La primavera è alle porte e con lei sta per arrivare quel momento dell’anno in cui le giornate si allungano anche grazie al cambio dell’ora. O meglio all’ora legale che consiste nello spostare le lancette dell’orologio un’ora avanti (sebbene ormai la maggior parte dei dispositivi digitali si aggiorni automaticamente), regalandoci così pomeriggi con più luce. Per quest’anno, il momento tanto atteso da molti è fissato nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026.
Quando scatta l’ora legale
Il transito all’ora legale non avviene in un data fissa. In Italia, infatti, il cambio dell’ora da solare a legale cade solitamente nell’ultimo fine settimana di marzo. In quella notte tra sabato e domenica, quindi dovremo spostare le lancette un’ora avanti: per esempio le 2:00 diventeranno le 3:00 e via dicendo. In altre parole, si dormirà un’ora in meno, ma ciò porterà le giornate ad avere luce naturale più a lungo. L’ora legale sarà in vigore fino alla notte tra il 24 e il 25 ottobre 2026, quando appunto si passerà nuovamente all’ora solare, con le lancette che si sposteranno un’ora indietro: si dormirà un’ora in più, ma i pomeriggi torneranno a essere più bui.
Il risparmio energetico
Pomeriggi con più luce equivalgono a una riduzione dell’uso dell’illuminazione artificiale e, quindi, a un significativo risparmio energetico. Secondo le stime di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, l’adozione dell’ora legale nel 2025 ha permesso un minor consumo di energia per 310 milioni di kWh, che si traduce in un risparmio economico di oltre 90 milioni di euro. I benefici riguardano anche l’ambiente: i minori consumi dello scorso anno, infatti, hanno portato a una riduzione di emissioni di anidride carbonica in atmosfera pari a circa 145 mila tonnellate.
Quando è stato introdotto
Il cambio dell’ora è stato ufficialmente introdotto in Europa nel 1966 e da allora la maggior parte delle nazioni, escluse Russia, Islanda e Bielorussia, hanno aderito a questa norma per favorire il risparmio energetico. Nel 1996, come vi abbiamo raccontato, l’Unione europea ha adottato un’unica legislazione a riguardo, uniformando le prassi di tutti gli stati membri, in cui tutt’oggi è prevista tra l’ultima domenica di marzo e l’ultima domenica di ottobre.
Gli effetti sulla salute del cambio dell’ora
Oltre a dormire 60 minuti in meno, il cambio dell’ora potrebbe risultare un po’ traumatico per il nostro organismo. Abituato al ritmo dell’ora solare, infatti, potrebbe avvertire uno sfasamento iniziale, facendoci sentire un po’ fuori sincrono. Questo perché il nostro orologio interno, chiamato ritmo circadiano, senza il quale la nostra struttura biologica è vulnerabile alle infezioni, al cancro, all’obesità, al diabete di tipo 2, ai disturbi cardiaci e mentali, richiede qualche giorno per allinearsi al nuovo orario. Tuttavia, nel giro di qualche giorno, i benefici dell’ora legale cominciano a farsi sentire: più ore di luce, infatti, equivalgono a più tempo da dedicare all’esercizio fisico, una maggior produzione di endorfine e della serotonina, e infine una maggiore stimolazione del nostro metabolismo, che ci rende più pronti e attivi.


