I video privati (e talvolta intimi) girati con occhiali Meta come i bestseller Ray-Ban Meta possono essere visualizzati da personale umano incaricato di migliorare il servizio. La notizia è stata riportata da due giornali svedesi Svenska Dagbladet e Goteborgs-Posten, che hanno condotto un’indagine intervistando dipendenti di un’azienda con sede in Kenya che aveva ricevuto l’appaltato proprio da Meta per osservare e analizzare i video catturati dagli smart glasses. A conferma della bontà dell’inchiesta è arrivata una precisazione da parte di Meta, chiamata direttamente in causa per una risposta.
I video non del tutto privati
Si indossano gli occhiali intelligenti, si avvia la registrazione e si pensa che tutto rimanga privato. E invece può non essere così, perché dal momento in cui si decide di inviare i file alla piattaforma di casa Meta AI si rientra nei termini del servizio che si è accettato prima dell’uso. Nella trafila di comunicazioni che si deve sottoscrivere, è infatti ben specificato come può capitare che Meta potrebbe esaminare le interazioni dell’utente con l’intelligenza artificiale non soltanto tramite sistemi automatici ma anche da operatori umani in modo manuale. Pescando le testuali parole nei termini pubblicati sul sito ufficiale e relativi all’Unione Europea, si legge infatti: “In alcuni casi, Meta controllerà le interazioni dell’utente con le IA, compresi i contenuti delle conversazioni con le IA o i messaggi inviati alle IA. Tale controllo può essere automatizzato o manuale (umano)”.
Meta ha confermato di fatto i risultati dell’inchiesta dopo essere stata interpellata dalla Bbc, dichiarando come lo scopo dell’attività sia quello di analizzare i dati per migliorare il servizio e prestazioni delle stesse AI, ma diventa effettivo soltanto quando l’utente interagisce con Meta AI, non quando si mantiene tutto sul dispositivo stesso.
Nudità e momenti intimi
Un lavoratore anonimo della società kenyota Sama che collabora con Meta per la visione dei filmati, ha dichiarato di aver osservato scene di vita privata come ambienti domestici, ma anche talvolta corpi nudi o rapporti sessuali affermando “Le persone possono registrarsi nel modo sbagliato e non sapere nemmeno cosa stanno registrando”. Il riferimento può essere esteso anche ad altre potenziali esposizioni molto pericolose come inquadrare informazioni sensibili oppure credenziali di accesso a conti bancari e via dicendo. La società Sama analizza i video e trascrive conversazioni a campione, gli uffici sono monitorati da videocamere e non è consentito l’uso del telefono personale. Se dunque gli utenti devono considerare di più l’uso degli smart glasses per auto-esporsi, è di recente emersa un’app che invece tutela chi si trova nei paraggi di persone che indossano occhiali intelligenti, così da essere informati in modo tempestivo.


