L’osservatorio SOFIA ha analizzato nuovamente la presenza d’acqua sulla Luna

da Hardware Upgrade :

Ad aprile 2022 era stato annunciato che l’osservatorio SOFIA (Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy) avrebbe concluso le sue missioni per la fine di settembre. Si sta avvicinando quindi il termine per l’utilizzo di questo particolare strumento scientifico che si trova a bordo di un aeroplano Boeing 747SP e, volando ad alta quota, permette di eliminare parte dell’interferenza generata dagli strati più bassi dell’atmosfera terrestre.

osservatorio sofia

Ma sia gli ingegneri che gli scienziati volevano concludere la vita operativa di SOFIA con le ultime missioni in grado di raccogliere dati utili. L’obiettivo è sempre la Luna e in particolare la presenza di acqua sulla sua superficie. Si tratta di una ricerca importante in quanto questo elemento sarà fondamentale per il sostentamento di colonie sulla superficie del satellite (non tanto per fornire qualcosa da bere agli astronauti, quanto piuttosto per creare propellente per i razzi).

L’osservatorio SOFIA e la ricerca d’acqua sulla superficie della Luna

In passato lo stesso osservatorio aveva già contribuito a rivelare che l’acqua è relativamente ben distribuita sul nostro satellite naturale. Se la presenza di ghiaccio era data ormai per assodata nelle zone in ombra dei crateri mai illuminati dalla luce del Sole, trovarne anche nelle zone illuminate della Luna è una buona notizia in ottica futura, in particolare per le missioni Artemis (o il corrispettivo di Cina e Russia).

Grazie a nuovi dati raccolti da un team di ricercatori guidato da Casey Honniball (del Goddard Space Flight Center) sono state trovate molecole d’acqua anche nella zona del cratere Moretus. Questo cratere si trova vicino al cratere Clavius, dove si erano concentrate le analisi in precedenza (rivelate poi a ottobre 2020) nella parte sud-occidentale della faccia visibile della Luna e per questo è possibile studiarlo anche da Terra senza bisogno di orbiter.

sofia osservatorio luna

I nuovi dati confermano ancora una volta che l’acqua è presente non solo nelle zone perennemente in ombra del satellite naturale ma anche in quelle illuminate dal Sole. Inoltre, sempre grazie agli studi, è possibile continuare a ricostruire l’origine delle molecole d’acqua. Stando alle nuove informazioni è ora più chiaro come l’abbondanza di acqua sulla Luna dipende sia dalla temperatura che dalla latitudine. Il maggior numero di molecole si trovano ai poli e dove sono presenti temperature più basse (informazione che sembra “banale” ma che aveva comunque bisogno di riprove strumentali). Grazie all’osservatorio SOFIA e ai suoi strumenti è stato possibile distinguere le molecole d’acqua (H₂O) dagli ossidrili (OH). Questi ultimi sono comunque fondamentali per la formazione di acqua sulla superficie lunare.

Secondo l’ipotesi, sempre più accreditata, il vento solare che colpisce la Luna fornisce l’idrogeno che interagisce con l’ossigeno presente sulla superficie. A quel punto i micrometeoriti che colpiscono il satellite creano zone molte calde nell’impatto facendo unire due molecole di ossidrile per formarne una di acqua. A causa delle condizioni della Luna, l’acqua viene principalmente persa nello Spazio ma alcune molecole rimangono intrappolate nel materiale vetroso che si forma nell’impatto. Nuove missioni saranno necessarie per completare la comprensione della presenza di acqua sulla superficie lunare (come VIPER della NASA) ma, come scritto sopra, si tratta di un punto fondamentale per le missioni umane e anche per l’analisi di arti corpi celesti lontano dalla Terra.


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