Lanciata negli USA nel 2015 come sussidiaria del conglomerato cinese Yidian, legato al governo di Pechino, l’app di notizie NewsBreak ĆØ diventata nel giro di poco tempo uno dei punti di riferimento per i cittadini statunitensi che volessero restare informati su avvenimenti di livello locale e nazionale, sfruttando un declino nella diffusione della stampa tradizionale che ha coinvolto il settore anche oltreoceano. Accuse di scarso controllo sulla qualitĆ delle pubblicazioni e sulla loro veridicitĆ non hanno guadagnato particolare attenzione fino a pochi giorni fa, a seguito di un reportage di Reuters dove sono stati analizzati documenti fino a quel momento non ancora divulgati. La sintesi: nell’ultimo paio d’anni NewsBreak ha diffuso una quarantina di articoli, alcuni su fatti mai avvenuti, generati dall’intelligenza artificiale.
Notizie artificiali
In meno di un decennio la posizione di NewsBreak ha permesso all’applicazione, nel frattempo transitata almeno a livello ufficiale a un esercizio operativo pienamente americano dopo una prima fase di proprietĆ esclusivamente cinese, di diffondersi sui dispositivi di oltre 50 milioni di americani, stando ai dati rilasciati dalla stessa azienda. Numeri che suggeriscono l’impatto di notizie false, seppur verosimili, come quella di una sparatoria il giorno di Natale del 2023 in una cittadina del New Jersey: un fatto mai accaduto e smentito dalla polizia locale, diffuso da un sito senza alcuna verifica e utilizzato come fonte da NewsBreak, che ha riscritto la vicenda con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte di NewsBreak per la creazione dei propri contenuti risulta in realtĆ una prassi rivendicata dai gestori dell’azienda: utilizzata regolarmente a partire almeno dal 2021, sfrutta un algoritmo basato sul comportamento degli utenti (in questo caso, quindi, cittadini americani) la cui proprietĆ ĆØ stata registrata nel 2015 sia in Cina sia negli Stati Uniti da Jeff Zheng, fondatore di Yidian e NewsBreak. Un passato in Yahoo, per la quale ha lavorato sia negli USA che in Cina, Zheng ha fatto del continuo passaggio tra i due paesi un suo tratto distintivo, sottolineando a ogni occasione come NewsBreak sia al di lĆ di tutto una āsocietĆ americanaā; a confermare ulteriormente il legame tra l’imprenditore e il paese il trasferimento in California avvenuto all’inizio del 2023, con famiglia al seguito.
Negli Stati Uniti si sono però sviluppati anche i primi veri problemi giudiziari per NewsBreak, che proprio per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale ĆØ stata al centro di diverse azioni legali. Una di queste, intentata da Patch Media, ha portato al pagamento di quasi due milioni di dollari per infrazione del copyright, un fatto che NewsBreak non ha voluto definire come ammissione di errore. Secondo quanto riportato da Reuters l’utilizzo dell’intelligenza artificiale sarebbe stato sconsigliato dallo stesso Zheng in uno scambio di mail con Norm Pearlstine, giĆ caporedattore del Wall Street Journal e ingaggiato dall’imprenditore cinese come consulente nel 2022, quando l’azienda stava giĆ affrontando le prime cause.
Tra Pechino e la Silicon Valley
Il distacco di NewsBreak da Yidian, avvenuto formalmente nel 2019, non ĆØ bastato a porre fine gli interrogativi riguardo la trasparenza della societĆ , nĆ© tantomeno a recidere i legami con la Cina. Perlomeno da un punto di vista finanziario e impiegatizio: se la sede legale ĆØ a Mountain View, in California, diversi uffici, tra cui metĆ degli impiegati in ricerca e sviluppo, e quasi tutti gli ingegneri (gli stessi a cui ĆØ richiesto di occuparsi, tra le altre cose, dell’algoritmo utilizzato dall’applicazione) rimangono al di lĆ del Pacifico. CosƬ come in Cina rimane uno dei due finanziatori principali: la IDG Capital. Una delle più grandi societĆ di investimenti al mondo, la IDG Capital ĆØ insieme agli americani della Francisco Partners l’entitĆ subentrata a Yidian nel mantenimento delle attivitĆ operative di NewsBreak. Nel febbraio di quest’anno il Pentagono ha indicato il colosso cinese come uno dei possibili collaboratori dell’esercito di Pechino, inserendolo in una lista di osservati speciali.


