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da Hardware Upgrade :

Apple ha presentato il suo primo processore ”made in Cupertino” precisamente tre anni fa. Era giugno 2020 e l’evento della WWDC si concludeva dando spazio alla quarta vera transizione storica di Apple: dopo il passaggio a Power PC, il salto verso Mac OS X e dopo l’arrivo dei processori Intel, ecco che la Mela ha capito di dover fare i processori in casa e forte dell’esperienza maturata con iPhone, iPad ed Apple Watch ha messo in campo ”integrazione, hardware e software” introducendo il chip Apple Silicon

Qualche mese dopo, a novembre 2020, ha dunque presentato il primo vero processore M1 su MacBook Air, Mac mini e MacBook Pro 13’’. Una sfida che aveva l’obiettivo lungimirante di realizzare sistemi ad alte prestazioni ma a bassi consumi energetici grazie all’utilizzo dell’architettura ARM. Una vera svolta non solo per Apple ma per l’intero mercato dei processori perch qui viene considerata matura la concezione del SoC ossia il System-On-Chip che incorpora in un solo chip tutte le pi importanti funzionalit. 

M1 diventa un processore ”storico” intanto perch realizzato con processo produttivo a 5 nanometri, capace di condensare fino a 16 miliardi di transistor sul chip. composto da una CPU a 8 core, 4 dei quali ad elevate prestazioni e 4 ad elevata efficienza (similmente a quanto accade su iPhone e iPad). Il SoC inoltre caratterizzato da un’architettura di memoria unificata. Ma soprattutto perch Apple, per la prima volta, dice praticamente addio ai sistemi Intel. questa la vera scommessa dell’azienda di Cupertino: fare tutto in casa e farlo in modo cos tanto ottimizzato con il software e le altre componenti della macchina, da poter raggiungere la massima potenza con il minimo sforzo energetico. I risultati li abbiamo constatati con mano passando in rassegna i vari Mac con M1 prima, M1 Pro, M1 Max e anche M1 Ultra. 

Passati due anni, nel 2022 Apple decide che i tempi sono maturi per il successivo passo: arrivano gli M2 che mantengono ancora i 5 nanometri ma con un processo produttivo di seconda generazione che garantisce ora 20 miliardi di transistor. una soluzione a 8 Core (4 core dedicati ai task che richiedono elevata potenza di calcolo, gli altri 4 sono invece core ad alta efficienza) e una maggior dimensione della cache, per il 18% di prestazioni in pi rispetto a M1. Come con la prima generazione arrivano in successione i vari M2 Pro e M2 Max ma anche M2 Ultra che equipaggia Mac Pro e Mac Studio. Un passaggio che rappresenta pi una transizione che una vera novit per Apple, quasi a spianare il terreno per quello che invece il vero salto tecnologico attuale: i nuovi processori M3 che arrivano dunque a distanza di un solo anno e che in qualche modo accelerano (e concludono) la transizione di Apple da Intel. 

S, perch l’idea in sostanza di questa accelerazione dei tempi questa: Apple si pone come la prima azienda capace di immettere sul mercato macchine professionali con tre diverse versioni di processori M3 realizzati con processo produttivo a 3 nanometri. Ed senza dubbio un messaggio chiaro per gli utenti con Mac alimentati da chip Intel che ancora oggi hanno resistito in tutti i modi al passaggio ai chip Silicon di Apple. Non c’ pi scusante e i tempi sono davvero maturi per un passaggio che ad oggi praticamente indolore con software ormai ottimizzati nativamente per gli Apple Silicon ma anche con Rosetta di seconda generazione che garantisce un supporto completo. 

Chiaramente non solo questo il motivo per cui Apple ha reso disponibili contemporaneamente le tre diverse versioni dei chip M3. C’ la volont di fare prima degli altri con un SoC a 3nm e soprattutto di buttarsi davvero in un mondo da sempre un po’ ostile all’azienda di Cupertino: il mondo del gaming. S, perch con i nuovi M3, Apple, introduce una serie di caratteristiche tecniche capaci di spingere queste macchine anche nei giochi, quelli veri, quelli che usano il ray tracing, ora disponibile sui Mac. Una promessa importante che Apple fa agli utenti che da sempre hanno scelto Windows e altre macchine per il gaming ma che forse potranno cambiare idea in futuro. 

