Nasce Sfero, l’alternativa etica ai social network


I social network hanno ancora delle carte da giocarsi sul piano della comunicazione. Lo pensa un manipolo di imprenditori, attivisti e professionisti italiani, molti dei quali con attività radicate sul territorio, che per fare un cambio di passo hanno fatto nascere SFERO, ribattezzato “l’alternativa italiana a Facebook”.

Perché SFERO è differente

Il nuovo social tutto italiano è caratterizzato dalla attenzione alla privacy degli utenti e dalla libertà di espressione. SFERO non ha cookie (“briciole di codice” che registrano la nostra navigazione online) perché non profila gli utenti al fine di promuovergli beni e servizi sui loro interessi personali, oppure – peggio – per influenzarli nelle loro scelte d’acquisto. La pubblicità su SFERO viene fatta solo sui contenuti, su quello che viene postato sulla piattaforma, che è visibile da tutti, anche senza doversi registrare, perché questo social network non è interessato a mantenere gli utenti sul sito, bensi a valorizzarne il tempo e i messaggi postati.

Cosa c’è dentro e come funziona

Nella maggior parte dei casi vi abbiamo trovato contenuti di qualità, oppure podcast, che fanno riflettere, scritti o prodotti da giornalisti, autori e attivisti ma anche da artigiani o attività sul territorio italiane, che vogliono promuovere. “Una delle caratteristiche più importanti di SFERO, oltre al fatto che siamo Cookie Free, perché non targettiziamo gli utenti al fine di vendergli la pubblicità, è che l’obiettivo di questo social è creare una vera socialità – dice l’amministratore delegato e Co-Founder Daniele Di Luciano -. Le piattaforme sulle quali navighiamo oggi ci allontanano, non ci fanno realmente incontrare, noi invece vogliamo promuovere una vera socialità che porta a vedersi di persona”.

 

Alle spalle di SFERO c’è BarterFly, una fondazione etica che ha creduto nel progetto del nuovo social network basato su principi etici e sulla libertà totale di espressione, e ha finanziato il suo sviluppo. Ne abbiamo incontrato a Milano, presso lo spazio East River, dove si sono riuniti per raccontarci le caratteristiche di Sfero, alcuni dei fondatori: il vicepresidente Guido Grossi, Sara Didoni, Emanuele Valente e Gianmarco Novi. Ci raccontano che sulla piattaforma ci sarà un marketplace dove gli utenti e le attività locali potranno vendere beni e servizi, attraverso la moneta della piattaforma, l’Etix, che non ha alcun intento speculativo, ma è legato solo al valore del bene scambiato.

Spariscono i Like

Non c’è un algoritmo che filtra i contenuti in base ai nostri interessi. Per evitare lo spam la piattaforma non traccia gli utenti ma dà il potere ad ognuno di oscurare i contenuti non graditi. C’è una sezione Podcast e non ci sono Like o Mi Piace sui post, per evitare che si crei dipendenza: al contrario delle altre piattaforme dove gli utenti iniziano a pubblicare contenuti per collezionare like e alimentare il proprio ego “e quando non ci riescono sono tristi, Sfero – sottolineano – ha l’intenzione di far relazionare gli utenti gli uni con gli altri, con l’obiettivo di farli incontrare anche off-line”.

Le sfere e la pubblicità

I contenuti sono organizzati in sfere, da qui il nome del social network, che si possono collegare ad una attività locale. In questo modo si può pubblicizzare gratuitamente la propria impresa oppure trovare persone vicine con gli stessi interessi aiutando le comunità ad organizzarsi sul territorio. Ad oggi SFERO si sostiene grazie alle donazioni, attraverso una raccolta fondi e con la pubblicità: cosa che “funziona molto bene – dice Alberto Contri, ex-presidente di Pubblicità Progresso, tra i primi sostenitori di Sfero – perché si trovano persone che hanno gli stessi valori etici, dall’alto profilo morale, interessati a tematiche come la sostenibilità e la libertà d’espressione. Per questo SFERO funziona bene per prodotti premium o che possono interessare persone dagli alti valori etici, perché se è vero che non avrai gli stessi numeri di altri social internazionali avrai invece un pubblico già selezionato alla base”. Una pubblicità però che viaggia solo sul contenuto, oltre 100 nuovi post al giorno, profilata e diffusa sugli argomenti dei post e non sugli utenti, che sono oltre 40mila iscritti per un milione e mezzo di pagine viste al mese, al fine di salvaguardare la privacy e senza il rischio di influenzare chi legge, ascolta o sta su Sfero.



fonte : skytg24