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Mappare le sinapsi può anticipare la diagnosi di malattie neurodegenerative

di webmaster | Mar 18, 2026 | Tecnologia


Le malattie neurodegenerative, e in particolare le varie forme di demenza colpiscono tra l’1 e il 5% della popolazione sopra i 65 anni, secondo l’Istituto superiore di sanità (dati del 2023). Una percentuale che sale al 30% tra gli over 80. Una diagnosi precoce consente di intervenire per rallentare il declino cognitivo dei pazienti, ma anche di ricevere i primi farmaci approvati per il trattamento delle fasi iniziali di una malattia come l’Alzheimer.

La ricerca sulle vescicole sinaptiche di Reinhard Jahn

In questo senso è promettente la ricerca sulle vescicole sinaptiche svolta da Reinhard Jahn, professore al Max Planck Institute for Multidisciplinary Sciences di Gottinga. Analizzando una proteina, chiamata SV2, è stato in grado di mappare la densità delle sinapsi all’interno del cervello. Una mappa che consente di capire con largo anticipo se un paziente è affetto da malattie neurodegenerative.

Una scoperta alla quale Jahn è arrivato dopo quarant’anni di ricerca di base. “Mi interesso ai principi fondamentali della biologia”, ha spiegato sul palco di Wired Health 2026, “la mia intenzione originaria non era necessariamente medica, perché occorre prima capire le cose prima di poter pensare a come utilizzare le conoscenze per migliorare la salute”.

La ricerca dello scienziato tedesco si è concentrata sul cervello, un organo estremamente complesso. Per dare un’idea, “una recente ricerca ha portato alla ricostruzione di un millimetro cubo di cervello umano: questo ha richiesto 1,54 petabyte di dati da microscopia elettronica. Sono state analizzate 57.000 cellule e rilevati 150 milioni di sinapsi solo in quella piccola porzione”.

Una riduzione della densità sinaptiche è un segnale che aiuta la prevenzione

È su queste ultime che si concentra l’attività di ricerca di Jahn. Anzi, su una struttura interna, le vescicole sinaptiche, dei “minuscoli sacchetti molecolari che contengono i neurotrasmettitori”. Ora, “i principali complessi proteici che governano la funzione presinaptica sono probabilmente noti, ma siamo ancora lontani da una comprensione completa delle interazioni”.

La ricerca ha evidenziato il ruolo delle proteine Snare, fondamentali per la fusione vescicolare e il traffico infracellulare. Non sono presenti solo nel cervello e “sono sempre più riconosciute come causalmente implicate, o quanto meno come fattori contribuenti, in malattie neurologiche di ampio spettro. Queste condizioni sono oggi raggruppate sotto il nome di sinaptopatìe. Fin qui si tratta di comprendere meglio i meccanismi che innescano una malattia. Ma la diagnosi?

Qui entra in gioco una proteina chiamata SV2, “una delle principali proteine delle vescicole sinaptiche, che viene utilizzata come punto di ancoraggio non solo in biologia, ma anche dalle neurotossine botuliniche, che si agganciano a essa per entrare nelle cellule”. Recentemente “sono stati sviluppati sensori che si legano a SV2 e permettono di mappare con alta precisione la densità sinaptica nel cervello in ambito clinico”. Una mappatura che può evidenziare una riduzione di questa densità, tipica delle malattie neurodegenerative, prima che intervengano i sintomi. E consentire in questo modo di intervenire in maniera precoce.

Il testo dell’intervento di Jahn è stato trascritto utilizzando Pinpoint. La traduzione è stata realizzata con Claude Sonnet 4.6



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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