Depone le uova, è fluorescente e percepisce segnali elettrici con il becco. Come se non fosse già così straordinario, l’ornitorinco è un animale che non smette mai di stupirci. Secondo una recente ricerca della Ghent University, in Belgio, l’ornitorinco è il solo mammifero a condividere una caratteristica che fino ad oggi si pensava essere unica degli uccelli e che potrebbe aiutarci a comprendere meglio l’evoluzione della pigmentazione in questo animale. I dettagli in uno studio pubblicato sulla rivista Biology Letters.
L’ornitorinco, un animale unico
L’ornitorinco è un animale molto bizzarro. Ha il becco come un’anatra e il corpo che ricorda quello di un castoro. Ma non solo: nel tempo, grazie a precedenti ricerche, la lista delle sue numerose peculiarità ha continuato ad allungarsi. Ad esempio, ricordiamo brevemente, le femmine producono latte ma non hanno mammelle, mentre i maschi possiedono speroni velenosi sulle zampe posteriori. E ancora, percepiscono l’elettricità, si illuminano sotto la luce ultravioletta e le loro cellule hanno 5 volte più cromosomi sessuali rispetto alla maggior parte degli altri mammiferi.
La caratteristica condivisa con gli uccelli
Il nuovo studio, ora, ha aggiunto un’altra straordinaria caratteristica. Per farlo, i ricercatori si sono focalizzati sui melanosomi, ossia minuscoli organelli che producono pigmenti di melanina (responsabili del colore) e che possono essere sferici o a forma di bastoncino, compatti o cavi. Per oltre 50 anni, si legge nello studio, la comunità scientifica ha creduto che i melanosomi cavi fossero unici degli uccelli, mentre nei mammiferi si presentassero sempre compatti. Da qui, utilizzando la microscopia ad alta risoluzione per osservare queste strutture all’interno dei peli dell’ornitorinco, i ricercatori hanno scoperto invece che i suoi melanosomi sono cavi e sferici. “È stata una scoperta del tutto inaspettata”, ha commentato alla Bbc Wildlife l’autrice Leigh Dobson. “I melanosomi cavi non erano mai stati trovati prima nei mammiferi, e la combinazione di forma cava e sferica non si osserva in nessun altro animale, per quanto ne sappiamo”. I melanosomi cavi, infatti, non sono stati trovati né nelle echidne, strette parenti dell’ornitorinco, né in nessuna delle altre circa 125 specie di mammiferi prese in esame.
L’evoluzione del colore
I melanosomi cavi, spiegano gli autori, sono organizzati in modo tale da produrre brillanti colori iridescenti, aiutando così gli uccelli a creare una più vasta gamma di tinte. Tuttavia, nel caso dell’ornitorinco, un animale completamente marrone, la loro presenza rappresenta un mistero. “Questo non si conforma a ciò che sappiamo attualmente sulla correlazione tra la forma dei melanosomi e il colore“, ha spiegato alla Bbc Wildlife Dobson. Una spiegazione plausibile, secondo l’autrice, risiede nel fatto che l’antenato degli ornitorinchi vivesse in acqua e che i melanosomi cavi, grazie alla loro capacità di isolamento termico, potrebbero essere stati un adattamento a questo stile di vita acquatico. Mentre le echidne si sono poi evolute come specie terrestre, perdendo quindi probabilmente i melanosomi cavi, gli ornitorinchi, che vivono in acqua, li hanno invece conservati.


