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giovedì, Gen 04

NASA OSIRIS-APEX ha raggiunto la minima distanza dal Sole, si punta all’asteroide Apophis

da Hardware Upgrade :

Come sappiamo, alla fine di settembre dello scorso anno è rientrata la capsula contenente i campioni raccolti sull’asteroide Bennu della missione OSIRIS-REx. Nonostante i problemi per aprirne la parte principale della testa campionatrice (con novità che potrebbero arrivare nelle prossime settimane) e, in precedenza, un problema al parafreno che ha quasi comportato la perdita dei campioni, tutto si è risolto per il meglio. Anche solamente con la quantità di materiale raccolto finora (circa 70 grammi) la missione sarebbe un completo successo. Ma la maggior parte della regolite è ancora nascosta all’interno della sezione principale della capsula.

Il corpo principale della sonda era integro e questo ha permesso all’agenzia spaziale di non distruggerlo ma, anzi, utilizzarlo per la missione NASA OSIRIS-APEX. L’idea è quella di avvicinarsi all’asteroide Apophis nell’aprile 2029 per raccogliere ulteriori dati e immagini (ma non campioni) tanto che la parte finale del nome significa Apophis Explorer. Per riuscirci è stata pensata una manovra orbitale che ha previsto l’avvicinarsi al Sole per sfruttarne la fionda gravitazionale.

NASA OSIRIS-APEX prosegue la missione avvicinandosi al Sole

Come spiegato in un recente post, la sonda spaziale si è avvicinata a circa 75 milioni di chilometri dal Sole, circa la metà della distanza Terra-Sole e all’interno dell’orbita di Venere, il 2 gennaio 2024. Non si tratta della sonda che si è avvicinata di più alla nostra stella ma è anche una navicella che non è stata pensata (inizialmente) per eseguire questa manovra. Del resto la missione NASA OSIRIS-APEX è stata pensata dopo il lancio di NASA OSIRIS-REx.

La sonda spaziale farà complessivamente sei passaggi ravvicinati del Sole e tre della Terra per riuscire a essere nella traiettoria corretta per incontrare l’asteroide Apophis (dopo che questo sarà passato in prossimità del nostro Pianeta). Come scritto, questa sonda non è stata pensata inizialmente per questa operazione e quindi gli ingegneri di Lockheed Martin Space hanno dovuto pensare a come configurarne l’orientamento per evitare danni ai sistemi.

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Una vista dell’asteroide catturata a marzo 2021

Dani Mendoza DellaGiustina (dell’Università dell’Arizona) ha dichiarato che “abbiamo provato molti modelli per garantire che il veicolo spaziale sia al sicuro. Ma ogni volta che si porta una parte di hardware di un veicolo spaziale oltre i criteri di progettazione si corre in un rischio”.

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In particolare OSIRIS-APEX ha orientato un pannello solare laterale in una posizione più lontana rispetto al Sole mostrando la parte posteriore. Questo ha permesso di creare zone d’ombra che hanno permesso di bilanciare il calore assorbito. Il pannello solare (più lontano rispetto rispetto al Sole) è stato rivolto solo parzialmente verso la stella così da generare energia senza però surriscaldarsi.

Non avendo attualmente scopi scientifici, la sonda spaziale avrà buona parte della strumentazione inattiva. Saranno invece attivi sistemi critici quali la telemetria e la parte di comunicazione con la Terra. Quest’ultima è configurata nella modalità a bassa velocità per la trasmissione dati. La situazione cambierà tra marzo e aprile quando la distanza dal Sole sarà maggiore.

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