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da Hardware Upgrade :

Colmando il divario tra la serie G economica e i modelli Edge più esclusivi, il Moto g100 è la versione di Motorola che potrebbe interessare tutti coloro che vogliono uno smartphone medio gamma ma ad alta potenza. In effetti, con un potente chipset quale il nuovissimo Snapdragon 870 a 7nm e soprattutto alcune interessanti scelte per quanto riguarda il comparto fotografico e il potenziale per l’uso dello smartphone in sostituzione del PC, il Moto g100 è davvero un device promettente.

Moto g100 forse lo avete già intravisto sul mercato (quello cinese) sì, perché essenzialmente è il Moto Edge S che avevamo elogiato per le sue caratteristiche e per il suo design. Motorola non ci ha pensato molto e ha prospettato quel device anche per il mercato europeo proponendolo però con un diverso nome quale moto g100 e con qualche specifica differente ma di poco conto. La sostanza è la stessa ad iniziare appunto dal potente e quanto mai nuovo Snapdragon 870, una versione con un clock ancora più alto dello Snapdragon 865 top di gamma dello scorso anno e che dunque promette davvero molto bene. 

Quello che risulta una novità per gli utenti Motorola è chiaramente la funzionalità del cosiddetto “Ready For” che, come vedremo permetterà di utilizzare il telefono come il cuore di un computer desktop, in pieno stile Samsung DeX.

C’è poi anche un accortezza sul comparto fotografico di Moto g100 che vede dalla sua una interessante fotocamera ultrawide da 16MP sul retro con autofocus e flash anulare e capace di offrire un potenziale serio per la fotografia ravvicinata. Importante anche da doppia camera selfie anteriore che permette scatti ultrawide oltre a quelli più normali. E poi c’è anche il display che Motorola continua ad allungare e mantenere in 21:9 caratterizzandolo dunque per una presa immediata e comoda in mano. In questo caso è un classico (purtroppo) LCD da 6,7 ​​pollici che raggiunge però un massimo refresh rate a 90 Hz. Non è un OLED e non è nemmeno un pannello da 120 Hz ma ammettiamo che la qualità è buona anche se chiaramente non ai livelli di un AMOLED e con l’impossibilità, in questo caso, di proporre un sensore digitale al di sotto dello schermo ma bensì lateralmente sul pulsante di accensione e spegnimento, come capitato già con altri device dell’azienda. E non dimentichiamo la batteria da ben 5.000 mAh pensata per mantenere lo smartphone attivo per molto tempo e vedremo che questo è effettivamente possibile. 

Indice

UNBOXING

Il nuovo Motorola moto g100 viene venduto in una scatola non troppo diversa dagli ultimi smartphone dell’azienda con lo smartphone in bella vista appena si apre il coperchio e con anche la cover in silicone trasparente non troppo invasiva ma comunque protettiva. Presenti tutti i classici accessori che vendono ormai posti in essere dalla maggior parte delle case produttrici di device mobili. In questo caso la dotazione che abbiamo ricevuto vede la presenza in primis dello smartphone ma anche di:

  • un caricabatterie per la ricarica veloce da 20W, un cavo Type-C, lo strumento per l’espulsione dell’alloggiamento della doppia SIM ma anche le cuffie in ear con cavo di buona qualità. 

Oltre a questo abbiamo ricevuto in una confezione a parte anche un piccolo cavo USB-C/HDMI, un accessorio che praticamente non abbiamo mai trovato tra gli accessori di uno smartphone ma che qui risulterà fondamentale per l’utente nell’uso del moto g100 come vero cuore pulsante di una macchina desktop. 

DESIGN: il più elegante della serie moto g

È forse il moto g più elegante mai realizzato fino ad oggi da Motorola. Il nuovo moto g100 non possiede chiaramente un aspetto che lo possa elevare a top di gamma e dunque a combattere esteticamente con i più blasonati concorrenti di altri brand o anche con il Motorola Edge. Di fatto si difende forse anche solo per quella sua particolare scocca realizzata in vetro curvo e cangiante, in entrambe le colorazioni, in base alla luce riflessa su di essa. Tutto questo certamente rende lo smartphone diverso dagli altri della famiglia e soprattutto più elegante e rifinito. 

