(di Antonino Caffo)
L’intelligenza artificiale alla prova della sostenibilità economica, ambientale e delle sfide regolatorie. Ma anche lo sviluppo dei dispositivi indossabili che puntano a sostituire lo smartphone, le tecnologie quantistiche e il grande tema della verifica dell’età per i minori sui social. Sono alcune delle sfide tecnologiche previste nel 2026. “Sarà l’anno in cui entreranno in maturazione e accelereranno alcune evoluzioni che stiamo osservando – spiega all’ Valeria Portale, direttrice del Center for Digital Envisioning del Politecnico di Milano -. Il digitale si muoverà sempre meno per tecnologie isolate e sempre più come sistema integrato in cui infrastrutture, software e dati evolvono in modo sinergico”.
Dopo l’hype degli ultimi tre anni, per l’intelligenza artificiale potrebbe essere il momento della verità. Come osserva il tecnologo americano Casey Newton, l’interesse si sposterà dalle mere capacità dell’IA alla sostenibilità economica e pratica degli strumenti generativi che sono anche energivori. Le aziende inizieranno a chiedere un ritorno sugli investimenti che secondo la società di analisi Gartner nel nuovo anno raggiungeranno i due trilioni di dollari tanto da far temere un rischio bolla. In tale quadro si attende la mossa di Apple, ancora indietro rispetto alle concorrenti OpenAI e Google che continuano a rilasciare aggiornamenti. “Emergeranno forme di intelligenza sempre più autonome, capaci di operare in sostituzione dell’uomo anche nei processi decisionali critici. La coesistenza nella competizione non riguarderà solo l’innovazione tecnologica ma la capacità di ridisegnare l’accesso ai mercati riconfigurando l’arena di gioco – sottolinea Portale -. La forte concentrazione nelle mani delle Big Tech e la dipendenza da pochi attori portano le imprese a ricercare nuovi equilibri tra efficienza, sovranità e interoperabilità”.
Il 2026 segnerà con ogni probabilità anche il consolidamento delle tecnologie indossabili avanzate. Protagonista di questa transizione è Meta e i suoi Ray-ban Display, occhiali dotati di un piccolo schermo che consente di vedere notifiche, mappe, traduzioni senza dover estrarre il telefono dalla tasca. E con l’ausilio di un bracciale sfrutta le neurotecnologie per tradurre i gesti in comandi. È il primo vero passo verso la sostituzione dello smartphone come interfaccia, una mossa che costringerà diversi big del settore a ripensare i loro gadget. L’anno nuovo potrebbe poi portare ad un impulso deciso delle tecnologie quantistiche più veloci di quelle tradizionali con applicazioni nell’informatica, finanza, difesa, aerospazio, farmaceutica e cybersicurezza. Per quest’ultimo settore di grande attualità, secondo l’esperta del Politecnico di Milano, “un vantaggio potrebbe arrivare dal quantum computing, che evolverà in applicazioni operative più diffuse con impatti rilevanti sul piano della sicurezza dei sistemi”.
Altra grande sfida del 2026 è la tutela dei minori online su cui c’è una crescente sensibilità di opinione pubblica e governi, con l’Australia primo paese al mondo ad aver vietato i social agli under 16. Il tema della verifica dell’età diventa centrale e non più aggirabile con un semplice clic. A tal proposito, l’Unione Europea sta lavorando ad un’applicazione per verificare che un utente sia maggiorenne e permetterne l’accesso alle piattaforme che lo richiedono, senza dover rivelare ulteriori informazioni personali nel rispetto della privacy. L’Italia, insieme a Francia, Spagna, Grecia e Danimarca, prenderà parte alla fase pilota dell’app. “Per imprese e istituzioni la sfida non sarà solo quella di adottare singole innovazioni tecnologiche – conclude Portale – ma governare dinamiche sistemiche sempre più complesse che diventeranno un fattore discriminante per la competitività futura”.
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