MacBook Pro Space Black: sempre bello, moderno e robusto

Per capire effettivamente se tutto questo stato centrato da Apple abbiamo avuto modo di provare un MacBook Pro 16 pollici con M3 Max (CPU 14-core, GPU 30-core e Neural Engine 16‑core) con 96GB di memoria unificata e un’unit SSD da ben 4TB. Di listino un MacBook Pro da 6.419 che pu essere configurato dall’utente sullo store online di Apple e che di certo indirizzato ad un pubblico estremamente professionista che ha chiaramente bisogno di tutta questa potenza nel quotidiano per i suoi progetti. 

Apple ha rilasciato durante l’evento ”Scary Fast” di Halloween un totale di tre diverse versioni di processori: M3, M3 Pro e M3 Max che possono essere individualmente configurate, solo in fase di acquisto, aggiungendo come al solito memoria unificata ma anche unit SSD di vario taglio. Nello specifico sappiate che Apple propone queste configurazioni da cui partire

  • MacBook Pro 14” con M3 (CPU 8‑core, GPU 10‑core e 8GB di memoria unificata) – Colore Grigio Siderale e Argento – configurato fino a 24GB di memoria e 2TB di SSD
  • MacBook Pro 14” con M3 Pro (CPU 11‑core, GPU 14‑core e 18GB di memoria unificata) – Colore Nero e Argento – configurato fino a 36GB di memoria e 4TB di SSD
  • MacBook Pro 14” con M3 Pro (CPU 12‑core, GPU 18‑core e 18GB di memoria unificata) – Colore Nero e Argento – configurato fino a 36GB di memoria e 4TB di SSD
  • MacBook Pro 16” con M3 Pro (CPU 12‑core, GPU 18‑core e 18GB di memoria unificata) – Colore Nero e Argento – configurato fino a 36GB di memoria e 4TB di SSD
  • MacBook Pro 14” con M3 Max (CPU 14‑core, GPU 30‑core e 36GB di memoria unificata) – Colore Nero e Argento – configurato con 96GB di memoria e fino a 8TB di SSD
  • MacBook Pro 14” con M3 Max (CPU 16‑core, GPU 40‑core e 36GB di memoria unificata) – Colore Nero e Argento – configurato con 128GB di memoria e fino a 8TB di SSD
  • MacBook Pro 16” con M3 Max (CPU 14‑core, GPU 30‑core e 36GB di memoria unificata) – Colore Nero e Argento – configurato con 96GB di memoria e fino a 8TB di SSD
  • MacBook Pro 16” con M3 Max (CPU 16‑core, GPU 40‑core e 48GB di memoria unificata) – Colore Nero e Argento – configurato con 128GB di memoria e fino a 8TB di SSD

Prima di scendere nei particolari tecnici delle prove sul campo di questi nuovi processori M3 di Apple, doveroso fare un piccolo recap di quello che oggi un MacBook Pro a livello estetico e dei materiali. L’azienda ha cambiato i connotati di questa macchina proprio con l’introduzione degli M1 Pro e M1 Max per far capire il cambio di passo di questi SoC ma anche per dare spazio ad una riprogettazione interna che necessariamente passata anche per il chassis e molto altro. 

I nuovi MacBook Pro 14” e 16” non cambiano in nulla a livello costruttivo ed estetico: Apple continua ad utilizzare il collaudato chassis unibody in alluminio, che ha dimostrato nel corso degli anni robustezza e capacit nel proteggere il notebook da urti e sollecitazioni meccaniche anche piuttosto estreme. Ecco che le geometrie di questi nuovi portatili con la Mela sono frutto della rivoluzione estetica vista due anni fa con una parte inferiore dalla forma meno smussata e graduale rispetto alle generazioni immediatamente precedenti. Un’estetica che, come abbiamo gi sottolineato, richiama i portatili Apple del passato come i “Powerbook” e “iBook” e che in qualche modo non altro che un voler ritornare indietro nel tempo guardando per al futuro e alla modernit attuale.  

C’ per la novit della nuova colorazione ”Nero Siderale” o all’americana ”Space Black” che di certo per gli amanti del genere una variazione gradita rispetto al classico Argento o Grigio Siderale. Per completezza il Nero Siderale scelto da Apple non un nero profondo che abbiamo visto con altri portatili della concorrenza ma palesemente molto pi scuro del Grigio Siderale visto fino ad oggi. Si allontana per dalla finitura pi scura vista con il colore Mezzanotte del MacBook Air con M2 ed forse un vantaggio perch s, quella colorazione ci era veramente tanto piaciuta ma si riempiva velocemente e troppo facilmente di impronte. Qui invece con questo Nero Siderale le impronte quasi non si vedono e l’effetto quello di una valida alternativa di colore al classico MacBook Pro del passato. 