Ammettiamo che non è certamente lo smartphone con il display più borderless ad oggi sul mercato ma ammettiamo anche che le cornici possono passare in secondo piano grazie comunque ad un pannello anteriore ben illuminato. Certamente è innegabile non asserire la presenza soprattutto nella parte inferiore di una cornice con un importante spessore che nel 2021 poteva forse essere ridotta.  

Il moto g100 risulta chiaramente particolare anche per le proporzioni del suo form factor che potrebbe non piacere proprio a tutti. Qui infatti Motorola pone un pannello in formato 21:9 e questo significa che è molto allungato in altezza con una larghezza invece ridotta. Buono per una presa perfetta in mano ma forse meno per la visione dei contenuti multimediali soprattutto con una mano che sicuramente avrà difficoltà nel raggiungere le parti più alte dello schermo. Nulla di trascendentale visto che la maggior parte degli smartphone odierni necessitano di uno spostamento della mano ma di fatto qui con questo form factor questa situazione si fa sentire di più.  

Guardandolo anteriormente poi è impossibile non accorgersi della presenza di un doppio foro nella parte superiore. Effettivamente moto g100 non ha una, ma ben due fotocamere per i selfie che occupano più spazio del solito anche se poi nell’uso comune non creano troppo disagio nella visione dei contenuto multimediali. Ottima invece la scelta del doppio altoparlante stereo che è presente sia nella parte sottostante lo smartphone, nella solita posizione accanto alla porta USB-C, in questo caso al foro da 3,5mm per il jack cuffie, che nella capsula auricolare comunque sottile posta chiaramente nella parte anteriore superiore. 

Capovolgendo lo smartphone e dunque osservando la scocca ecco che il moto g100 si esalta non tanto per le linee comunque abbastanza classiche ma comunque comode per l’uso in mano, ma soprattutto per la colorazione che esalta davvero tanto la luce naturale rendendo unico questo device. Motorola la chiama Iridescent Ocean e le sue tonalità variano dal ciano al magenta al viola. Il pannello posteriore del Moto g100 ha una finitura opaca satinata che lo rende non solo bello da vedere e toccare ma anche poco scivoloso e con poche impronte rilasciate.  

Passando al comparto fotografico c’è un rinnovamento a livello estetico per il posizionamento dei sensori in questo moto g100. Le fotocamere sembra 4 ma effettivamente non lo sono perché il Moto g100 predispone due fotocamere reali (una normale, una ultrawide) e quindi un modulo aggiuntivo per il rilevamento della profondità, oltre a un modulo ToF. Tre di questi sensori hanno anelli lucidi per abbinarsi al colore dello smartphone mentre il quarto anello è di fatto un vero e proprio flash che si estende a contorno del sensore. Si attiverà, come vedremo però solo quando ci si avvicinerà per lo scatto al soggetto per macro ancora più ben fatte. 

Come detto il sensore delle impronte digitali è posto nel pulsante di accensione e spegnimento laterale e non nel posteriore dove di solito viene posizionato. A livello pratico risulta davvero molto comodo e soprattutto veloce nel riconoscere l’impronta digitale del proprietario. Al di sopra di questo vi è il bilanciere del volume, posto forse un po’ troppo in alto e dunque non troppo comodo per questo. Sul lato opposto è invece presente il pulsante di attivazione di Google Assistant che sappiamo, Motorola, pone sempre come aiuto per l’utente.

Non c’è classificazione IP per la protezione dall’acqua e dalla polvere ma sul carrellino della SIM (dual) c’è una piccola guarnizione di gomma che permette di mantenere asciutto per quanto possibile lo smartphone in caso di qualche schizzo accidentale. Niente di più però. Infine il Motorola Moto g100 misura 168,4 x 74 x 9,7 mm, rendendolo sia più alto della maggior parte della sua categoria, sia leggermente più spesso. È anche più pesante della media, con un peso di 207 grammi. 

