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Multa per Apple da 98 milioni di euro dallโ€™Italia. E la causa รจ una funzione pensata (ironia della sorte) per la privacy

di webmaster | Dic 22, 2025 | Tecnologia


รˆ arrivata una nuova multa per Apple. L’Autoritร  garante della concorrenza e del mercato (Agcm), l’autoritร  italiana che vigila sul rispetto delle regole antitrust, ha sanzionato lunedรฌ 22 dicembre la multinazionale di Cupertino e due sue controllate per un totale di 98.635.416 euro. Il provvedimento riguarda un presunto abuso di posizione dominante nel mercato delle piattaforme per la distribuzione di applicazioni destinate agli utenti del sistema operativo iOS utilizzato da iPhone e iPad. Al centro della decisione c’รจ la App Tracking Transparency (Att), la funzione introdotta da Apple nell’aprile 2021 che obbliga le app di terze parti a chiedere agli utenti il permesso esplicito prima di tracciare le loro attivitร  su altri siti e applicazioni. Una delle aziende che ha segnalato il presunto comportamento scorretto di Apple all’Agcm italiana รจ stata Meta, la societร  di Mark Zuckerberg proprietaria di Facebook e Instagram, che aveva giร  stimato in 10 miliardi di dollari l’impatto della Att sui propri ricavi pubblicitari nel 2022.

L’indagine e le contestazioni dell’Agcm

L’istruttoria si รจ conclusa dopo oltre due anni di lavoro, condotto in coordinamento con la Commissione europea, le autoritร  antitrust di altri paesi e il Garante per la protezione dei dati personali italiano. Secondo l’Agcm, Apple avrebbe violato l’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Tfue), la norma che vieta alle imprese di sfruttare in modo illecito una posizione dominante sul mercato. L’autoritร  italiana sostiene che l’azienda californiana detenga una posizione di “assoluta dominanza” nella distribuzione di app per iOS attraverso il suo App Store. Infatti, a differenza di quanto accade su Android, su iPhone e iPad non sono disponibili store di app alternativi.

Di conseguenza, tutte le applicazioni destinate agli utenti Apple devono passare dallโ€™App Store e gli sviluppatori che vogliono raggiungere l’oltre miliardo di utenti Apple sono tenuti ad accettare le regole imposte dallโ€™azienda di Cupertino, comprese quelle riguardanti la privacy degli utenti. Il problema, secondo l’Agcm, รจ che Apple avrebbe sfruttato questo controllo per imporre agli sviluppatori terzi standard piรน rigidi rispetto a quelli applicati alle proprie app, danneggiando i concorrenti e ottenendo un vantaggio competitivo.

Per comprendere la questione occorre sapere che molte app gratuite si finanziano attraverso la pubblicitร  personalizzata: piรน dati raccolgono sul comportamento degli utenti, piรน possono mostrare annunci mirati e quindi piรน guadagnano dagli inserzionisti. La funzione di trasparenza dell’App Store impone agli sviluppatori di chiedere agli utenti il permesso di tracciarli attraverso una schermata standardizzata chiamata Att prompt, un pop-up che appare quando si apre un’app per la prima volta. Il consenso raccolto tramite l’Att prompt, tuttavia, non soddisfa autonomamente tutti i requisiti previsti dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr), la normativa europea sulla privacy. La conseguenza รจ che gli sviluppatori terzi, per essere pienamente conformi alle leggi sulla tutela dei dati, devono comunque chiedere il consenso una seconda volta attraverso le proprie piattaforme di gestione del consenso. L’utente si trova cosรฌ di fronte a due richieste successive per autorizzare lo stesso tipo di tracciamento, un’esperienza che secondo l’Agcm scoraggia l’accettazione e danneggia chi basa il proprio modello di business sulla vendita di spazi pubblicitari. Lโ€™autoritร  ha concluso che le condizioni imposte dalla policy Att sono “unilaterali”, “lesive degli interessi dei partner commerciali di Apple” e “non proporzionate” rispetto all’obiettivo dichiarato di proteggere la privacy degli utenti.

Il contesto europeo e le altre sanzioni

La decisione italiana si inserisce in un’ondata di interventi regolatori contro la Att da parte delle autoritร  antitrust europee. Nel marzo 2025 la Francia aveva inflitto ad Apple una sanzione di 150 milioni di euro per lo stesso meccanismo. L’Autoritรฉ de la concurrence, l’autoritร  francese per la concorrenza, aveva stabilito che l’implementazione della funzione non fosse “nรฉ necessaria nรฉ proporzionata” rispetto all’obiettivo di tutelare i dati personali, penalizzando in modo particolare gli editori di app piรน piccoli.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia piรน di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia puรฒ migliorare la nostra vita quotidiana.

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