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Nemotron 3, perché Nvidia ora vuole imporsi anche nel campo dei modelli AI open source

di webmaster | Dic 16, 2025 | Tecnologia


Il produttore di chip ha deciso di adottare un approccio più trasparente rispetto a molti dei suoi rivali statunitensi, rendendo pubblici i dati utilizzati per addestrare Nemotron, una scelta che dovrebbe aiutare i tecnici a modificare i modelli più facilmente. Nvidia sta anche mettendo a disposizione una serie di strumenti per aiutare la personalizzazione e la messa a punto della sua nuova AI. Tra questi rientrano una nuova architettura ibrida (latent mixture-of-experts) che secondo la società è particolarmente indicata per la creazione di agenti AI in grado di intraprendere azioni su computer o sul web; ma ci sono anche librerie che consentono agli utenti di addestrare gli agenti sfruttando l’apprendimento per rinforzo, un approccio che, semplificando, prevede di fornire feedback ai modelli AI in base alle loro risposte.

I modelli Nemotron 3 sono disponibili in tre dimensioni: Nano, con 30 miliardi di parametri, Super, con 100 miliardi, e Ultra, con 500 miliardi. A grandi linee, i parametri indicano quanto un modello è capace e “ingombrante” (i sistemi più grandi per esempio devono essere gestiti da rack su cui sono installati costosi hardware).

Il futuro dell’AI aperta

Kari Ann Briski, vicepresidente di Nvidia responsabile dei software di AI generativa per le imprese, ha sottolineato che i modelli open source sono importanti per tre motivi: innanzitutto i costruttori hanno sempre più bisogno di personalizzare i modelli in modo che siano capaci di portare a termine compiti particolari; spesso, poi, è utile affidare le query a modelli diversi; infine, è più facile ottenere risposte migliori da questi modelli dopo l’addestramento attraverso una sorta di ragionamento simulato. “Crediamo che l’open source sia il fondamento dell’innovazione dell’AI e che continuerà ad accelerare l’economia globale“, ha dichiarato Briski.

I primi modelli aperti avanzati ad arrivare sul mercato sono stati quelli della serie Llama, lanciata da Meta nel febbraio 2023. Con l’intensificarsi della concorrenza tuttavia il gigante dei social ha poi fatto capire che i suoi futuri prodotti AI potrebbero non essere open source.

La posizione di Meta rientra in una tendenza più generale nel settore dell’intelligenza artificiale. Nell’ultimo anno, le aziende statunitensi si sono allontanate dall’open source, condividendo sempre di meno i risultati della loro attività di ricerca e diventando sempre più riluttanti a informare i rivali dei loro ultimi sviluppi ingegneristici.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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