DISPLAY: buono ma ci poteva stare un OLED

Motorola ha deciso di non puntare sugli AMOLED per quanto riguarda questo Moto g100. Troviamo allora un classico LCD ben progettato, che offre una frequenza di aggiornamento pari a 90 Hz e una risoluzione di 1080 x 2520 pixel con un formato 21:9 quindi più alto della maggior parte degli smartphone. Nei test di luminosità lo smartphone ha raggiunto però delle ottime prestazioni sia sotto la luce diretta sia con la luminosità adattiva abilitata. Nel primo caso lo smartphone è stato in grado di superare i 600 nit, mentre con il funzionamento manuale non abbiamo superato i 500 nit.  

Tre le diverse modalità di colore preimpostate sul Motorola moto g100: Naturali, Migliorati o Intensi. La differenza non è eccessiva. Di fatto con la prima modalità lo schermo tende a trovare un equilibrio con colori più vicini alla realtà e dunque sicuramente meno sparati rispetto alle altre due modalità. I colori ‘’Migliorati’’ permettono di avere una via di mezzo con i Naturali e gli Intensi dove questi ultimi sparano fortemente e rendono lo schermo ancora più ‘’vivo’’ anche nei contenuti. 

Il display del Moto g100 è compatibile con l’HDR e siamo stati in grado di riprodurre video di YouTube come anche qualche contenuto presente su Amazon Prime Video in questa modalità.  

Il Moto g100 gestisce la sua frequenza di aggiornamento in modo identico al Moto g30. Ha tre modalità nel menu della frequenza di aggiornamento: 60Hz, 90Hz e Auto. Il primo bloccherà l’aggiornamento a 60Hz per tutte le attività, in modalità 90Hz il tutto si alzerà appunto ai 90Hz con una maggiore fluidità nei contenuti soprattutto per la riproduzione di video. Se si vuole invece ottimizzare l’utilizzo della batteria, la modalità Auto regolerà in automatico appunto la frequenza di aggiornamento con i 60Hz per le operazioni meno importanti o con i 90Hz quando invece si navigherà su browser o altro.

HARDWARE: tanta potenza con lo Snapdragon 870

Come detto il nuovo Moto g100 racchiude una potenza di elaborazione importante sotto forma del chipset Snapdragon 870. Una CPU di ultima generazione che non è altro se non lo Snapdragon 865 dotato di clock ancora più elevati e con il core principale che riesce a spingersi fino a 3,2 GHz. Sostanzialmente è il processore più performante dopo lo Snapdragon 888. Il processore è un’unità octa core basata sui core Kryo 585 mentre il processore grafico è una Adreno 650 che supporta display in risoluzione Full HD+ sino a refresh rate a 120Hz. Il chip è realizzato con processo produttivo a 7nm.














OS (al lancio) Android 11 con Moto UX
Processore Qualcomm Snapdragon 879 Octa-Core a 3.2GHz
RAM 8 GB
Display LCD IPS 6.7″ Full HD+ (21:9)
Risoluzione 2520×1080 px
Storage (al lancio) 128 GB + MicroSD fino a 1TB
Fotocamera Posteriore

Tripla Camera:

Principale
64MP (f/1.7) PDAF +

Grandangolare 16MP (f/2.2) PDAF +

Depth 2 MP (f/2.4) +

3D TOF


Video 6K UHD @30fps

Fotocamera Anteriore 16MP (f/2.2)

8MP (f/2.4 – 118°)
Extra

4G LTE

NFC
Sensore impronte digitali

Porte USB Type-C + jack da 3.5mm
Batteria 5.000 mAh + Ricarica rapida 20W
Dimensioni 168.4 x 74 x 9.7 mm
Peso 207 gr

In termini di prestazioni, il chipset offre prestazioni importanti. Nell’uso quotidiano non abbiamo mai rallentamenti e l’ottimizzazione di Motorola lato software sembra andare di pari passo con il chipset che non molla mai un momento anche nelle situazioni di maggiore stress. E’ senza dubbio un ottimo hardware e la presenza di 8 GB di RAM avvantaggiano l’utente che riesce a fare tutto e molto di più. La memoria risulta di 128GB ma dobbiamo sottolineare la possibilità di espanderla con MicroSD fino ad 1TB.  

