Energia nucleare verso Marte
L’evento della Nasa non si è concentrato solo sulle ambizioni lunari. L’agenzia ha anche condiviso i progressi significativi nel campo dell’energia nucleare, con l’annuncio del lancio entro la fine del 2028 di Reactor spacecraft-1 freedom, la prima navicella interplanetaria a propulsione nucleare, che dovrebbe spingersi nello spazio profondo.
La missione, nota come SR-1 Freedom, avrà come destinazione principale Marte. In corrispondenza del pianeta rosso, il veicolo eseguirà Skyfall, una manovra particolarmente complessa che prevede il dispiegamento di una flotta di elicotteri avanzati per estendere l’esplorazione aerea sulla superficie di Marte. Secondo la Nasa, questa missione “costituirà un precedente per il volo con hardware nucleare, definirà standard normativi e di lancio e svilupperà la base industriale per futuri sistemi di energia a fissione destinati alla propulsione, alle operazioni di superficie e alle missioni di lunga durata”.
Le nuove iniziative si inseriscono nel quadro dell’ambiziosa politica spaziale nazionale americana delineata dal presidente Donald Trump in un ordine esecutivo di dicembre, che punta ad “affermare la leadership statunitense nello spazio, gettare le basi per lo sviluppo economico lunare, preparare il viaggio verso Marte e ispirare la prossima generazione di esploratori”.
Il decreto stabilisce non solo il ritorno degli astronauti sulla Luna entro il 2028, ma anche la costruzione di un avamposto lunare permanente entro il 2030 e il dispiegamento di fonti di energia nucleare sia sulla superficie lunare sia in orbita terrestre, con l’obiettivo di garantire l’approvvigionamento energetico nel breve e medio periodo.
Per fare tutto questo, il governo statunitense ha incaricato le agenzie federali di introdurre meccanismi per incentivare gli investimenti privati e di creare le condizioni necessarie a sostituire la Stazione spaziale internazionale entro il 2030 con piattaforme commerciali gestite da aziende americane.
Il piano si prefigge anche di attrarre almeno 50 miliardi di dollari di investimenti per l’industria spaziale nazionale nei prossimi tre anni. Questo traguardo dovrebbe essere raggiunto attraverso un aumento della frequenza di lanci e rientri, l’impiego di infrastrutture nuove o modernizzate, una maggiore efficienza operativa e l’introduzione di riforme per snellire i processi nel settore.
Questo articolo è apparso originariamente su Wired en Español.


