Rischio di carestia per l’olio motore: cosa c’è da sapere

La guerra in Iran, che ha già avuto ripercussioni sul costo del carburante e la produzione di bitume, si sta ora allargando anche al settore dell’olio motore. Ma non stiamo parlando del prodotto finale che troviamo nei negozi, quanto piuttosto delle materie prime di base che lo compongono. La situazione potrebbe portare a un aumento dei prezzi e, nei casi più estremi, a interruzioni nella produzione di veicoli a motore a combustione.

Cause della crisi nelle scorte di olio motore

Per comprendere l’attuale crisi è opportuno fare un passo indietro. L’olio motore è costituito principalmente da una base oleosa, raffinata dal petrolio o prodotta sinteticamente, a cui si uniscono vari additivi per migliorarne le prestazioni. Le basi oleose si classificano in gruppi a seconda del processo di raffinazione, con il Gruppo III e il Gruppo IV (noto come PAO, polialfaolefine) che sono i più utilizzati per i lubrificanti di alta gamma nei motori moderni.

La questione è profondamente geo-politica: i paesi del Golfo Persico, tra cui Iran e Qatar, forniscono una porzione significativa della produzione mondiale di basi oleose del Gruppo III, rappresentando circa il 15-20% della capacità globale. Con la chiusura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale, il flusso di queste risorse è gravemente compromesso. Recentemente, l’impianto Pearl Gas-to-Liquid di Shell in Qatar, responsável per la produzione di circa 30.000 barili al giorno, è stato danneggiato dai conflitti. Anche i fornitori in altri paesi della regione stanno affrontando enormi sfide, trovandosi costretti a ritirarsi dai contratti di fornitura a causa di “circostanze eccezionali”.

Impatti sui prezzi e sulla disponibilità

I rincari sono già palpabili sul mercato. Il costo delle basi oleose del Gruppo III nel nord Europa è quasi raddoppiato dall’inizio delle ostilità, con livelli che raggiungono picchi storici. Le scorte stanno rapidamente esaurendosi e non solo le auto di lusso o sportive, che richiedono lubrificanti di alta qualità, sono colpite. Anche le basi del Gruppo II, vitali per i mezzi commerciali come autobus e camion, stanno subendo pressioni nei prezzi a causa della maggiore redditività dei carburanti, con la conseguente dirottamento della produzione.

Per i guidatori di automobili a benzina o diesel, le conseguenze saranno evidenti in due modi. In primo luogo, si aspetta un’impennata nei prezzi sia per l’olio motore che per le operazioni di manutenzione in officina. In secondo luogo, la disponibilità sul mercato dei prodotti potrebbe ridursi drasticamente. Di fronte a questa situazione, l’API, l’ente statunitense che certifica gli oli motore, ha già implementato un programma di licenze straordinarie. Questo consente ai produttori di sostituire le basi del Gruppo III con alternative meno raffinate, pur mantenendo la certificazione. Sebbene questa misura possa alleviare il problema della carenza, è importante notare che potrebbe compromettere la qualità finale del prodotto.

Conclusione: un futuro incerto per il settore dei lubrificanti

L’Italia, come parte dell’Unione Europea e in quanto mercato significativo per i veicoli a motore, non può rimanere indifferente a questa crisi globale. Con i potenziali aumenti di prezzo e la difficile reperibilità dell’olio motore, i consumatori e le aziende italiane dovranno adattarsi a una nuova realtà. È fondamentale monitorare gli sviluppi geopolitici e le fluttuazioni del mercato per affrontare al meglio questa sfida. Prepararsi a questi cambiamenti sarà essenziale per garantire una perfetta manutenzione e funzionamento dei veicoli.