Nel test della CPU single-core in GeekBench, il Moto g100 registra numeri eccellenti in vantaggio rispetto ai prodotti con Snapdragon 865 e 865+ e non si allontana poi troppo dallo Snapdragon 888. Sotto carichi multi-core, il Moto g100 non è altrettanto competitivo, ma non dimentichiamo che questo non è un processore di fascia alta e solo loro lo battono.  










MOTOROLA moto g100
Browser Sunspider 294,7 ms
JetStream 2.0 87.305 punti
CPU GeekBench 5 COMPUTE 3.563
CPU Single-core: 960

CPU Multi-core: 2872
GPU GFXBench 5 Aztec Ruins: On 32 Fps / Off 21 Fps

Car Chase: On 47 Fps / Off 57 Fps

Manhattan 3.1: On 80 Fps/ Off 92 Fps
Storage Androbench

Lettura seq.: 1683,26 MB/s

Scrittura seq.: 707,11 MB/s

Lettura Random seq.: 256,33 MB/s

Scrittura Random seq.: 254,67 MB/s

Generico 3D Mark 4.120 punti
Generico AnTuTu 679.971 punti

Nel complesso, siamo davvero soddisfatti delle prestazioni del Moto g100. Quello che ci appaga è anche la possibilità di utilizzarlo come cuore prestante di un PC desktop, in caso di necessità, alimentando uno schermo esterno con più app in esecuzione fianco a fianco. Le intense sessioni di benchmarking hanno provocato un certo accumulo di calore e un minore throttling, ma nessuno dei due è abbastanza importante da rilevarlo come un problema.

INTERFACCIA GRAFICA: che passo con ”Ready for”

Il Moto g100 segue il principio di Motorola ossia offrire un aspetto Android Stock, ma con una buona dose di funzionalità interne che lo possano rendere unico. E senza dubbio tra queste c’è proprio la funzionalità “Redy for” che merita una sezione a parte più avanti. Ed ecco che sono presenti funzionalità personalizzate raggruppate nell’app Moto anche in questo nuovo device. E’ uno dei punti di forza dei telefoni Motorola: esperienza Android pulita e ordinata. Se ti piace l’aspetto di Android di serie, ti piacerà sicuramente questo di Motorola.

Chiaramente parliamo di Moto Action ossia un assortimento di modalità intelligenti per interagire con lo smartphone tra un movimento veloce del device per accendere o spegnere la torcia, la rotazione dello stesso per avviare l’app della fotocamera, o un gesto con le tre dita per lo screenshot del display e molto altro ancora. Presente chiaramente anche Moto Display che permette di interagire con le notifiche o con altre informazioni direttamente a schermo in standby grazie al sistema creato da Motorola da tempo nei suoi smartphone.  Le gesture sono le solite di Google con il gesto indietro eseguito da entrambi i lati del display. C’è anche un’opzione di scorrimento per la sensibilità del gesto indietro che determina quanto vicino al bordo devi arrivare affinché il sistema registri il gesto. Non dimenticati comunque i vecchi pulsanti di navigazione a schermo.


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C’è Moto Game che altro non è se non la modalità che permette di impostare alcuni set di strumenti per migliorare la fruizione dei giochi durante le sessioni. In questo caso grazie al display con lati fortemente curvi è possibile aggiungere dei pulsanti virtuali da poter usare durante il videogioco. La modalità immersiva consente di filtrare le chiamate e le notifiche, la sezione prestazioni consente di disattivare la luminosità adattiva, disabilitare le parti del display ai bordi e attivare miglioramenti audio.  

Tutto questo grazie ad Android 11 che viene implementato con pochissime cose ma ben fatte come sempre da Motorola. Un’ottimizzazione notevole che non solo permette all’utente di avere la migliore prestazione a livello di attività quotidiane ma anche di poter garantire anche un’autonomia, come vedremo, mai vista ultimamente su di un device di questo tipo. 

Inoltre, c’è un menu di personalizzazione completamente nuovo che prima non era disponibile. Analogamente alla OxygenOS di OnePlus, si può scegliere il colore degli interruttori, dei cursori e dei toogle rapidi sul menu. Puoi anche scegliere la forma di questi pulsanti rapidi. Sono disponibili anche forme di icone e molte opzioni tra cui scegliere e lo stesso vale per i caratteri. È la prima volta che Motorola consente di personalizzare tutte queste cose sui suoi telefoni e tutto è iniziato con la serie Edge. Infine il lettore di impronte digitali è veloce nella maggior parte delle volte molto preciso. 

