Mordhau, il gioco medievale degenerato in una palestra di razzismo e omofobia


Il videogioco online di ambientazione medievale, nato come fan project e graziato da un inaspettato successo, non effettua alcuna censura sugli utenti, liberi di dire le peggiori cose

Nato come un fan project derivato direttamente da una forte richiesta della community di Chivalry: Medieval Warfare, Mordhau è un titolo medievale di combattimenti online, e in terza persona, in cui ogni giocatore può creare e armare il proprio cavaliere, partecipando quindi a diverse zuffe. Un gameplay semplice e funzionale, che in poco tempo ha collezionato circa un milione di copie vendute, ma il cui successo ha comportato un problema non da poco, ovvero quello della gestione della community.

La community, per un titolo online, rappresenta almeno il 50% della sua fortuna, se non di più, e Mordhau, semplicemente, non era pronto a gestire il volume di commenti generato da un milione di giocatori, e si vede. Il caso, esploso in queste ore grazie ad un lungo articolo di PC Gamer, ha messo in luce un grave problema delle community online, ovvero quello relativo alla moderazione, ed alla scarsa preparazione nel poter affrontare, a testa alta, i problemi derivanti dagli atteggiamenti nocivi dei giocatori. Il problema è che la community di Morhau non dispone di alcuno strumento di moderazione. In soldoni i giocatori sono liberi di esprimersi come vogliono, utilizzando spesso insulti, epiteti razziali o sessuali, giustificati dal team di sviluppo con la volontà di non offrire alcuna censura e vedendo nell’uso di parole normalmente offensive, semplicemente lo slang di un linguaggio comune. Tanto per dire c’è un thread intitolato Post Your Knigga (l’ultima parola è l’unione infelice di “knight”, cavaliere, e “nigga”, insulto razziale).

Pur chiaro che la censura sia un problema, prima di tutto varrebbe la pena riflettere su quello che è l’impatto che le parole hanno sugli altri che, a prescindere dall’ambente ludico, potrebbero non gradire l’utilizzo smodato di termini sgradevoli, e non solo. In Mordheau ognuno può parlare come vuole, e per gli sviluppatori non è un problema, anzi va benissimo così com’è. Quando è stato chiesto il perché di una scelta simile, il team ha detto che la volontà è quella di lasciare i giocatori liberi di fare come vogliono, il che ha portato ad un atteggiamento tossico, che si fa beffe del buonsenso.

Le segnalazioni relative al comportamento barbaro di moltissimi giocatori sono molto numerose, e il team di sviluppo non pare avere il coraggio (o il buonsenso) per mettere quanto meno un freno alla vicenda, se non proprio di risolverla. Ovviamente non siamo qui a dire ai singoli come esprimersi nel privato, ma fa riflettere che sul tavoliere di un titolo online, la cui community (basta una ricerca su Google) è ormai all’esasperazione, non abbia alle spalle un team che riesca a prendere in mano le redini della situazione riportando il buon senso tra gli utenti. Il timore? Il timore è che la maggioranza dei giocatori, libera di esprimersi con epiteti e insulti, abbandoni i server.

Il timore, sostanzialmente, è che nella volontà di riportare gli utenti ad una stabilità sociale, si perdano i frutti di un successo probabilmente insperato. E così Mordhau è diventato il medioevo, digitale e culturale, di un modo di sviluppare che non ha interesse nel preservare chi, online solo con lo scopo di divertirsi, non vuole prestarsi alla giostra dell’insulto facile. Perché forse è più semplice raccattare giocatori alla ricerca di una valvola di sfogo sociale, che quanti non vorrebbero far altro che divertirsi a dare qualche spadata online.

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