Lo scienziato che traduce in arte le scoperte sullo spazio


Non è facile trovare un bilanciamento tra scienza e creatività ma è proprio il lavoro che spetta fare al visualization scientist Robert Hurt quando traduce in immagini le scoperte sull’universo

In questi anni non sono mancate scoperte che più di altre ci hanno spinto a immaginare la vita altrove rispetto alla Terra: il riferimento va, ad esempio, agli esopianeti del sistema di Trappist-1, saliti alla ribalta a inizio 2018. Il tema che affascina è la potenziale abitabilità, ma la mente corre subito all’immaginazione complessiva di questi mondi che distano da noi 40 anni luce.

La visualizzazione di pianeti lontani e fenomeni astrofisici è resa possibile, per il grande pubblico, anche grazie al lavoro di scienziati come Robert Hurt. Il compito di Hurt, titolare di un dottorato in astrofisica e visualization scientist presso l’Ipac Center di Caltech, è proprio quello di tradurre in immagini dati e acquisizioni (come quelle ottenute dallo Spitzer Space Telescope della Nasa) e veicolarle al grande pubblico. Si tratta quindi di veri e propri art concept che riproducono i pianeti per come potrebbero essere, partendo dai dati su diametro, massa, distanza da altri corpi, ma anche intere costellazioni.

In questo video, della serie Wired Lab, spiega come lavora costantemente alla ricerca di un bilanciamento tra accuratezza scientifica e approccio creativo.

 

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