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Da Punto-Informatico.it :

La Commissione europea esaminerà le nuove regole annunciate da Apple per iOS, App Store e Safari. Secondo Spotify, Epic Games e altri sviluppatori, l’azienda di Cupertino ha aggirato il Digital Markets Act (DMA) con alcune “scappatoie”, come la nuova commissione di 0,50 euro, denominata Core Technology Fee.

Costi spropositati per le app gratuite

Apple rispetterà il DMA, che verrà applicato dal prossimo 7 marzo, consentendo l’uso di store alternativi e pagamenti di terze parti con iOS 17.4. Gli sviluppatori dovranno però accettare i nuovi termini annunciati dall’azienda di Cupertino che, per le app gratuite molto popolari, comporteranno un netto incremento dei costi.

Thierry Breton, commissario per il mercato interno, ha dichiarato:

La DMA aprirà le porte di Internet alla concorrenza in modo che i mercati digitali siano equi e aperti. Dal 7 marzo valuteremo le proposte delle aziende con il feedback dei soggetti terzi. Se le soluzioni proposte non sono abbastanza buone, non esiteremo ad agire con forza.

Sicuramente arriveranno molti feedback negativi sulla nuova commissione di 0,50 euro, denominata Core Technology Fee da Apple, che gli sviluppatori dovranno versare per ogni prima installazione annuale, se il numero di installazioni, reinstallazioni e aggiornamenti è superiore ad un milione all’anno.

Esistono molte app gratuite (senza acquisti-in app) che superano questa soglia. Con i termini d’uso attuali non pagano nulla. Con i nuovi termini devono pagare la Core Technology Fee. Il calcolatore pubblicato da Apple permette di effettuare un confronto. Ad esempio, se l’app gratuita (quindi nessun guadagno per lo sviluppatore) ha 10 milioni di installazioni all’anno, la commissione è 375.000 euro/mese, quindi 4,5 milioni di euro all’anno.

La stessa “tassa” sarà obbligatoria anche per gli store alterativi, essendo a loro volta app. Attualmente, Amazon non paga niente perché gli utenti acquistano beni fisici, non digitali, tramite app. Ma se Amazon decidesse di rilasciare il suo store su iOS (oggi è disponibile solo su Android) dovrà pagare milioni di euro all’anno. In pratica, le nuove regole di Apple stroncano sul nascere la concorrenza.



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