Si mantengono anche tutte le altre peculiarit che ci avevano colpito positivamente: c’ il connettore di alimentazione MagSafe che aveva fatto il suo ritorno, dopo la sua mancanza negli anni addietro, permettendo ancora di poter salvare i portatili da rovinose cadute sul pavimento per un maldestro strattone del cavo di alimentazione. Oltretutto essendo il connettore d’alimentazione principale garantisce all’utente di poter usufruire liberamente delle altre porte Thunderbolt USB-C che comunque sono in grado di alimentare il portatile. 

Per la connettivit si mantiene anche qui quanto gi visto in passato come una porta HDMI capace di supportare il collegamento a dispositivi con risoluzione massima di 4K a 240Hz o addirittura 8K a 60Hz come dei televisori. Permane comunque la possibilit di usare le porte Thunderbolt per pilotare display esterni (in particolare con M3 Max fino a 3 display esterni fino a 6K e 60Hz e 1 a 4K a 144Hz in HDMI o anche 2 display esterni fino a 6K e 60Hz, 1 fino a 8K a 60Hz e ancora uno in 4K a 240Hz in HDMI). C’, come lo scorso anno, lo slot per le schede di memoria SDXC UHS-II che consente di scaricare velocemente materiale foto/video per operazioni al volo, senza dover usare adattatori o altri accessori. Infine sempre presente il connettore minijack per cuffie e microfono, ancora mai eliminato da Apple sui suoi notebook.

Soprassediamo anche alle analisi del display visto che non ci sono novit. Il pannello era gi stato ampiamente aggiornato con la presenza della tanto chiacchierata “notch” che, anche in questa nuova versione, presente non modificandosi per dimensioni o forma. Abbiamo gi visto che questa nasconde una nuova videocamera, che finalmente offre risoluzione Full HD 1080p e grazie al connubio di maggior apertura e sensore pi grande riesce a migliorare le prestazioni in condizione di bassa luminosit ambientale. Nella recensione del MacBook Pro con M2 Pro avevamo visto nel dettaglio tutti i risultati dei test sul display.

Riepilogando velocemente sappiate che siamo di fronte ad un “Liquid Retina XDR” dalla risoluzione di 3456 x 2234 pixel (254 pixel per pollice sulla diagonale di 16,2 pollici) in tecnologia IPS e con retroilluminazione FALD. La Mela dichiara per il funzionamento in HDR una luminosit di 1000 candele su metro quadro, con picco di 1600 nit, rapporto di contrasto di 1.000.000:1 e copertura del 100% dello spazio colore DCI-P3 del cinema digitale.  

C’ chiaramente la connettivit wireless di ultima generazione ossia Wi-Fi 6E che oltre a supportare il classico 2,4 e 5GHz aggiunge anche 14 canali da 80MHz o anche 7 canali da 160MHz sui 6GHz e questo dunque permetter di avere una parte di spettro che ancora praticamente del tutto libera perch utilizzata da pochissimi. Stesse caratteristiche anche per il comparto audio con un array a tre microfoni, con un miglior rapporto segnale-rumore e le tecnologie di beamforming direzionale e isolamento vocale che contribuiscono a realizzare registrazioni pulite da rumore di fondo e fruscii.

Ottimo il sistema di diffusione audio, che conta sei altoparlanti e un woofer “force-cancelling” capace di una maggior potenza e una pi ampia estensione verso i toni gravi. Come visto in passato il livello d’esperienza d’uso gli altoparlanti davvero alto, permettendo in situazioni come quelle in mobilit di fare le veci di un sistema di diffusione da TV. C’ chiaramente il supporto alla tecnologia di audio spaziale molto convincente con la scena sonora ampia e con l’impressione che il suono arrivi da altoparlanti collocati esternamente al corpo del portatile. 

La famiglia dei chip M3 da 3 nanometri

La nuova generazione dei chip M3 di Apple apre all’azienda una nuova strada nel mondo dei SoC potente ed efficienti. Sono i primi processori che vengono realizzati con processo produttivo a 3nm e questo, come vedremo, comporter delle differenze importanti in seno proprio al risparmio energetico pur mantenendo grosse performance. Sappiate che il SoC M3 sembra essere effettivamente il sostituto diretto di M2 e questo senza grossi stravolgimenti di cui tenere in conto mentre M3 Pro e M3 Max presentano delle strane differenze a livello visivo rispetto ad M2 Pro e M2 Max

Sulla carta sappiate che rispetto all’M2, il nuovo M3 non ha core aggiuntivi, quindi si affida esclusivamente a miglioramenti dell’architettura e aumenti della velocit di clock per aumentare le prestazioni. Possiede 25 miliardi di transistor, 5 miliardi in pi dell’M2, quindi c’ ancora un bel po’ di nuovo hardware in questo SoC. ancora una CPU a 8 core, divisa equamente tra core di prestazioni ed efficienza, e una GPU a 10 core (con una GPU a 8 core parzialmente disabilitata in alcuni modelli entry-level). La memoria di sistema integrata inizia da 8 GB e raggiunge il massimo a 24 GB, come l’M2.

