E dopo questa premessa essenziale, facciamo un passo indietro. La reietta Bones (Maddie Ziegler, la ballerina dei video di Sia), la ricca e viziata Princess (Lana Condor), la timorata di Dio Grace (Avantika) e le sorelle Chloe (Millicent Simmonds) e Zoe (Iris Apatow) formano un quintetto che sta preparando la routine per un concorso che si terrà a Budapest, sotto l’egida della maestra Thorna. La tipica rivalità tra aspiranti prime ballerine è esasperata dal divario sociale tra Bones e Princess, che bisticciano per qualsiasi cosa anche mentre attraversano in bus la foresta che le separa dal teatro ungherese. Lasciate a piedi dal suddetto, vengono accolte in un locale decadente e pittoresco di proprietà – coincidenza – di una ex ballerina, la statuaria Devora (fin troppo, Uma Thurman è alta 1.80 e già le danzatrici classiche sopra 1.70 sono rarissime) che ha arredato la villa come un museo in onore della sua defunta carriera. Questa moderna e altrettanto egocentrica e amareggiata Baby Jane, le prende subito, apparentemente, sotto la propria ala protettrice. Ben presto le ragazze si accorgeranno di essere in un covo criminale e di avere scarse possibilità di uscirne vive. Per farlo, dovranno mettere da parte gli attriti e unire le forze contro orde di gangster, trasformandosi in danzatrici assassine (Abigail, scansati).
Dalla loro hanno la preparazione atletica, la soprannaturale forza e velocità delle gambe, la sconfinata resilienza e la destrezza con le lame (i taglierini, oltre a forbici, aghi e filo sono usati normalmente e servono a “rompere” le punte) oltre alla resistenza al dolore, fanno di loro delle perfette macchine da combattimento. Il film non ha altre pretese narrative (la sottotrama di Bones e Princess nemiche/amiche e il dramma da Signora Tsukikage di Devora sono poco più che accennati) se non quelle di registrare gli sforzi delle eroine per sfuggire a una versione di Hostel altrettanto estrema, ma senza il rivoltante gusto della perversione di Roth. Sulle note di una colonna sonora irresistibile e vagamente blasfema che accosta Rhythm Is A Dancer allo Schiaccianoci di Čajkovskij, Bones & co si esibiscono in assoli e duetti – e un quartetto dei piccoli cigni a cinque – mutando i passi di danza in mosse di kung fu. Analogamente al gun kata di Equilibrium, il ballet fu di Pretty Lethal vede fondere i movimenti della danza classica con il wu shu.



