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da Hardware Upgrade :

Come abbiamo scritto solo qualche giorno fa, il rover NASA Perseverance ha raccolto con successo il 23° campione su Marte all’interno della missione Mars 2020 (che comprende anche il drone Ingenuity). La raccolta dei campioni è utile all’interno dell’ambiziosa missione Mars Sample Return che dovrebbe portare le provette contenente campioni di roccia, regolite e atmosfera sulla Terra.

Se la missione avrà successo, sarà la prima volta che l’umanità porterà dei campioni da un altro pianeta sulla Terra. Attualmente infatti sono disponibili campioni del suolo lunare (rocce e regolite) dalle missioni sovietiche, statunitensi e cinese oltre a tre campioni di asteroidi grazie alle missioni Hayabusa, Hayabusa2 (nipponiche) e OSIRIS-REx (statunitense). In futuro anche la Cina intende portare dei campioni di un asteroide, della faccia nascosta della Luna e di Marte sul nostro Pianeta. La competizione tecnologica e scientifica è quindi sempre più accesa. Uno dei principali problemi è che la missione Mars Sample Return potrebbe avere costi ben superiori rispetto al previsto creando non pochi problemi.

Mars Sample Return: la NASA cerca di stabilire i prossimi passi della missione

Una recente revisione indipendente ha sottolineato che la NASA dovrebbe prevedere diversi cambiamenti se vorrà mantenere una spesa accettabile per la missione che prevede di portare dei campioni da Marte sulla Terra. La questione è piuttosto complessa in quanto avendo un budget limitato, spendere più di quanto preventivato comporta o di dover posticipare la missione o cancellarla ma anche di scegliere strade differenti o di cancellare o rinviare altre missioni considerate secondarie.

nasa mars sampleNel caso di Mars Sample Return inizialmente si era pensato di utilizzare un piccolo rover (con lander) per raccogliere i campioni che NASA Perseverance avrebbe lasciato sul suolo marziano per poi essere consegnati a un altro lander provvisto di un razzo con propellente allo stato solido che li avrebbe lanciati in orbita dove un orbiter li avrebbe raccolti e portati sulla Terra.

Vedendo il successo ottenuto da NASA Ingenuity (arrivato a ben 66 voli) si sarebbe quindi optato per una coppia di droni simili come soluzione di backup mentre NASA Perseverance potrebbe consegnare direttamente i campioni al lander che presenterà un braccio robotico che posizionerà le provette nel razzo per l’invio in orbita marziana. Entrambe le soluzioni proposte sono molto costose e l’agenzia spaziale statunitense insieme a quella europea potrebbero cambiare ancora una volta strada.

Durante il Planetary Science Advisory Committee tenutosi nella giornata di ieri, Jeff Gramling (direttore del programma MSR) ha dichiarato “stiamo fermando il programma [ndr. MSR] per l’anno fiscale 2024 mentre consideriamo il modo migliore per capire e poi integrare i cambiamenti del programma e risponderemo a quanto rilevato dall’Independent Review Board. […] Abbiamo portato Steve [ndr. Thibault, ingegnere esperto di esplorazione spaziale] che sarà il capo ingegnere nel quartier generale di MSR […] che guiderà un team che consiste in tutti i centri d’implementazione e i nostri colleghi europei per supervisionare l’architettura con nuovi occhi e capire non solo come migliorare i nostri margini tecnici e rendere la missione più robusta, ma anche per vedere se ci sono modi per implementarla in modo da risparmiare potenzialmente sui costi. Stiamo anche andando avanti e ascoltando l’industria e vedendo quali idee hanno”.

Anche se la partnership con l’ESA non è a rischio per questa missione (l’orbiter continuerà a essere fornito dall’agenzia europea), una problematica potrebbe essere data dal sistema di contenimento e protezione dove saranno inserite le provette chiamato Capture, Containment and Return System (CCRS) che è ancora in fase di studio e realizzazione e che potrebbe essere bloccato nello sviluppo per poi essere ripreso quando lo stanziamento dei fondi sarà assicurato.

sample mars

Lo stanziamento sarà su più anni (oltre a quelli già utilizzati) e prevede attualmente una spesa variabile tra gli 8 miliardi di dollari fino a ben 11 miliardi di dollari. Per il solo anno fiscale 2024 sono stati richiesti 949 milioni di dollari per continuare lo sviluppo. A farne le spese potrebbe essere, tra gli altri, anche il rover europeo Rosalind Franklin.

Il suo lancio era previsto nel 2020 ma a causa dei ritardi la partenza è stata posticipata al 2022. Quell’anno è scoppiata però la guerra in Ucraina nel 2022 che ha portato alla fine della collaborazione con la Russia, con Roscosmos che era responsabile del materiale radioattivo utile a mantenere l’elettronica a temperature accettabili, del lander e del razzo. A quel punto l’ESA si è rivolta alla NASA per cercare un’alternativa tecnologica che garantisse l’atterraggio del rover su Marte. L’agenzia spaziale statunitense ha accettato di collaborare, ma i costi aggiuntivi per lo sviluppo potrebbero essere invece assorbiti da Mars Sample Return lasciando il rover europeo senza una tecnologia utile all’atterraggio (e ponendo seri rischi sulla cancellazione della missione).

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