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da Hardware Upgrade :

La Nissan Leaf per tanto tempo è stata una delle poche auto elettriche disponibili sul mercato, e la casa giapponese era considerata a tutti gli effetti come leader del settore. Poi però le cose sono cambiate, sono arrivati tanti modelli della concorrenza, e Nissan è stata troppo lenta a reagire.

Di recente il lancio della Ariya ha cercato di invertire la tendenza, ma il nuovo CEO Makota Uchidam non intende proseguire su una strada che si è dimostrata infruttuosa. Forse proprio da queste considerazioni, nasce la volontà di puntare sulle batterie LFP, litio-ferro-fosfato, come spiega un report di Nikkei.

Molte case utilizzano già con profitto queste batterie, che sono circa il 20-30% più economiche rispetto alla controparte definita ternaria, NMC. Nissan sembrerebbe intenzionata a sviluppare le sue celle LFP, che sta già studiando presso il centro nella città giapponese di Atsugi. L’azienda sta valutando la possibilità di realizzare la batteria internamente nel suo stabilimento di Yokohama e in altre strutture.

Le controindicazioni della chimica LFP riguardano più che altro l’autonomia, ma le auto elettriche Nissan con questa dotazione, dal 2026, sarebbero destinate ai mercati emergenti, puntando sul prezzo competitivo. Non sarà comunque una sfida facile, soprattutto contro i leader cinesi. Secondo le ultime stime, BYD ha in mano circa il 40% del mercato globale delle celle LFP, e segue CATL con il 33%. Primati quasi impossibili da scalzare, soprattutto considerando che entrambe le aziende cinesi, direttamente o indirettamente, vendono le loro batterie ora anche in Europa e Stati Uniti.

Ma Uchida è stato categorico: “Non possiamo portare avanti i vecchi modi di fare affari dal passato al futuro“. La nuova strategia dovrebbe essere introdotta a marzo.

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