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Neet, cosโ€™รจ questa storia che in Italia 9 su 10 lavorano in nero

di webmaster | Lug 23, 2024 | Tecnologia


Nelle grandi cittร  italiane quasi nove Neet (i giovani che non lavorano, non studiano e non si formano) su dieci (88,9%) hanno lavorato o lavorano in nero. รˆ questo il dato che emerge dalla ricerca โ€œLost in transitionโ€ del Consiglio nazionale dei giovani (Cng), i cui dati sono stati riportati dal Sole 24 Ore. Allargando la lente sullโ€™intero territorio nazionale e comprendendo dunque anche le aree piรน interne del paese, i giovani tra i 15 e i 29 anni non inseriti in un percorso scolastico o formativo e non considerati come impegnati in unโ€™attivitร  lavorativa regolare risultano essere invece piรน di sette su dieci (74,8%).

I problemi dei Neet

Stando alle ultime rilevazioni dellโ€™Istat, sono circa 2,1 milioni i Neet italiani, il 16,1% dellโ€™intera popolazione giovanile italiana (la media Ue nel 2023 era piรน bassa, pari allโ€™11,2%). Eppure quasi la metร  di quelli che vivono nelle grandi aree metropolitane (molti meno in provincia) affermano di essere economicamente dipendenti e di aver utilizzato i propri guadagni per cercare di emanciparsi dalla famiglia. Si tratta in particolare dei Neet che la ricerca fa rientrare nella categoria di coloro che vogliono โ€œmettersi ancora in giocoโ€. Essi sono attivamente coinvolti nellโ€™economia informale, ovvero in attivitร  come la compravendita online e i lavori in nero.

Un secondo tipo di Neet รจ invece rappresentato da chi sceglie di โ€œmettersi per ora in pausaโ€: avviene soprattutto nei piccoli centri, nei quali le opportunitร  di lavoro sono limitate e le reti di supporto scarseggiano. Di fatto, perรฒ, lโ€™analisi svolta dal Cng evidenzia come i giovani italiani, specie quelli che popolano le aree interne del paese, siano disposti a sacrificare i propri diritti lavorativi pur di trovare lavoro.

Formazione e cause

Dal punto di vista della formazione, la ricerca sottolinea una โ€œmarcata disparitร  nellโ€™accesso all’istruzione superiore tra le diverse aree del paeseโ€: solo il 9,6% dei Neet delle aree rurali ha infatti conseguito una laurea o un diploma accademico, contro il 65,3% delle aree urbane. Lโ€™inoperositร  nasce anche da questi presupposti: il 42,6% degli intervistati dichiara infatti di aspettare lโ€™opportunitร  di svolgere attivitร  legate al proprio percorso di studi, il 37,8% desidera imparare un mestiere.

Rispetto alle cause della loro condizione, il 45% dei Neet le attribuisce alla scarsa offerta di lavoro, mentre il 40,4% a se stesso. Se il primo dato รจ maggiore nelle grandi cittร , il secondo lo รจ invece nei piccoli centri abitati. Riguardo alle scelte personali, esse sono dettate a seconda dei casi dalla voglia di una โ€œpausa sabbaticaโ€ (29,9%), dalla necessitร  di dare una mano in famiglia (20,5%) o da una giร  buona disponibilitร  di risorse finanziarie (13%).

โ€œIn molti – spiega la presidente del Cng Maria Cristina Pisani commentando la ricerca – affermano di seguire o aver seguito privatamente percorsi di auto formazione professionale e tanti dichiarano una piccola autonomia reddituale frutto di lavori saltuari e irregolari o di proventi da attivitร  online. Lโ€™ennesima dimostrazione di quanto non sia realistica la narrazione dei giovani choosy e di quanto siano estese la zona grigia di formazione non riconosciuta e quella di lavoro sommerso e in derogaโ€. Occorre dunque โ€œragionare sulla necessitร  di interventi mirati per fornire opportunitร  concrete e costruire reti di supporto adeguate per ciascunoโ€.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia piรน di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia puรฒ migliorare la nostra vita quotidiana.

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