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Ma quindi, ha ancora senso cercare forme di vita su Marte? Le risposte, forse, sono da cercare nel passato

di webmaster | Gen 6, 2026 | Tecnologia


C’è stato un periodo, sul finire dell’800, in cui gli astronomi hanno immaginato di vedere dei canali artificiali sulla superficie di Marte: a costruirli sarebbero stati i marziani, riteneva l’americano Percival Lowell, che avevano bisogno di trasportare l’acqua dalle calotte polari fino alle loro città all’equatore. Erano gli stessi anni de La Guerra dei Mondi di Wells, in cui i marziani erano invasori del pianeta Terra e da lì a breve sarebbe iniziato il ciclo di John Carter di Burroughs, un eroe senza macchia in lotta con gli indigeni marziani. Marte, quel rubino incastonato nel cielo, da sempre colpisce l’immaginario dell’umanità, e non è un caso se è il pianeta in assoluto più esplorato del Sistema Solare (dopo la Terra) e l’unico su cui pensiamo di poter vivere un giorno. Ma riguardo la ricerca dei marziani, come stiamo messi?

Ma quindi ha ancora senso cercare forme di vita su Marte Le risposte forse sono da cercare nel passato

UniversalImagesGroup/Getty Images

I risultati delle Viking

La Mariner 4, lanciata nel 1964, fu la prima sonda che raggiunse con successo il pianeta rosso. Ne fece solo un sorvolo, scattò 22 immagini e inviò un segnale radio attraverso la sua atmosfera per studiarne le proprietà. Le fotografie di quella sonda furono una delusione: Marte era un deserto globale, polvere, sabbia, crateri, ma neanche l’ombra di Marziani. Poi, negli anni ‘70 arrivò il programma Viking: 2 satelliti e 2 lander per studiare il pianeta rosso in lungo e in largo. I lander furono le prime sonde a toccare la superficie del pianeta e da lì a ricavarne moltissimi dati unici. Tra questi, quelli ottenuti tramite un gruppo di quattro strumenti pensati proprio per cercare tracce di vita nel suolo: in pratica questi strumenti fornivano nutrimento ed energia al terreno marziano e poi misuravano eventuali tracce di gas prodotto da metabolismo microbico. Inizialmente si pensò di aver davvero trovato tracce di vita, poi analisi successive hanno messo in dubbio questi risultati, fatto sta che oggi è comunemente accettato che i dati delle Viking non hanno portato a nulla di conclusivo, dal punto di vista della ricerca di vita su Marte. Altri indizi, come quelli delle emissioni sporadiche di metano, sono invece ancor più ambigue: non sappiamo se ci sono davvero e, nel caso, esistono spiegazioni per l’emissione che non hanno bisogno di attività biologica.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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