L’M3 Pro un chip da 37 miliardi di transistor, ovvero 3 miliardi in meno rispetto all’M2 Pro. Ci ha senso se si considerano i numeri di M2 Pro che aveva otto core di prestazioni e quattro core di efficienza, oltre a ben 19 core GPU. L’M3 Pro ha ancora 12 core, ma suddiviso equamente tra sei core di prestazioni e sei core di efficienza, e la GPU raggiunge i 18 core. Anche la larghezza di banda della memoria leggermente inferiore a quella dell’M2 Pro, a 150 GB/s invece di 200 GB/s. La capacit massima di memoria aumenta leggermente, da 32 GB a 36 GB, mentre la capacit minima di memoria sale da 16 GB a 18 GB. In questo caso quello che ci aspettiamo che l’M3 Pro potrebbe risultare  l’aggiornamento di minore impatto rispetto a ci che accade con M3 e M3 Max i quali mantengono gli stessi core o li aumentano. In questo caso l’M3 Pro sembra risultare pi un M3 potenziato piuttosto che un M3 Max depotenziato a differenza di quanto fatto invece in passato con M1 Pro e M2 Pro. Di fatto M3 Pro possiede la met dei core CPU ad alte prestazioni dell’M3 Max: 6 rispetto a 12. Non solo perch possiede anche 6 core ad alta efficienza rispetto ai quattro dell’M3 Max. Quella simmetria tra i core P e E lo fa dunque sembrare pi simile ad un M3 potenziato piuttosto che un chip Max depotenziato come lo erano invece le precedenti generazioni. 

Per quanto riguarda  invece M3 Max, i 92 miliardi di transistor rappresentano un enorme salto in avanti rispetto ai 67 miliardi di M2 Max. Gran parte di ci dovuto alla CPU M3 Max, che include 10 o 12 core di prestazioni e 4 core di efficienza ossia fino a 4 core di prestazioni in pi rispetto ad M2 Max. Anche la GPU diventa un po’ pi grande, passando da un minimo di 38 core a un massimo di 40 e stessa cosa per la capacit massima di memoria che sale da 96 GB a 128 GB con una capacit minima di memoria che invece va da 32 GB a 36 GB.

In questo caso per interessante sottolineare come la versione con CPU a 14-Core, per la prima volta, ha una larghezza di banda di memoria totale inferiore rispetto alla versione completamente abilitata: 300 GB/s, rispetto a 400 GB/s. Non solo perch vale anche la pena notare che il chip M3 Max con 14-Core supporta solo 36 o 96 GB di memoria, mentre quello completamente abilitato da 16-Core pu avere 48, 64 o 128 GB di memoria. La quantit massima di memoria nella generazione M1 era di 64 GB, quindi l’aumento comunque molto consistente anche se forse un po’ frustrante essere spinti verso il processore M3 Max di fascia pi alta se si desidera una delle capacit di memoria differenti da quelle proposte con l’M3 Max a 14-Core. 

Sappiate inoltre che M3 Max supporta i codec H.264 e HEVC oltre a quello AV1 e includono l’accelerazione ProRes per la codifica e la decodifica, consentendo di riprodurre pi flussi di video 4K e 8K ProRes, preservando la potenza della CPU e della GPU per attivit come la gradazione del colore o il rendering di titoli e animazioni in tempo reale. Nello specifico M3 Max ha due acceleratori ProRes per una maggiore capacit multi stream consentendo di trasmettere fino a 43 flussi di video 4K o fino a 13 flussi di video 8K ProRes, mantenendo la CPU e la GPU libere per l’elaborazione di colori ed effetti.

Analisi prestazioni con benchmark sintetici

Procediamo quindi a saggiare il livello prestazionale di questa nuova piattaforma Apple M3 Max. Intanto consideriamo il fatto di aver registrato tramite la consueta suite di benchmark le prestazioni del SoC M3 Max, andando a confrontarle con quelle degli altri sistemi portatili Apple equipaggiati con le altre serie di processori M1 e M2 che abbiamo avuto modo di provare in precedenza. Tutti i test sono stati condotti con il portatile alimentato a batteria (allo stesso modo di quanto fatto anche con gli altri portatili a confronto), dal momento che abbiamo gi riscontrato anche in altre occasioni che il livello prestazionale di queste macchine non cambia a seconda dell’alimentazione utilizzata.

