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Miss Italia Non Deve Morire, il documentario Netflix e la storia del concorso

by | Feb 26, 2025 | Tecnologia


Nei Paesi Bassi – dove è stata eletta una reginetta trans – hanno tagliato la testa al toro cancellando Miss Olanda. Al suo posto nascerà “una piattaforma dedicata alla salute mentale e all’espressione di sé”, come annunciato da una nota: “Niente più corone, ma storie che uniscono. Niente abiti, ma sogni che prendono vita”. Negli Stati Uniti c’è chi difende la gara come occasione di riscatto e di carriera, specialmente tra le minoranze etniche. Ma il pubblico si è stancato anche di Miss Universo, con quelle concorrenti davvero troppo simili – alte, magre, coi capelli lunghi – per avere l’ambizione di riflettere la pluralità dell’umanità intera. Per non parlare delle ombre di molestie.

Patrizia Mirigliani nel documentario Netflix

Patrizia Mirigliani nel documentario Netflix (courtesy of Netflix Press Office)

C’è ancora posto per i concorsi di bellezza?

Tolti i glitter e i riflettori, nessuna prova di abilità, nessuna domanda intelligente potrà cancellare il fatto che sempre di concorsi di bellezza si tratta. Punteggi ai corpi. Un premio a una combinazione fortuita di geni. “Esibire la bellezza non è una colpa”, ripete Mirigliani, ma non è neanche un merito. Non è neanche vero che l’aspetto fisico non conti nulla: nella nostra società conta pure troppo, ma è un vantaggio iniquo, specchio del fatto che per secoli le donne sono state guardate, più che ascoltate.

Patrizia Mirigliani è un personaggio tragico, nel senso greco del termine: combatte una guerra che non può vincere. Lei ci crede davvero quando dice “il popolo vuole Miss Italia” o quando chiama la corona “il sogno di ogni donna”.  Le sue motivazioni saranno pure nobili – l’eredità del padre, la rinascita personale, il complicato rapporto col figlio – ma è la lotta di Don Chisciotte contro i mulini a vento del tempo.

I concorsi di bellezza non sono più lo specchio della società di oggi, ma di ieri. Non sarà una nicchia di femministe radical-chic a uccidere il concorso: morirà come il telegrafo, come la carrozza trainata dai cavalli, come il corsetto con le stecche di balena. Morirà perché non serve più a nulla: non è più un sogno, un traguardo, una fonte di ispirazione. Non è più divertente. Se non volete farlo morire, lasciatelo almeno andare in pensione.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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