Il sistema elaborato da MaxTech prevede inoltre una verifica periodica dei numeri individuati come “molesti” per evitare che nella lista finiscano utenze che, se in passato sono state usate per fare spam telefonico, sono state successivamente assegnate a normali clienti.
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“Per il momento abbiamo previsto di fare questo controllo ogni mese – specifica Manfredi – ma in futuro verificheremo tramite il risultati dell’applicazione se sia il caso di modificarne la cadenza”.
Un controllo simile avviene anche quando un utente sceglie di bloccare manualmente un numero di telefono. L’utenza in questione viene bloccata immediatamente per il singolo utente, ma prima di aggiungerlo alla black list “generale”, viene effettuata una verifica.
Naturalmente l’efficacia del sistema aumenta proporzionalmente al numero di persone che utilizzano l’app, ma l’azienda ha stimato che un parco di 100.000 utenti permetterebbe di arrivare a bloccare quasi il 100% delle chiamate indesiderate. Trattandosi di un servizio lanciato da poco, per il momento il volume di fuoco su cui può contare è ancora ridotto. Una delle ipotesi ventilate dal Ceo di MaxTech è quella di fornire la tecnologia a società che hanno app con un gran numero di utenti, come Poste Italiane, integrando il servizio in modo da accelerare il processo. Al momento, però, non ci sono ancora accordi commerciali definiti in questo senso e l’app è disponibile per iOS e Android con un periodo di prova gratuito di 30 giorni e un abbonamento mensile di 2,99 euro.
Quali conseguenze per la privacy?
Sotto il profilo della riservatezza, Massima Tranquillità richiede ai suoi utenti di accettare un compromesso. Per funzionare correttamente, infatti, l’app richiede infatti di avere accesso alla rubrica (i numeri in memoria vengono considerati automaticamente affidabili) e di acconsentire al fatto che l’infrastruttura possa sapere quali chiamate riceviamo.
Nulla di straordinario: visto la funzionalità messa a disposizione è evidente che questo tipo di informazioni devono necessariamente essere trattate per garantire il blocco delle chiamate indesiderate. MaxTech spiega inoltre che l’accesso è limitato. In pratica, l’app non ha la possibilità di accedere ai nostri contatti, ma semplicemente di verificare se il numero da cui proviene la chiamata è presente nella rubrica o meno. L’unico possibile dato che mettiamo a disposizione del sistema è l’elenco delle chiamate ricevute con il relativo numero di telefono, ma non la corrispondenza con il nominativo.
Trattandosi di un servizio erogato da una società italiana, inoltre, Massima Tranquillità è soggetto a tutte le (rigorose) previsioni normative europee per il trattamento dei dati. L’unica falla, in tutto questo, è il fatto che MaxTech si appoggi a un servizio statunitense come Google Cloud. Come tutte le aziende Usa, infatti, Google è soggetta al famigerato Cloud Act ed è quindi potenzialmente esposta a richieste da parte delle agenzie statunitensi. Secondo Manfredi, però, si tratta di una scelta obbligata dovuta al fatto che nessuno degli operatori cloud europei, per il momento, offre servizi paragonabili a quelli degli hyperscaler made in Usa.
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