Il nuovo processore M3 Max al massimo delle sue prestazioni si comporta davvero molto bene. Le prestazioni single-core sono aumentate fino al 19% rispetto all’M2 Max e addirittura al 28% rispetto all’M1 Pro del 2021. I core aggiunti pesano sulle prestazioni multi-core che aumentano ancora di pi: M3 Max pi veloce dell’M2 Max del 39% e addirittura fino al 67% pi veloce dell’M1 Pro.

Sappiamo che Apple non vende i suoi chip Mx Ultra nei laptop, riservandoli invece ai desktop Mac Studio di fascia alta e ai Mac Pro, dove i chip sono pi facili da raffreddare. Le prestazioni di M3 Max nei laptop sono per le pi vicine che abbiamo visto finora alle prestazioni di chip Apple di tipo Ultra, eguagliando o superando le prestazioni della CPU dell’M1 Ultra e avvicinandosi molto alle prestazioni della CPU di M2 Ultra. Le prestazioni della GPU chiaramente rimangono un po’ al passo: difficile che 30 core superino 64 o 72 core, anche con i miglioramenti generazionali introdotti da Apple. Di fatto per M1 Ultra solo il 10 o il 20% pi veloce di M3 Max, ossia molto pi vicino di quanto ci si aspetterebbe basandosi solo sul numero di core.

Come sempre per un sistema portatile di particolare interesse l’analisi che consente di approfondire il comportamento del SoC nella gestione di consumi e temperature d’esercizio. Per fare ci abbiamo approntato il consueto scenario di stress test, non necessariamente realistico, per mettere l’intero sistema alla berlina. Gli applicativi Cinebench R23, 3D Mark Wildlife Extreme, Handbrake e Unigine Valley sono stati avviati per un tempo di circa 20 minuti (corrispondenti alla durata massima di 3D Mark Wildlife Extreme), registrando contemporaneamente le frequenze operative, i consumi, le temperature e la velocit delle ventole. Lo stress test vero e proprio stato preceduto da 10 minuti circa di funzionamento in idle, anche in questo caso con i log attivi.

In questo scenario di stress test si evidenzia come i core della CPU, e precisamente quelli demandati alla gestione dei task pi impegnativi, arrivano ad operare a frequenze comprese tra i 2,5GHz e i 3GHz (torneremo su questo fra poco), mentre la GPU opera ad una frequenza di 1,35GHz. Contemporaneamente i consumi si assestano sui 70-75W per l’intero SoC, ripartiti grossomodo in circa 52W per la GPU e 22W per la CPU. Le temperature medie dell’intero SoC arrivano attorno ai 75 gradi, significativamente pi basse rispetto a quanto registrato con le precedenti generazioni.

E’ interessante osservare che in funzionamento Single Core la frequenza operativa del core ad alte prestazioni al momento attivo arriva fino a 4,05GHz, mentre nel momento in cui si avvia un carico di lavoro Multi Core, ma senza altro che vada a caricare la GPU, la frequenza dei core arriva a 3,5GHz. Nel momento in cui CPU e GPU lavorano insieme, pare che il sistema gestisca il massimo consumo possibile del SoC andando a privilegiare le prestazioni della GPU e limitando le frequenze della CPU.

Punto nevralgico dei nuovi processori M3 di Apple senza dubbio la GPU. S, perch qui l’azienda di Cupertino ha messo le mani in pasta e ha praticamente cambiato l’architettura interna andando a toccare acceleratori hardware per il ray tracing, il mesh shading e introducendo la cosiddetta dynamic cache che permette ora di allocare in tempo reale solo la memoria che serve a differenza di allocare tutto. questo un vantaggio notevole che dovrebbe permettere all’azienda tecnicamente di introdurre in modo vigoroso titoli di un certo rilievo iniziando a contrastare il dominio dei PC assemblati. 



palese che l’aggiunta del ray tracing permetta alla macchina di utilizzare proprio gli acceleratori hardware del ray tracing cosa che invece prima chiaramente non avveniva e tutto il lavoro veniva fatto senza acceleratori. Anche le prestazioni grafiche vedono un notevole incremento, pi di quanto ci si aspetterebbe da solo un paio di core GPU aggiuntivi e giocare con tutte le impostazioni attivate stata generalmente un’esperienza piacevole. 

