Monopattino elettrico modificato: fine della (pessima) abitudine delle multe Un giovane di Saluzzo, nella provincia di Cuneo, ha fatto parlare di sé (e non in modo positivo) grazie a un’impressionante collezione di venti multe in appena nove mesi. La sua…
Monopattino elettrico modificato: fine della (pessima) abitudine delle multe
Un giovane di Saluzzo, nella provincia di Cuneo, ha fatto parlare di sé (e non in modo positivo) grazie a un’impressionante collezione di venti multe in appena nove mesi. La sua avventura nel mondo della micromobilità termina bruscamente lunedì scorso, quando i carabinieri lo hanno fermato mentre si aggirava per le strade della città a bordo del suo monopattino elettrico. Gli agenti hanno scoperto che, oltre a violare ripetutamente le norme del codice stradale, il mezzo era stato modificato in modo illegale, presentando un motore elettrico con una potenza di oltre 1 kW, ben oltre il limite consentito di 500 W.
Un comportamento insostenibile
Il comportamento del giovane si è configurato come una vera e propria sfida all’autorità. Guidava senza casco, percorreva strade contromano e invase i marciapiedi dedicati ai pedoni, trasportando passeggeri in maniera pericolosa. Persino in presenza dei carabinieri, non si è fermato, continuando a zigzagare per le strade, un’azione che ha infastidito e messo a rischio la sicurezza degli altri utenti della strada. La scoperta del motore potenziato ha reso chiaro che non si trattava solo di piccole infrazioni, ma di un veicolo non conforme, che rappresentava un pericolo reale sia per lui che per gli altri.
Questo episodio mette in evidenza un problema più ampio legato all’uso dei monopattini elettrici. A Saluzzo, come in altre città italiane, diversi conducenti sembrano ignorantemente ignorare le regole di sicurezza che governano il loro utilizzo. La situazione ha sollevato l’attenzione delle forze dell’ordine, che hanno avviato un piano di monitoraggio e controllo per prevenire simili comportamenti.
Un incremento di sanzioni
L’episodio del giovane in monopattino non è un caso isolato. Le statistiche parlano chiaro: nei primi mesi del 2026, le forze dell’ordine di Saluzzo hanno emesso 162 verbali, di cui oltre il 70% riguarda proprio i monopattini elettrici. Nel 2025, su 131 multe, ben 93 riguardavano questo tipo di veicolo. Le infrazioni più comuni includono l’assenza di caschi e di dispositivi di sicurezza, nonché l’uso improprio dei marciapiedi. La maggior parte di chi riceve sanzioni appare giovane, ma la verità è che l’utenza è eterogenea, includendo automobilisti di ogni età.
Misure di sicurezza in arrivo
La stretta delle autorità è parte di una strategia più ampia per migliorare la sicurezza urbana. A partire dal 16 maggio, è entrato in vigore l’obbligo di dotare i monopattini di una “mini targa” identificativa, e dal 16 luglio sarà necessaria anche un’assicurazione per la responsabilità civile. Queste normative hanno l’obiettivo di aumentare la tracciabilità di chi utilizza questi mezzi e di proteggere gli utenti della strada in caso di incidenti.
Con il sequestro del monopattino modificato a Saluzzo, si invia un messaggio chiaro: non ci sarà tolleranza per chi ignora le regole. È un’opportunità per tutti i conducenti di comprendere l’importanza di rispettare il codice della strada e utilizzare i mezzi di micromobilità in modo responsabile.
Conclusione: un cambiamento necessario
Questo episodio, sebbene isolato, rappresenta un campanello d’allarme per l’intero panorama della micromobilità in Italia. Gli utenti e le aziende del settore devono ora confrontarsi con una normativa sempre più stringente, il che richiede un cambiamento radicale nelle modalità di utilizzo e gestione di questi mezzi. La sicurezza deve essere la priorità, non solo per gli utenti, ma per tutti coloro che condividono gli spazi pubblici. La strada verso una maggiore responsabilità è appena iniziata; è tempo che tutti facciano la propria parte per garantirla.