Ready for: la novità assoluta di Motorola

Con il Moto g100, Motorola introduce la piattaforma “Ready For” che consente di utilizzare il telefono come il cuore di una configurazione a grande schermo per diversi casi d’uso. Collegando una TV o un monitor, infatti, è possibile ottenere un’esperienza simile a quella che si avrebbe con un PC desktop Windows, giocare a un gioco sul telefono, visualizzarlo sullo schermo esterno o persino avere un’esperienza di videochat su grande schermo.

Come avviene il tutto? In modo davvero semplice ed immediato perché basta collegare ad un monitor o alla TV, con il cavo HDMI in dotazione come accessorio lo smartphone e questo automaticamente imporrà la modalità di visione su grande schermo. Oltretutto l’estremità HDMI ha una porta USB-C aggiuntiva per fornire alimentazione al telefono nel caso la batteria del device dovesse terminare. Chiaramente il collegamento con il mouse o una tastiera potrà avvenire via Bluetooth ma se in caso non si dovesse avere a portata di mano un mouse ecco che Motorola viene incontro permettendo di usare lo schermo dello smartphone come touchpad per muovere il cursore sullo schermo esterno.  

Ancora più comoda la modalità che permette di usare Ready For per le videochiamate. Qui infatti è possibile usare, una volta avviata la modalità, la fotocamera del telefono per catturare se stessi e quindi un display esterno per vedere gli altri partecipanti alla call. Ottima la qualità e ottimo avere un doppio sensore all’anteriore per poter avere maggiore flessibilità nelle riprese. 


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La terza modalità di uso di Ready For è quella di usare lo smartphone per i giochi su uno schermo più grande. Basterà collegare un controller esterno, far partire l’applicazione di gioco sullo smartphone e tutto potrà essere visto direttamente sul monitor esterno con l’ovvio vantaggio di un display più grande. E infine la modalità TV che permette di lanciare ogni tipo di applicazione per lo streaming video e dunque garantisce agli utenti di vedere direttamente sul grande schermo qualsiasi tipo di serie TV o altro ma il tutto alimentato direttamente dallo smartphone. 

E tutto questo ci piace perché permette all’utente di avere un’ulteriore possibilità di utilizzo dello smartphone. In qualunque momento basta attaccare il cavo USB-C/HDMI al monitor esterno e trasformare lo smartphone in un vero PC con Android e tutte le applicazioni che solitamente si utilizzano e servono. Lo ha fatto Samsung e ora anche Motorola con un risultato davvero ottimale, come sempre quando l’azienda mette mano al software che risulta semplice, immediato e sempre ben ottimizzato. 

FOTOCAMERA: c’è da lavorare sulla qualità

Motorola moto g100 

  • Principale 

    • Principale 64 MP – 0,7 µm – PDAF

    • Obiettivo grandangolare con apertura f/1.7  

  • Ultra – Grandangolare 

  • Depth Camera

    • Sensore da 2 MP 

    • Apertura f/2.4

  • TOF Camera 3D

  • Anteriore 

La fotocamera principale da 64 MP è affiancata da una ultrawide con messa a fuoco automatica da 16 M a cui si aggiungono altri due aiutati con un laser ToF 3D ed una fotocamera di “profondità” da 2 MP.

La fotocamera principale utilizza un sensore OmniVision da 64 MP con un array di filtri colorati a 4 celle. È un imager da 1/2″ con pixel da 0,7 µm. Di fronte c’è un obiettivo con apertura f / 1,7 di lunghezza focale equivalente non specificata che stimiamo a 25 mm. La fotocamera ultrawide si basa su un altro sensore, questo con una risoluzione di 16MP. Ha una dimensione complessiva di 1 / 3.06″, con pixel da 1.0µm. L’obiettivo ha un’apertura f / 2.2 e copre un campo visivo di 117 gradi come da specifiche Motorola, anche se la nostra esperienza non viene completamente soddisfatta da questo punto di vista. Forse la cosa più importante della fotocamera ultrawide è la presenza di un autofocus che permette di scattare anche primi piani grazie anche a quel particolare flash ad anello attorno all’obiettivo capace di illuminare i soggetti vicini.