Lo sappiamo che il Mac non mai stato una valida alternativa ai PC assemblati o ad altri device per quanto concerne il gaming. I giochi AAA sviluppati per Mac si contano davvero sulle dita di una mano e soprattutto i giochi in porting da altre piattaforme sono davvero ancora molto risicati. Certamente Apple sembra che ci stia provando e il porting di Resident Evil Village ma anche l’arrivo di Death Stranding o ancora la presenza di Baldurs Gate e Lies of Pi fanno capire che l’intenzione c’ e, se mai ci riuscisse, l’M3 Max sar all’altezza. 

Al momento palese che i giochi nativi per Mac non lasciano nulla sul campo. Girano perfettamente con la massima fluidit anche con impostazioni grafiche al massimo. Si raggiungono gli 80 o 120 fps con una qualit di gioco che pari ad altre piattaforme pi votate  al gaming. Il punto in questo caso l’assenza di un catalogo nutrito di giochi per Mac. Ok, c’ la possibilit di realizzare del porting con software o toolkit che lo permettono anche abbastanza bene e ci viene in mente sicuramente Crossover che garantisce l’installazione di giochi nativi su Windows anche sul Mac.

Di fatto rimane una vera e propria emulazione e questo potrebbe far storcere il naso ai puristi del gioco che forse non sarebbero cos ingolositi dal cambiare piattaforma considerando appunto quella di un Mac. Non vediamo per tutto nero. Anzi Apple con la nuova serie di chip M3 ha fatto un passo in avanti incredibile anche sul gaming. In questo caso il passo ancora pi credibile rispetto al passato per una constatazione sul campo dei risultati. certamente un inizio deciso e siamo convinti che la Apple di ora non pi quella di un tempo e che i nuovi M3 possono concretamente incentivare contemporaneamente gli sviluppatori e i giocatori a guardare anche i Mac come macchine da gaming. 

Autonomia: ancora pi efficienza

Importante sicuramente parlare anche di autonomia visto che il MacBook Pro 16” un laptop e dunque verr utilizzato molto spesso in mobilit. Sappiamo che il passaggio da Intel agli Apple Silicon ha decretato la vittoria dell’autonomia che non pi sacrificata come prima e soprattutto permette di avere potenza da vendere con altrettanta efficienza. 

Qui abbiamo un MacBook Pro 16’’ in possesso di una batteria da 100 Wh che permette intanto il trasporto a bordo di aerei visto che secondo i regolamenti FAA e EASA necessario stare al di sotto o al pari dei 100 Wh, ma soprattutto garantisce un’ottima autonomia in vari scenari di utilizzo. La batteria al solito suddivisa in vari moduli che permettono di sfruttare al massimo lo spazio all’interno della scocca e occupare dunque ogni singolo spazio come quello al di sotto del trackpad.

Apple in questo caso decide di proporre agli utenti in confezione di vendita un alimentatore da 140W solo con la versione con M3 Max a 14-Core. Per la cronaca sappiate che se sceglierete un MacBook Pro 14” con M3 troverete in confezione un alimentatore da 70W cos come con MacBook Pro 14” con M3 Pro a 11-Core. Se invece la scelta ricadr su MacBook Pro 14” con M3 Pro a 12-Core l’alimentatore sar da 96W. 

Secondo quanto dichiarato da Apple, un utente medio dovrebbe poter sfruttare questo nuovo MacBook Pro 16” per riuscire ad ottenere almeno un’autonomia di 22 ore con riproduzione continua di video e fino a 15 ore invece per quanto concerne la navigazione su web in streaming. Numeri che permetterebbero un’autonomia maggiore rispetto a quanto possibile con i MacBook Pro dello scorso anno.

Ora come sempre l’uso che ne facciamo nei test a due vie ossia blando proprio come dichiarato da Apple con un utilizzo in navigazione su web in streaming o anche con riproduzione di video ma anche quello pi spinto ed estremo che ci permette di capire effettivamente quanto possibile usare il MacBook Pro senza collegarlo alla presa di corrente. Qui le ore dichiarate da Apple si avvicinano effettivamente ai nostri test con pi di 20 ore di riproduzione continua dei video e pi di 14 ore con la sola navigazione. 

Nella prova pi estrema solitamente utilizziamo Pugetbench per Adobe Premiere Pro, in quanto come gi sottolineato rappresenta un profilo di lavoro abbastanza aderente ad uno scenario reale. I risultati in questo caso sono davvero interessanti per un portatile potente come questo visto che riusciamo a completare continuativamente Pugetbench per almeno 6 ore, fino allo spegnimento della macchina.

