Microsoft Edge ora genera le didascalie delle immagini

Da Punto-Informatico.it :

Microsoft è sempre attenta a cercare di migliorare il più possibile i suoi prodotti, Edge compreso, il browser predefinito di Windows 11 e disponibile pure per altri dispositivi e sistemi operativi. Nel corso delle ultime ore, infatti, l’azienda di Redmond ha annunciato l’implementazione di una nuova funzione nel suo navigatore che mira a migliorare l’esperienza delle persone ipovedenti.

Microsoft Edge: didascalie automatiche per migliorare l’esperienza d’uso

Più precisamente, attivando l’apposita opzione aggiunta tra le impostazioni relative all’accessibilità di Edge, d’ora in avanti il browser va a generare automaticamente delle didascalie affinché gli screen reader, una tecnologia che legge ad alta voce il contenuto di ogni pagina, possano aiutare gli utenti a scoprire il significato o l’intento di un’immagine presente in Rete.

Sono però escluse dalla cosa le immagini decorative, le immagini di dimensioni inferiori a 50×50 pixel, le immagini di grandi dimensioni e i contenuti espliciti (contenuti pornografici, sessualmente allusivi o cruenti).

Per attuare il tutto, Microsoft userà i servizi cognitivi di Azure, grazie ai quali andare ad analizzare e descrivere le immagini senza testo alternativo. Per cui, quando il browser rileva un’immagine senza etichetta la invia ai server Microsoft per permetterne l’elaborazione.

Gli algoritmi di apprendimento automatico sono in grado di funzionare con i formati più comuni, come JPEG, PNG, GIF, WEBP, al fine di fornire riepiloghi descrittivi in 5 lingue. Inoltre, Microsoft può analizzare il testo sulle immagini in oltre 120 lingue.

Ovviamente, come nel caso di qualsiasi altro sistema automatizzato, i sottotitoli che vengono generati da Edge non sono perfetti e proprio per questo Microsoft ha fatto sapere sin da subito che la qualità varierà. L’azienda, dunque, esorta gli sviluppatori Web e i gestori di contenuti ad assicurarsi che le immagini sui loro siti contengano del testo alternativo generato dagli utenti.





Fonte Punto Informatico Source link