E poi c’è la doppia fotocamera anteriore, migliore del solito, poiché i due moduli risultano buoni e separati. Quello “primario” ha un sensore a 4 celle da 16 MP e un obiettivo con lunghezza focale equivalente a 28 mm (apertura f / 2.2). Poi c’è la fotocamera secondaria ultrawide con un obiettivo a lunghezza focale equivalente a 20 mm (apertura f / 2.4) e un sensore da 8 MP.

La fotocamera Motorola scatta in modo predefinito a 16 MP in modalità automatica anche se è possibile realizzare scatti a piena risoluzione da 64 MP scegliendo la modalità direttamente nel menu del device. Tutte le varie modalità della fotocamera sono state spostate sotto il tasto dell’otturatore e possono anche essere personalizzate in base al proprio utilizzo. Il menu delle impostazioni generali si trova al suo solito posto: c’è l’icona dell’ingranaggio nell’angolo in alto a destra del mirino e da lì si può accedere ad ogni singola impostazione. 


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C’è una modalità Pro, e anche qui abbiamo alcune lodi: c’è l’accesso sia alla fotocamera principale che a quella ultra, che non è poi così comune. Qui puoi regolare ISO, velocità dell’otturatore, compensazione dell’esposizione e bilanciamento del bianco, nonché mettere a fuoco manualmente. Anche l’istogramma dal vivo è apprezzato, per quanto minuscolo.

Come scatta Motorola moto g100? 

  • Foto di giorno: nelle foto di giorno lo smartphone risulta buono. La fotocamera principale funziona bene con scatti in esterna che raccolgono dettagli complessivamente buoni, una gamma dinamica abbastanza ampia, colori abbastanza reali e una sensazione gradevole. C’è un po’ di rumore nelle ombre, ma i risultati complessivi sono gradevoli e si può usare con facilità per mantenere vivi i ricordi, anche quelli più belli.

  • Foto al buio: con poca luce o con il buio, la qualità dell’immagine tende a deteriorarsi come è prevedibile su smartphone di questo prezzo. Gli scatti in condizioni di scarsa illuminazione non sono al top con qualche errore di sottoesposizione che dunque crea anche qualche mancanza di dettaglio e alla presenza di una discreta quantità di rumore. La modalità notturna migliora relativamente la qualità: abbiamo qui migliore esposizione e le immagini risultano più dettagliate. Rimane il rumore che viene mitigato ma il risultato è migliore di prima ma non esaltante. Insomma speravamo forse qualcosa in più da questo punto di vista. 

  • Modulo ultra-wide: il modulo ultra-grandangolare del device offre una resa buona. Il sensore non ha lo stesso potere risolutivo di quella principale e lo si vede nella morbidezza degli scatti. Di fatto però c’è senza dubbio una resa cromatica in condizioni di luce favorevoli e ha una gamma dinamica decenti.

  • Zoom: lo zoom non esalta i risultati. Non abbiamo un sensore specifico per questo tipo di scatti e questo in parte si fa sentire. Ingrandendo fino allo zoom 2X che comunque deve avvenire manualmente con il pinch to zoom, otteniamo risultati decenti. Aumentando poi l’ingrandimento i dettagli si vanno a perdere e soprattutto non si riesce ad avere delle foto dalla qualità decente.  

  • Macro: buoni i risultati con le foto macro che l’utente può realizzare. Avere un sensore per questo tipo di scatto può essere un plus che dona maggiore qualità ai risultati. Non sempre questo accade perché spesso l’obiettivo principale è comunque capace di realizzare scatti ravvicinati. Qui in alcune situazioni la macro camera garantisce miglioramenti. Interessante l’accensione del Flash LED circolare che permette di illuminare ancora meglio il soggetto ravvicinato.   

