Come funziona Mahsa alert
Mahsa alert è innanzitutto un sito web, ma è disponibile anche sotto forma di applicazioni per Android e iOs, progettate per essere facili da leggere e da usare su qualsiasi dispositivo. Davanti alla pesante stretta governativa sulla connettività e all’accesso irregolare alla rete all’interno dell’Iran, tra le priorità dei volontari c’era quella di garantire che la piattaforma potesse essere usata anche offline. Inoltre, Mahsa alert può essere facilmente aggiornata quando si trova la connettività anche solo per un breve periodo, scaricando i file apk che contengono nuovi dati. Il team dietro al servizio lavora per mantenere questi aggiornamenti estremamente leggeri: una versione recente pesava soli 60 kilobyte, e Ahmadian racconta che in genere gli update non superano i 100 kb.
Una delle funzioni di Mahsa alert mostra i siti degli “attacchi confermati“, che vengono verificati dal team della piattaforma o da altri investigatori Osint utilizzando immagini o filmati inviati a un bot di Telegram o condivisi sui social network. Ma ci sono anche notifiche sulle aree oggetto degli avvisi di evacuazione diramati dalle forze israeliane, oltre alle cruciali segnalazioni dei civili che riportano quello che sta accadendo intorno a loro.
“Dobbiamo passare attraverso un processo di due diligence e di verifica, ed etichettarli prima di inserirli sulla mappa“, dice Ahmadian a proposito degli attacchi e degli incidenti. Attualmente, continua, il team ha un arretrato di oltre 3.000 segnalazioni che sta ancora esaminando o che non è in grado di corroborare. Oltre a cercare di mappare gli attacchi, i volontari hanno anche tracciato “zone di pericolo” che potrebbero essere a rischio di attacco – come i siti legati al programma nucleare dell’Iran o alle forze armate della Repubblica –, per permettere ai cittadini comuni di stare alla larga. Ahmadian sostiene che il 90% degli attacchi confermati sono avvenuti in siti già presenti sulla mappa. “Alcuni di questi li possiamo confermare, perché [un utente] ha condiviso una foto o alcuni dettagli che li rendono verificabili“, afferma.
La mappa include anche la posizione di migliaia di telecamere a circuito chiuso, posti di blocco governativi sospetti e altre infrastrutture nazionali, oltre a strutture mediche, tra cui ospedali e farmacie, e altre risorse, come la posizione dei siti religiosi e le proteste passate.
Mahsa alert è diventato sempre più visibile sui social media globali, via via che gli iraniani di tutto il mondo condividono dettagli tratti dalla mappa, incoraggiando le persone a dare un’occhiata al servizio e segnalandolo ad amici e familiari a cui potrebbe essere utile. “L’applicazione è passata da quasi zero a oltre 100mila utenti attivi giornalieri nel giro di pochi giorni“, racconta il presidente di Holistic resilience, aggiungendo che quest’anno gli utenti totali sono stati circa 335mila, e che gli iraniani si sono rivolti all’applicazione per la prima volta durante la brutale repressione del regime iraniano contro i manifestanti antigovernativi a gennaio. Basandosi sulle limitate informazioni che la piattaforma raccoglie sugli utenti, Ahmadian riporta che il 28% accede alla piattaforma dall’interno dell’Iran.


