Meta è un’organizzazione estremista, ban in Russia

Da Punto-Informatico.it :

La giudice Olga Solopova del tribunale distrettuale di Tverskoy (Mosca) ha approvato la richiesta del Procuratore Generale: Meta è un’organizzazione estremista, pertanto deve chiudere tutte le attività commerciali nel paese. L’accesso a Facebook e Instagram era stato già bloccato dal Roskomnadzor. La decisione non si applica a WhatsApp.

Ban immediato per Meta in Russia

Dopo aver bloccato l’accesso ad alcuni media di stato russi, l’azienda di Menlo Park aveva modificato le regole di Facebook e Instagram per consentire l’uso di espressioni violente contro i militari russi, Putin e Lukashenko. Per questo motivo, il Procuratore Federale aveva chiesto al tribunale di considerare Meta un’organizzazione estremista. La denuncia era stata supportata dal Roskomnadzor e dall’FSB (Federal Security Service).

Pochi giorni dopo era stata effettuata una piccola rettifica, reintroducendo il divieto di inneggiare alla morte dei capi di stato e specificando che nessuna violenza verbale doveva essere indirizzata ai cittadini russi. Questo parziale dietrofront non è bastato. Gli avvocati avevano anche chiesto di posticipare la decisione per avere più tempo, ma senza successo.

La giudice Olga Solopova ha quindi bandito Meta dalla Russia. Con effetto immediato sono state bloccate tutte le attività e imposto il divieto di aprire uffici nel paese (tra l’altro un obbligo previsto da una legge russa). Come detto, Facebook e Instagram sono già inaccessibili. WhatsApp è stato escluso dal ban perché non offre funzionalità per diffondere informazioni pubbliche.

Il Procuratore Generale ha sottolineato che l’uso dei servizi di Meta da parte di utenti e aziende non verrà considerato come partecipazione ad attività estremiste. Rischiano invece le aziende che pubblicano inserzioni su Facebook e Instagram, in quanto il loro acquisto potrebbe essere considerato un finanziamento per un’organizzazione estremista.

Anche YouTube rischia il blocco in Russia, se non permetterà di accedere nuovamente ai vari canali di giornalisti e media indipendenti (secondo il Roskomnadzor).





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