Luna, nessuno riesce a capire di chi sia il razzo che sta per schiantarsi



Da Wired.it :

Il problema – fanno notare alcuni esperti, tra cui lo stesso Gray – è che da questa risposta non si capisce se ci si riferisca al razzo della missione Chang’e 5-T1 partita nel 2014 (come specificato nella domanda rivolta al portavoce dall’agenzia Associated Press) o se venga fatta confusione con la missione Chang’e 5 lanciata nel 2020. Di quest’ultima è appurato il rientro e la combustione del razzo, scrive Gray nel suo ultimo post sulla vicenda.

Il mistero sulla fine dei booster

C’è poi un ulteriore elemento di confusione. Secondo quanto scritto sul sito web del 18th Space Control Squadron della Space Force, che monitora i detriti spaziali più vicini alla Terra, avrebbe ragione la Cina e il razzo Long March 5C della missione Chang’e 5-T1 sarebbe bruciato nell’atmosfera terrestre nell’ottobre 2015

Il problema – sottolinea di nuovo Gray – è che se si vanno a vedere i dati resi disponibili dal 18th Space Control Squadron si trova solo un aggiornamento sulla traiettoria del razzo poco dopo il lancio della missione. “Se questo è tutto ciò con cui hanno dovuto lavorare, allora la data di rientro è una previsione con un anno di anticipo e non è particolarmente significativa. (Un po’ come cercare di prevedere il tempo con un anno di anticipo)”, osserva l’esperto.

Anche se tutti gli indizi sembrano puntare sul fatto che a schiantarsi contro il nostro satellite sarà un detrito cinese nello Spazio dal 2014, neanche della sorte del Falcon 9 di Space X si sa qualcosa di preciso. Forse, ipotizza sempre Gray, dopo aver compiuto la sua missione si è inserito in un’orbita attorno al Sole.

Un problema più grande

Fossilizzarsi sulla “colpa” sarebbe come, per stare in tema, fare come lo stolto del famoso proverbio, che guarda il dito quando il saggio indica la Luna. Quando l’oggetto WE0913A, qualsiasi sia la sua origine, colpirà la Luna, non cambierà quasi nulla: ci sarà un cratere in più, senza particolari conseguenze. 

Non riuscire a identificarlo in modo preciso, però, è sintomo che non siamo in grado di tracciare i detriti spaziali, in particolare quelli in orbite lontane dalla Terra. Nessuna agenzia spaziale lo sta facendo davvero, sostiene Gray, e in vista delle future missioni spaziali in orbite alte potrebbe costituire un grosso problema.



[Fonte Wired.it]