Giocando invece con titoli AAA come Lies of Pi o altri abbiamo visto che anche sotto stress e con le impostazioni grafiche al massimo siamo riusciti comunque a fare sessioni di gioco superiori alle 3 o 4 ore e per un portatile con questo potenziale hardware e uno schermo del genere direi che un risultato pi che ottimo. 

I prezzi salgono per tutti i MacBook Pro

Dando uno sguardo al listino prezzi non possiamo che osservare un aumento generalizzato dei prezzi di vendita dei nuovi MacBook Pro. Considerando in questo caso solo il MacBook Pro 16” troviamo quattro configurazioni standard, due con M3 Pro e due con M3 Max, con prezzi da 3.099, 3.559, 4.349 e 4.949 che chiaramente differiscono per tipologia di processore con CPU a 12-Core, 14-Core e 16-Core e poi ancora con la GPU a 18-Core, 30-Core e 40-Core o in ultimo anche la RAM da 18GB, 36GB o 48GB.  

Come gi con altri device Apple possibile configurare il MacBook Pro in base alle proprie esigenze anche se in questo caso bene ricordare che una volta scelta la configurazione e spedita la conferma di ordine, il notebook non potr pi essere modificato visto che la componentistica direttamente integrata nella scheda logica e dunque non sar possibile alcun upgrade a posteriori. Un passaggio da tenere bene a mente soprattutto in ottica di tenuta nel tempo della macchina: in tal caso sarebbe opportuno magari scegliere una configurazione anche poco superiore alla propria esigenza reale.

In particolare sappiate che per il chip M3 Pro se scegliete la CPU a 12-Core e GPU a 18-Core avrete la possibilit di utilizzare solo due soluzioni a 18GB o 36GB (+460) di memoria unificata. Se invece scegliete M3 Max con CPU a 14-Core e GPU a 30-Core la memoria unificata sar solo da 36GB o 96GB (+920). Se invece opterete per M3 Max con CPU a 16-Core e GPU a 40-Core (+370) potrete optare per tre tipi di memorie unificate da 48GB, 64GB (+230) e 128GB (+1.150). In questo caso per acquistare la versione top di gamma con M3 Max da 16-Core e GPU a 40-Core, 128GB di RAM e SSD da ben 8TB il prezzo salir a 8.629. 

Un MacBook Pro che sa dove vuole arrivare 

Sono passati esattamente tre anni da quando Apple decise di costruire i propri chip e di inserirli nei nuovi MacBook. Tre anni dall’abbandono ai chip Intel. Tre anni in cui, dati alla mano, questa scelta sta pagando dividendi ad Apple. Nei tre anni trascorsi da quando Apple si allontanata da Intel, Intel ha lanciato tre generazioni successive di chip con la stessa identica GPU integrata, processori che hanno migliorato notevolmente le prestazioni della CPU ma spesso a scapito della durata della batteria. E non c’ alcun notebook Windows, sia che si parli di un ultrabook sottile e leggero o di un pesante e carrozzato laptop da gioco, che non suoni come un motore a reazione quando esegue un gioco o qualche attivit pesante ad alta intensit di CPU per pi di qualche secondo. 

La fine dell’era Intel nei sistemi Apple alle porte. Potrebbe arrivare gi dal prossimo anno, ma tutti i segnali indicano che gli ultimi Mac Intel verranno abbandonati con il rilascio di macOS nel 2025. Tutti i Mac con Apple Silicon sono stati una sorta di aggiornamento rispetto ai modelli Intel che hanno sostituito, ma la generazione M3 perfettamente pronta a catturare l’attenzione di molte persone che possiedono le ultime due o tre generazioni di Mac Intel, quelle realizzate tra il 2018 e il 2020. Per loro, sar un aggiornamento importante perch tutto ci che c’era di buono nelle versioni M1 e M2, Apple lo ha portato in M3 ma con un po’ di velocit extra e una manciata di miglioramenti hardware certosini. Inevitabile non sottolineare la problematica del modello MacBook Pro con M3 entry level che viene proposto da Apple ancora con soli 8GB di memoria unificata, anche se Apple stessa dichiara che quel device possiede le stesse potenzialit di un Windows con 16GB di RAM.

Qui siamo di fronte ad un MacBook Pro 16” con M3 Max da CPU a 14-Core, GPU a 30-Core e 96GB di memoria unificata ossia un MacBook Pro che viene preso in considerazione chiaramente da profili di utenza specifici come un grafico che ha necessit di usare software pesanti e impegnativi con grafica 3D, un creativo che deve disegnare o realizzare rendering di video o immagini pesanti e ancora i vari profili di sviluppatori che impegnano l’hardware ai limiti estremi. Questo MacBook Pro 16’’ una macchina progettata da Apple per essere una workstation ed una cosa che abbiamo sempre detto sin dalla prima versione del MacBook Pro con M1 Pro e Max e lo abbiamo ripetuto con M2 Pro e Max. 

