Musk: in 6 mesi il test delle interfacce neurali sull’essere umano



Da Wired.it :

Il fondatore di Tesla partecipa alla Italian Tech Week del gruppo Gedi: assist all’energia nucleare, confermato il progetto di colonizzare Marte

Elon Musk (foto: David McNew/Afp/Getty Images)

Torino – Arriveranno “entro i prossimi sei mesi” i test sugli esseri umani delle interfacce neurali impiantabili di Neuralink, ma Elon Musk guarda anche oltre: conferma di voler realizzare una città una città su Marte per “allargare la scala della conoscenza dell’umanità” e rivela che se oggi avesse vent’anni investirebbe sulla medicina digitale, sull’Rna messaggero e – certo – sull’intelligenza artificiale. Lo ha detto l’inventore sudafricano dal palco delle Ogr di Torino, virtualmente collegato con l’Italian Tech Week organizzata dal gruppo Gedi. A dialogare con lui John Elkann, presidente Stellantis e numero uno della galassia Exor, che ha raccontato di aver conosciuto Musk nel 2014 in Sicilia e di essere entrato fin da subito in sintonia con lui. 

Un’affinità legata all’automotive che ha portato Exor, attraverso la società di robotica del gruppo Comau, ad aiutare Tesla nel 2017, quando la società di Musk era in difficoltà per la produzione della Model 3 e servivano soluzioni per l’automazione delle linee per l’assemblaggio della vettura. “È stato il periodo più doloroso per me, un momento molto duro e John mi ha aiutato”, ha detto Musk.

Musk: “Per creare una startup piccoli passi”

“È sempre difficile creare una nuova azienda e avere successo: bisogna avere un’idea in grado di dare valore al mondo ed è un po’ come la vita umana, con una startup si procede a piccoli passi”, ha aggiunto l’imprenditore seriale che in curriculum vanta, oltre a Tesla, SpaceX e Neuralink, un gioiello del fintech come PayPal. 

Per Elkann una carriera tutta diversa. Entrato giovanissimo nella holding di famiglia da nipote dell’avvocato Gianni Agnelli, ha sempre lavorato in due “settori secolari” come l’auto e la stampa. “Quando ho incominciato – ha detto – non c’era internet” che ha cambiato ogni paradigma nella comunicazione e nell’industria. 

Per Elkann “questo è il momento buono per innovare i settori tradizionali” che hanno “una lunga storia, provare a trasformare aziende e portarle dal ventesimo al ventunesimo secolo. Ma è anche il momento di percorrere strade nuove come facciamo con Exor Seeds, il fondo di venture capital controllato dalla holding di famiglia che investe in startup ad alto potenziale. Come imprenditore, ha detto Elkann, “bisogna essere consapevoli che ci possono essere montagne russe e momenti difficili, quindi non bisogna troppo deprimersi per i punti bassi e non esaltarsi per quelli molto alti”. 

Musk ed Elkann: ottimismo su futuro e giovani

Entrambi guardano con “ottimismo” al futuro: “Il miglior modo di vivere il futuro – ha detto Musk – è crearlo”. Per Elkann la fiducia nel domani deriva anche  dalle “risorse emerse per affrontare rischi e trovare soluzioni” scatenate dalla pandemia da Covid-19: “Questo mi dà tanto ottimismo così come me lo danno le giovani generazioni. Vedere quanto sono bravi, quanta ambizione hanno mi dà tanta fiducia”, ha evidenziato. Per il presidente di Stellantis serve “imparare a lavorare di più con le macchine, anche per comprendere meglio la natura” e, perché no, arrivare in futuro “a dialogare con piante e animali”.

Oggi, mentre si sogna l’invenzione di una tecnologia davvero disruptive come il “teletrasporto”, i problemi restano ben piantati con i piedi per terra: scarsità dei microchip e costo dell’energia. Secondo Musk la prima questione è passeggera. “È una crisi a breve termine – ha spiegato –. Ci sono molte fabbriche che nel mondo stanno già lavorando a una soluzione per fornire al mercato i chip necessari. Penso che l’anno prossimo tutto possa andare meglio”. 

“Cina e India scommettono su nucleare”

Sul fronte energia, come da tradizione, Musk scommette fortemente su solare, eolica e geotermica con un’apertura non scontata verso il nucleare: “Dobbiamo usare più nucleare. Mi sorprendono i paesi che si allontanano dalle centrali. È una tecnologia sicura che non rappresenta più un pericolo”, soprattutto se la retromarcia porta dritto a un potenziamento del carbone.

“Il nucleare – ha aggiunto Elkann – è una soluzione sicura che dobbiamo sviluppare maggiormente”. Per il numero uno del gruppo automobilistico, come dimostra l’aumento del prezzo dell’uranio, “nel mondo sta avvenendo una forte nuclearizzazione: paesi come Cina e India stanno sviluppando sempre più l’energia nucleare e questa è una forte indicazione di quello che dovremo fare noi”. Senza dimenticare le rinnovabili che, ha chiosato, vanno sviluppate “in parallelo” con la solare che “diventerà la soluzione a lungo termine”.





[Fonte Wired.it]