Il Mobile World Congress di Barcellona non è soltanto la più grande fiera al mondo dedicata alle tecnologie mobili: è il luogo in cui l’industria traccia le linee guida del futuro digitale. Ogni anno, tra padiglioni affollati e anteprime globali, si incontrano aziende, startup, ricercatori, analisti e giornalisti che plasmano le tendenze che ritroveremo nei dispositivi e nei servizi dei mesi (e spesso degli anni) successivi. È qui che si misurano le ambizioni dei produttori, si definiscono le strategie delle telecomunicazioni e si osservano da vicino le innovazioni che stanno ridefinendo reti, intelligenza artificiale, dispositivi connessi e mobilità. Un appuntamento che, insieme ai lanci dei nuovi prodotti, racconta lo stato di salute dell’intero settore tecnologico e il suo impatto sulla società. L’edizione di quest’anno è dedicata alla “IQ Era”: in un mondo così “saturo” di dati, spiegano, è il momento di tornare a mettere al centro il pensiero e l’analisi critica. Ogni azienda sta diventando una “data company”, sicurezza e governance diventano ambiti sempre più cruciali, grazie all’uso sempre più massiccio dell’intelligenza artificiale generativa, multimodale e quantistica. Le reti hanno adesso un cervello, sono in grado di auto-regolarsi, identificare e correggere in maniera preventiva i guasti e si affaccia la nuova era del 6G.