La considerazione da fare con questi nuovi MacBook Pro chiaramente quella della presenza dei chip M3 a 3 nanometri che abbiamo visto salgono di livello per quanto concerne la loro pura potenza rispecchiando per le attese di un risparmio energetico che fa bene all’autonomia e non solo. Il nostro M3 Max riuscito a superare i risultati del potente M1 Ultra e quasi ad allinearsi a quelli che sono i risultati realizzati con M2 Ultra che sono comunque chip con potenzialit decisamente superiori. 

Cosa significa questo? Apple ha lavorato di fino riuscendo a far salire la potenza bruta della CPU e della GPU ma risparmiando sul consumo che direttamente collegato all’autonomia. E qui siamo di fronte ad un MacBook Pro ossia una macchina portatile che viene sempre pi spesso utilizzata senza collegarla all’alimentatore per ore e ore durante la giornata e che deve dunque garantire autonomie pi che decenti anche con un carico di lavoro importante. 


Il passaggio ai chip M3 chiaramente risultato indolore a livello costruttivo ed estetico perch i MacBook Pro di oggi, se non per la colorazione Nero Siderale, esclusiva dei modelli con M3 Pro e Max, rimangono identici in tutto e per tutto a quelli dello scorso anno. E questa non chiaramente una cattiva notizia per diversi motivi: da una parte il fatto che il lavoro della precedente generazione era stato ottimale con una macchina robusta e solida grazie al chassis unibody in alluminio e ad un cambio importante del design dell’anno ancora precedente capace di ricordare i vecchi ”PowerBook”, anima storica dell’azienda per tutti i suoi fan. Dall’altra c’ una sorta di dichiarazione trasparente da parte di Apple nel considerare questi nuovi MacBook Pro come macchine evolutive che vedono il passaggio dai chip M2, M2 Pro e M2 Max a i nuovi M3, M3 Pro e M3 Max e dunque devono essere prese per tali, tralasciando chiaramente la scomparsa del modello da 13” con TouchBar che viene appunto sostituito con quello da 14”. 

Ci sono dei pilastri importanti che continuiamo a considerare tali anche su questo nuovo MacBook Pro 16” (o anche 14”) e parliamo di uno schermo straordinario per fedelt cromatica o anche per profondit. un pannello per i veri professionisti dell’immagine che possono tranquillamente operare anche in mobilit senza doversi preoccupare di scendere a compromessi. C’ s la notch, divenuta forse pi un’icona di stile che un vero e proprio accessorio fondamentale ma di certo nasconde una camera ora performante con riprese a 1080p. Ci sono poi il Mag Safe per la ricarica che possiamo dichiarare come un vero e proprio valore aggiunto al portatile per preservarlo da possibili cadute. C’ una porta HDMI oltre al ritorno dello slot per la scheda SD che permette di non dover ricorrere a fastidiosi hub o dongle. 

MacBook Pro con M3 Max ma anche Pro un notebook pronto a fare del proprio meglio e soprattutto a farlo dove prima aveva qualche indecisione. C’ la costruzione a regola d’arte, c’ uno schermo incredibile, ci sono prestazioni da macchina professionale senza indugi e c’ anche un’autonomia che nessun altro riesce ad ottenere al momento. Ed ancora difficile trovare notebook Windows che possano ottenere gli stessi bassi consumi con l’alimentazione scollegata che troviamo qui con questi MacBook Pro. Di certo la fortuna di Windows ancora oggi la fanno i software che molto spesso vengono sviluppati solo per questa piattaforma e per molti professionisti la scelta di Windows rimane praticamente obbligata. 

Ma altrettanto vero che Apple sta cercando di ridurre al massimo questo gap. E lo vediamo con lo sviluppo di questi nuovi M3 lato GPU. Con i precedenti M2 Pro e Max si poteva effettivamente giocare a titoli anche un po’ pi esosi grazie allo sviluppo di MetalFX mentre qui ora ci si pu spingere al ray tracing e al mesh shading garantendo un’estensione di lavoro dove Apple finora stata carente. Sperando anche che il catalogo Mac dei giochi si popoli dando finalmente un’alternativa vincente alla piattaforma Windows. A quel punto la sfida con il resto del mercato sar sempre pi avvincente.

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