Gli scienziati sperano di scovare nelle osservazioni indizi di tecnologie aliene, come materiali riflettenti, movimenti e traiettorie insolite o addirittura segnali di comunicazione attiva.
“PoichĆ© questi oggetti provengono da altri sistemi solari, ci aspettiamo che ci siano delle anomalie e che il loro aspetto sia diverso“, afferma Frank, coautore dello studio guidato da Davenport.
La grande domanda: e poi?
Ovviamente, c’ĆØ poi la questione più delicata di tutte: cosa facciamo nel caso in cui trovassimo qualcosa di veramente anomalo? Sarebbe sicuro o saggio approcciare o intercettare un artefatto di una civiltĆ aliena?
Villarroel osserva che una sonda attiva potrebbe non collaborare con un tentativo di studio o di recupero. E anche nel caso di rifiuti spaziali alieni o di altri artefatti inerti, sarebbe importante predisporre un piano di mitigazione del rischio per qualsiasi tentativo di contatto.
Ma se si presentasse l’opportunitĆ di osservare da vicino un artefatto alieno, difficilmente gli scienziati potrebbero resistere, ammette Frank. “A meno che non inizi immediatamente a mostrare attivitĆ , per esempio inviando un messaggio o iniziando a dispiegare droni nella nostra direzione, se un oggetto sta attraversando il sistema solare e sembra un artefatto, ovviamente invieremo delle sonde“, aggiunge.
Michael Bohlander, titolare della cattedra di diritto globale e politica Seti all’universitĆ di Durham, suggerisce che, oltre a prevedere i possibili rischi di sicurezza o di contaminazione, dovremmo prepararci ai potenziali risvolti sociali, culturali e geopolitici legati alla scoperta di un artefatto o di un’astronave aliena.
“Molte persone sarebbero entusiaste, ma allo stesso tempo spaventate“, afferma Bohlander. “Ci si potrebbe aspettare panico di massa e reazioni isteriche su larga scala. La questione ha molteplici dimensioni, non solo tecnologiche“.
Ma diversamente da quanto succede di solito nella fantascienza, Frank prevede che, se mai avverrà , questa scoperta epocale unirà gli scienziati di tutto il mondo anziché dividerli.
“La comunitĆ scientifica mondiale sarebbe totalmente collaborativa e noi saremmo entusiasti“, sostiene il professore. “Se ottenessimo prove di questo tipo, sarebbe la cosa più grande mai accaduta nella storia dell’umanitĆ per gli scienziati“.
Questo articolo ĆØ apparso originariamente su Wired US.


