[ad_1] All’inizio di Mani nude un ragazzo viene rapito fuori da un locale per farne un combattente di incontri clandestini. Una questione di sangue, botte, lividi e allenamenti per fortificarsi, senza la possibilità di scegliere. Un’ora dopo, ancora in mezzo…
All’inizio di Mani nude un ragazzo viene rapito fuori da un locale per farne un combattente di incontri clandestini. Una questione di sangue, botte, lividi e allenamenti per fortificarsi, senza la possibilità di scegliere. Un’ora dopo, ancora in mezzo alla storia, siamo in un altro film, quello di due uomini che stabiliscono un rapporto padre/figlio, vivono insieme, hanno i problemi che i padri hanno con i figli, c’è una ragazza tra loro due ecc. ecc. Cos’è successo? Come si è passati da una storia di combattimenti e violenza a una intimista?
Quando nelle prime scene il protagonista è rapito e buttato in un camion che gira intorno, di notte, in un’area desolata, perché lì, in quel camion, c’è un’altra persona disperata che lo riempie di botte, nel buio e senza spiegazioni, si respira l’aria più giusta per quel tipo di storia. Senza bisogno che venga detto è subito evidente che c’è un sottobosco criminale organizzato, che non è la prima volta che questo accade, che è un sistema per selezionare persone adatte ai combattimenti mortali e che chi fa tutto ciò non ha nessun riguardo per la vita umana. Quando poi da questo combattimento che non vediamo, svolto al buio e senza preavviso, esce vincente il ragazzino di buona famiglia rapito, è evidente non solo che siamo in un film che ha i toni e le idee giuste, ma anche che siamo in un buon film, che sa che queste storie si raccontano indagando la parte animale del pubblico a partire dalla parte animale dei personaggi e che nascondere in certi casi è meglio che mostrare.
Medusa Film

