Dopo aver elencato tutto ciò che manca o comunque che è stato regolato a un livello più basso su MacBook Neo, la conclusione rimane però lampante: non è consigliato a chi monta video, a chi vuole giocare con titoli AAA, a chi lavora con l’intelligenza artificiale da medi livelli in su, a chi progetta in 3D, ma anche a chi deve avere sempre aperte più finestre con più software in simultanea. Tuttavia, questa categoria di utenti rimane una piccola fetta della torta: la grande parte può trovare in MacBook Neo tutto ciò che serve per l’uso quotidiano personale e anche lavorativo. Si può navigare, visualizzare contenuti multimediali e in streaming, lavorare con suite di produttività, sfruttare Apple Intelligence, chattare e videochiamare e accedere all’ecosistema Apple comunicando senza soluzione di continuità con gli altri dispositivi del brand già in possesso.
Non si deve infatti dimenticare quante persone acquistano MacBook anche di alto livello come i Pro sfruttandone una minima parte e limitandosi a un uso basilare, venendo attratti in modo particolare dall’estetica dei Mac e dall’ambiente MacOs. I primi dati di vendita fra qualche trimestre fiscale ci daranno le risposte, è possibile che l’introduzione di MacBook Neo possa in qualche modo smuovere le acque del catalogo Apple, visto che andrebbe a attirare acquirenti degli iPad più economici (acquistati in abbinamento a una tastiera), ma al contempo potrebbe subire la concorrenza interna delle recenti passate generazioni di MacBook Air, che rimane indubbiamente un modello molto più potente e completo. E che si può trovare ormai stabilmente sotto i 1000 euro (anche a 899 euro in offerta su Amazon con il chip M4 come al momento della stesura di questo articolo).