  • Ritratti: i ritratti mancano di nitidezza e gamma dinamica, ma hanno tonalità della pelle ben resa e un ottimo rilevamento dei bordi. I livelli di rumore sono relativamente alti in qualsiasi situazione. Ecco perché consigliamo di fare ritratti all’esterno o in una stanza ben illuminata se la qualità dell’immagine deve essere importante.

  • Video: il telefono supporta la registrazione di video fino a 6K e può anche essere stabilizzato. I colori sono incisivi, il contrasto è buono, c’è un po’ di rumore nelle fasi non troppo illuminate, la gamma dinamica è ampia e la nitidezza è importante. Niente di cui lamentarsi soprattutto visto il prezzo del telefono. 

  • Selfie: l’HDR sui selfie sembra più che competente in quanto mantiene il viso del soggetto ben esposto anche in condizioni di illuminazione più impegnative senza ritagliare lo sfondo luminoso. La nitidezza e i dettagli sono ben conservati durante il processo, mentre i colori sembrano essere abbastanza accurati. La fotocamera ultrawide è notevolmente più morbida con una gamma dinamica inferiore e i colori che sembrano più cupi. Il rumore inizia a insinuarsi quando la luce inizia a diminuire.

AUTONOMIA: ottima come sempre

Il Moto G100 è dotato di una batteria da 5.000 mAh, una capacità standard pari a quella di molti altri device di questa fascia di prezzo. Questo particolare telefono ha però un chipset più potente degli altri e quindi più assetato di energia. Di fatto però i risultati di autonomia sono buoni e lo smartphone procede fino a sera senza problemi con la possibilità di fare qualche ora anche nella giornata successiva. 

Abbiamo registrato 12 ore di navigazione web sotto Wi-Fi a una frequenza di aggiornamento costante di 90 Hz e quasi 15 ore di video in loop offline, sempre a 90 Hz. Come accennato, puoi guadagnare un po’ di durata della batteria in più se si mantiene la frequenza di aggiornamento a 60Hz. Questo permetterà di avere un’altra ora di navigazione web o circa un’ora e mezza di riproduzione video. Potrebbe servire in caso si sia distanti da una potenziale ricarica. 

E parlando di ricarica Moto G100 viene fornito con lo stesso caricabatterie da 20W che abbiamo ottenuto con il Moto G30. Qui, tuttavia, abbiamo tempi di ricarica più rapidi, anche se i numeri non sono impressionanti per un telefono di questa fascia di prezzo. Una ricarica completa infatti ha richiesto poco meno di 2 ore, mentre una ricarica da 30 minuti permette di passare dallo 0 al 37%.

AUDIO

Il Moto G100 ha un singolo altoparlante e forse qui Motorola poteva prestare maggiore attenzione e preferire invece un doppio altoparlante permettendo agli utenti di avere una migliore fruizione dei suoni. Ci aspettavamo una configurazione stereo visto che già il  modesto Moto G8 Plus e ma anche il Moto G8 Power li posseggono così come sia Edge che Edge+.

Come livello siamo praticamente in media con il Moto G30 probabile che l’altoparlante sia il medesimo anche se forse qui troviamo una voce meglio definita e alti più chiari. In chiamata l’audio non è altissimo ma buono e chi ci ascolta dichiara di sentirci bene segno che i microfoni fanno il loro compito. 

CONCLUSIONI

Ci sono telefoni con un fascino meno tradizionale che possono catturare maggiormente l’attenzione rispetto a questo Moto g100, che non se la cava male soprattutto per le colorazioni, la finitura e la costruzione ma di fatto la scocca e il frontale non lo rendono riconoscibile poi così tanto rispetto ad altri. Peccato non avere un display OLED, ricarica più veloce, fotocamere più capaci, altoparlanti stereo ad un prezzo comunque importante di 599€ che vengono spesso a un prezzo inferiore rispetto al Moto G100.

Tuttavia, il Moto g100 non delude quando si tratta dei fondamentali: offre una solida durata della batteria, prestazioni di alto livello e soprattutto il software che risultava già fortemente ottimizzato e sempre ben fatto ma che ora vede anche l’aggiunta della parte dekstop che non è da poco. È un vero punto di forza del G100: una combinazione di funzioni che non sono ancora state sviluppate da molti altri e possono davvero fare la differenza per molti.

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