e l’aumento del livello dei mari, fenomeno che porta con sé alluvioni ed erosione delle coste.

Come specifica la Nasa, Ok non è realmente il primo ghiacciaio a essere scomparso in Islanda – alcuni antropologi della Rice University hanno prodotto un documentario sul tema dal titolo Not Ok – e la cerimonia commemorativa assume dunque in quest’ottica un valore soprattutto simbolico.

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