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“Ne usciremo ancora più forti”, come Greenpeace sta preparando la controffensiva dopo la condanna milionaria

di webmaster | Mar 25, 2026 | Tecnologia


Una battaglia legale e politica. Anzi, di sopravvivenza

Ma la partita, per Greenpeace, non è solo legale. È anche politica. E riguarda il futuro stesso dell’attivismo climatico.

Questo caso potrebbe avere conseguenze su altri movimenti negli Stati Uniti, o persino a livello globale”, avverte Simons. Il rischio è che si affermi un precedente capace di cambiare le regole del gioco: se le aziende possono usare i tribunali per colpire chi protesta, allora qualsiasi forma di dissenso pubblico potrebbe diventare un bersaglio. “Se le multinazionali possono trasformare il sistema giudiziario in un’arma contro manifestanti pacifici e difensori dei diritti, allora ogni causa pubblica potrebbe essere messa sotto attacco”.

È qui che il caso di Greenpeace smette di essere solo una disputa su un oleodotto e diventa qualcosa di più ampio. Negli ultimi anni, infatti, diverse compagnie fossili hanno avviato azioni legali contro attivisti e organizzazioni ambientaliste. Una tendenza che, secondo Greenpeace, non è casuale ma riflette una strategia sempre più evidente: spostare lo scontro dal terreno politico e sociale a quello giudiziario.

Le big oil vogliono sfuggire alle proprie responsabilità puntando il dito contro altri”, dice Simons. “Ma i tribunali dovrebbero proteggere le persone, non diventare strumenti del potere economico per mettere a tacere le critiche”. E in un contesto politico già segnato da tensioni crescenti sui diritti civili e sulla libertà di espressione, aggiunge, il rischio è ancora più alto.

Il fronte (legale) europeo

Mentre negli Stati Uniti si prepara il ricorso, l’ong ha già aperto un secondo fronte in Europa. Greenpeace International, infatti, ha avviato una causa contro Energy Transfer presso il tribunale di Amsterdam, basata sulla nuova direttiva europea anti-SLAPP finalizzata a proteggere giornalisti, attivisti e difensori dei diritti umani da querele e azioni legali strategiche (Strategic lawsuit against public participation) finalizzate a intimidire e mettere a tacere la partecipazione pubblica.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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