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Mattel Brick Shop contro Lego: com’è davvero costruire le Hot Wheels a mattoncini

di webmaster | Gen 24, 2026 | Tecnologia


Pallore

Buona parte della sfida si gioca dunque sulla qualità dei mattoncini. Mattel ha parlato di “caratteristiche, materiali e tecniche innovative” pronte a “ridefinire” l’esperienza di costruzione. Tutto era stato preparato per fornire la “massima qualità” e un’assoluta “precisione di montaggio”. Promesse che non sono state disattese, ma neanche interamente mantenute. La resina scelta rende i mattoncini molto resistenti ma non poi così piacevoli al tatto. In più alcune colorazioni, come il rosa, il giallo e il verde, sembrano un po’ palliducce (mentre il blu scuro scelto per la “carrozzeria” non valorizza a pieno le forme della Mercedes). Ma c’è un problema che Brick Shop condivide con Lego. Ed è quello delle “ditate”. I pezzi lucidi, infatti, si sporcano (molto) facilmente al contatto con i polpastrelli. Anche con le mani lavate. Così, una volta montato, il modellino deve essere accuratamente pulito. Con l’evidente pericolo di staccare qualche pezzo che dovrà essere montato nuovamente. Entrando così in un circolo vizioso.  Gli incastri, poi, sono croce e delizia al tempo stesso. Una volta montati fra loro alcuni pezzi piatti sembrano quasi saldati insieme, rendendo parecchio difficoltoso il tornare indietro in caso di errore. In altri passaggi, come nei parafanghi, il tentativo di incastonare i blocchi ha portato invece al collasso di parte del modellino. Un disastro che si è ripetuto spesso. Anche perché la pressione necessaria a incastrare la griglia interiore dell’auto ha fatto cadere il portabagagli. Per tre volte.

A passo svelto

Uno dei grandi pregi di questa linea Brick Shop sono le istruzioni. Nonostante si rivolga a un pubblico dai diciassette anni in su il set non è complicato da montare. Il manuale è semplice, chiaro, immediato. Si procede avanti speditamente con la precisa consapevolezza di ciò che si sta costruendo. Anche troppo. Per cercare di aumentare la stabilità della struttura, Mattel ha deciso di inserire anche dei “pezzi momentanei“. Si tratta di mattoncini arancioni che, una volta completato il modellino, dovranno essere smontati. Piccolo dettaglio: i pezzi piatti vicini allo scarico sono attaccati così perfettamente che per staccarli si rischia di far venire giù tutto il posteriore. E per questo ho preferito lasciarli al loro posto.

Effetto Wow

Il risultato finale è impressionante. Dopo neanche quattro ore di montaggio la Mercedes 300 Sl è pronta per essere esposta. E alcuni dettagli sono straordinari. La trovata della leva del cambio libera di muoversi in tutte le direzioni è qualcosa di singolare e gustoso. Così come i pezzi di metallo (cerchioni, specchietto laterale e retrovisore, targhetta da apporre sotto il veicolo) conferiscono alla vettura un fascino lussuoso, una ricercatezza unica.

Come David Foster Wallace

Un pregio assoluto che diventa anche un limite. Perché la perfezione messa in piedi dalla linea “Brick Shop” rende tutto asettico. È come se l’esperienza di costruzione si spostasse su una linea retta. Dal punto A al punto B, usando la ragione ma non la fantasia. Il fatto di stampare tanti pezzi diversi per ogni modellino è un modo perfetto per azzerare i problemi, ma anche la creatività. È esattamente il concetto opposto a quello che Lego ha portato avanti per anni. La casa danese ha creato la sua formula magica partendo da un principio base: il “riarrangiare” pezzi già in catalogo per dar vita a qualcosa di completamente nuovo. L’idea era la “verosimiglianza” del modello, non la “fedeltà assoluta”. Per questo la piuma del cappello di un omino medievale poteva diventare il fregio della facciata di un palazzo. O un cucchiaio poteva trasformarsi nello specchietto di un’auto da Formula 1. O ancora un uccellino poteva essere usato come elemento per creare un’onda del mare. Tutte trovate che strappavano un sorriso, che generavano ammirazione. E che, sotto sotto, davano l’illusione a chiunque di poter creare qualcosa di ingegnoso, unico. È in questo modo che Lego è riuscita a creare un linguaggio condiviso e immediatamente riconoscibile. Cercare di imitarne la formula è un po’ come provare a copiare la ricetta della Coca Cola. Ed è proprio per questo che al momento il Brick Shop della Mattel sembra poter diventare un competitor non della Lego, ma delle altre case che propongono set più a buon mercato. Non è un caso che sui forum online molti costruttori appassionati si siano ritrovati a parlare di queste nuove line di mattoncini pronunciando le stesse parole che David Foster Wallace utilizzò per le crociere: “una cosa divertente che non farò mai più”.

Mattel Brick Shop Mercedes 300 SL

Mattel Brick Shop Mercedes 300 SL



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Written By

Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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